Sulla famosa scalinata della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma è apparsa una scritta a caratteri cubitali che riporta la parola Peace.

LA PAROLA PEACE AI PIEDI DELLA GNAM

Si tratta di un’installazione realizzata con pallet bianchi che abbraccia uno dei leoni di Davide Rivalta presenti davanti al museo romano. Posta alla base degli scalini della Gnam, la parola è stata pensata e realizzata come una costruzione Lego: è dal 18 maggio 2020 che il dispositivo modulare pensato dalla Galleria Nazionale e progettato da Martí Guixé, viene utilizzato e per realizzare confrealizzari diverse. Dopo OPEN (2020), l’emoji UNLOCK 🔓⬆ (2021), I SAY I (2021), l’icona Le radici devono avere fiducia nei fiori (2021), è il momento di PEACE, che traduce l’istanza urgente di questi giorni.

IL MESSAGGIO DI PACE DELLA DIRETTRICE CRISTIANA COLLU

Ad accompagnare l’installazione è stato rilasciato un video in cui la voce fuoricampo della Direttrice della GNAM Cristiana Collu legge il seguente messaggio:

“Si vis pacem, para pacem.
Se vuoi la pace prepara la pace, costruisci la pace.
Non basta infatti essere contro la guerra o semplicemente desiderare la pace, che non è una parentesi, anche se a guardare la storia può sembrare così. E la pace non è assenza di guerra: ma è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia secondo le parole di Spinoza.
E noi possiamo fare molto ogni giorno per cambiare i presupposti che fino ad oggi hanno scatenato le guerre: non più dunque “si vis pacem, para bellum” – se vuoi la pace prepara la guerra – che ha da sempre legittimato un sistema di deterrenza o dissuasione, che a sua volta non ha fatto altro che alimentare la paura e la guerra come unico mezzo per arrivare alla pace, negandone tutti i principi.
Non è oramai evidente che questo metodo non funziona?”

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Spazio espositivoGALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Gramsci 69 - Roma - Lazio
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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.