Si dimette la ministra della Cultura francese Rachida Dati: come verrà ricordata?

Il ritiro, dichiarato nell'ottica di dedicarsi alla campagna elettorale per le imminenti comunali di Parigi, cade in un momento di grande fragilità del sistema della cultura francese. Nel suo mandato c'è anche l'accusa di aver "trumpificato" la cultura

Rachida Dati si è dimessa da ministra della Cultura in Francia. La notizia arriva al culmine del terremoto che ha travolto il sistema culturale d’oltralpe e in particolare il Musée du Louvre, sfociato nelle dimissioni della sua direttrice Laurence des Cars. Non sarebbe però questo il motivo ufficiale del suo ritiro: la dichiarazione pubblica dell’ormai ex ministra, classe 1965, fa riferimento alla volontà di dedicarsi esclusivamente alla campagna elettorale per diventare la nuova sindaca di Parigi

La carriera da ministra della Cultura di Rashida Dati

Nella dichiarazione d’addio del 25 febbraio, Dati ha affermato di stare lasciando l’incarico con “rispetto” e “gratitudine“, sottolineando i diversi progetti da lei guidati presso il Ministero. Il suo mandato, concordano da più parti nel sistema mediatico francese, è stato percepito in modo altalenante: già custode dei sigilli con Sarkozy, Dati ha restituito visibilità al Ministero della Cultura (un po’ in secondo piano sotto Macron) vedendosi però accusare di corruzione, motivo per cui la vedremo comparire in tribunale in autunno accanto all’ex capo della Renault-Nissan Carlos Ghosn. 

Al tempo della sua assegnazione era stata biasimata per il curriculum “carente” sul lato culturale, vedendosi poi additare dalla sindaca di Parigi, Anne Hidalgo (che la sconfisse al suo primo tentativo di diventare maire nel 2020), come sintomo di una “trumpificazione della cultura“. Una stoccata dovuta sia ai toni forti di Dati, spesso al limite dell’insolenza, sia al suo posizionamento politico. Non è poi riuscita a impedire i recenti tagli al bilancio della Cultura, anche se ha dichiarato di aver limitato i danni al settore culturale durante il proprio mandato. La sua proposta più chiacchierata è stata quella della riforma della radiodiffusione pubblica, che ha portato a una serie di scioperi a Radio France.

Louvre, Parigi
Louvre, Parigi

La rinuncia al progetto di Rachida Dati per la riorganizzazione del Louvre

Il suo nome è stato infine associato ai disordini vissuti negli scorsi mesi dal grande Musée du Louvre, museo pubblico a gestione statale. L’emergenza è stata lanciata da una prima missiva intercettata dalla stampa, in cui si indicavano le pessime condizioni del museo, ulteriormente peggiorata dagli scioperi del personale e culminata nel clamoroso furto dello scorso ottobre. Dati, che aveva annunciato a fine dicembre una “missione di riorganizzazione del Louvre“, ha detto poi di avervi rinunciato. Questa settimana ha accettato le dimissioni della direttrice des Cars, dopo averle rifiutate una prima volta subito dopo lo scandalo.

Rachida Dati candidata sindaca di Parigi

Ora Rachida Dati torna alla sua natura di creatura politica con il partito di centrodestra dei Repubblicani. L’ex ministra aveva già provato nel 2020 a diventare prima cittadina della capitale, perdendo contro l’attuale sindaca socialista (sempre Hidalgo, adesso alla fine del suo secondo e ultimo mandato). Le elezioni sono fissate al 15 marzo, con eventuale ballottaggio il 22.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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