Carta del docente, cosa è successo al bonus cultura degli insegnanti: da 500 euro a meno di 400

Per quasi un decennio l’importo è rimasto stabile: 500 euro all’anno per ciascun docente, finanziati con uno stanziamento complessivo di circa 400 milioni di euro. Il bonus era però riservato esclusivamente agli insegnanti di ruolo, lasciando fuori una parte consistente della categoria

È stata istituita nel 2015 dal governo di Matteo Renzi la Carta del docente, un voucher digitale annuale destinato agli insegnanti per sostenere attività di aggiornamento e formazione professionale. Infatti, attraverso una piattaforma dedicata, i docenti possono utilizzare il credito per acquistare libri, riviste, biglietti per musei, teatri e cinema, corsi universitari e di formazione, software e dispositivi elettronici come tablet o computer.

La Carta del docente per gli insegnanti di ruolo

E per quasi un decennio l’importo è rimasto stabile: 500 euro all’anno per ciascun docente, finanziati con uno stanziamento complessivo di circa 400 milioni di euro. Il bonus era però riservato esclusivamente agli insegnanti di ruolo, lasciando fuori una parte consistente della categoria, come i docenti precari, spesso impegnati con contratti annuali o temporanei.

I ricorsi per la Carta del docente estendibile ai precari

Nel 2022 una decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la mancata estensione del bonus ai precari configurava una discriminazione rispetto al personale di ruolo. A quella pronuncia sono seguite ulteriori sentenze nazionali, tra cui quelle della Corte di Cassazione nel 2023, che hanno riconosciuto il diritto alla Carta anche ai supplenti con contratto fino al 30 giugno. Il percorso si è completato così nel 2025 con un’ulteriore decisione europea che ha messo in discussione anche l’esclusione dei supplenti brevi. Di fatto, la platea dei beneficiari si è ampliata progressivamente fino a includere centinaia di migliaia di insegnanti precari in più.

Come cambia la Carta del docente nel 2026

Quando nel 2026 il governo ha dato il via alla nuova annualità della Carta, il risultato numerico di questa estensione è apparso subito evidente. Il budget complessivo è rimasto sostanzialmente invariato, ma i beneficiari sono aumentati con circa 253 mila docenti precari che sono entrati stabilmente nel sistema. Dunque, il bonus per l’anno scolastico 2025-2026 è così sceso a 383 euro a docente (credito utilizzabile fino al 31 agosto 2027), pari a un taglio di oltre il 20 per cento.

La politica a confronto sulla Carta del docente

Da una parte Matteo Renzi, rivendicando la paternità della misura, ha denunciato sui social una “sforbiciata” alla formazione degli insegnanti: a suo giudizio il governo guidato da Giorgia Meloni avrebbe ridotto una delle poche politiche strutturali dedicate alla professione docente. Dall’altra parte il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha respinto l’accusa di taglio. Secondo il ministero la riduzione pro capite non deriva da un taglio di risorse ma dall’ampliamento della platea dei beneficiari, che avrebbe corretto una discriminazione storica verso i precari. Per compensare il minor importo individuale, il dicastero ha inoltre annunciato 281 milioni di euro di fondi europei destinati direttamente alle scuole per acquistare dispositivi digitali, libri e strumenti didattici da concedere agli insegnanti in comodato d’uso. L’idea, nelle intenzioni del ministero, è trasformare gradualmente la Carta: meno strumento per acquistare hardware individuale, più incentivo per la formazione professionale.

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