Dieci anni senza Mimmo Rotella. L’omaggio di Milano

Nel decennale della sua morte, la città d’adozione di Mimmo Rotella gli dedica un ricordo sentito. Con una staffetta espositiva che coinvolge alcune delle sedi più note di Milano e traccia un vero e proprio excursus tecnico-visivo sulla carriera dell’artista originario di Catanzaro.

Mimmo Rotella, Mitologia, 1962 – collezione privata – installation view at Fondazione Marconi, Milano 2016
Mimmo Rotella, Mitologia, 1962 – collezione privata – installation view at Fondazione Marconi, Milano 2016

UNA PERSONALITÀ DA RICORDARE
L’arte è pace e profezia” – affermava Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006) nel 2001 commentando i fatti dell’11 settembre – e forse non esiste attributo più appropriato di “profetico” per definire la sua arte.
La rassegna Mimmo Rotella 2016, legata al decennale della scomparsa dell’artista, svela, attraverso una mostra diffusa che coinvolge ben quattro gallerie e istituzioni milanesi, un suo ritratto inedito.
Se a chiudere questa staffetta sarà la Fondazione Marconi, che omaggerà l’artista esponendo i celebri décollages (manifesti “strappati” e riportati direttamente su tela), forse la sua produzione più conosciuta presso il grande pubblico, la Galleria Carla Sozzani presenta una selezione di nove opere, otto delle quali inedite.
Il tema è l’erotismo, le tecniche utilizzate quelle meno note del riporto fotografico e del frottage, ottenuto cospargendo un solvente al nitro su una pagina di rivista e riportando, così, le immagini su un foglio. C’è tutta un’aria contaminata dalla Pop art e dal rock – la stessa che si doveva respirare al Chelsea Hotel di New York frequentato, tra gli altri, da Joni Mitchell e Patti Smith – nella dedica autografa datata 1968 e posta a margine della fotografia di Shunk-Kender che, trasferita su tela, prende il titolo di Other Scenes.

Mimmo Rotella, In mostra, 1972 – installation view at Galleria Carla Sozzani, Milano 2016 – photo Massimiliano Simone
Mimmo Rotella, In mostra, 1972 – installation view at Galleria Carla Sozzani, Milano 2016 – photo Massimiliano Simone

GLI ANNI SESSANTA E L’EROS
Siamo in piena rivoluzione sessuale: i temi della liberazione dell’eros, dell’emancipazione femminile connotano l’epoca a cavallo tra gli Anni Sessanta e Settanta, sprigionando energie creative epurate da qualunque codice sociale. La “vita erotica” personale serve a Rotella come ispirazione, sensibile esploratore di queste dinamiche coi suoi frequenti soggiorni in America e in Francia. Si appropria bulimicamente di ritagli di immagini di corpi femminili per dar vita a nuove opere. Sono ritratti più o meno spinti, ma che non scadono mai nella pornografia, precisi nel raccontare l’evoluzione del gusto.
Nella sovrapposizione dei soggetti inizia a emergere un segno dissonante, un’insofferenza tradotta con la decolorazione delle foto, che porta talvolta a un drastico annullamento delle figure verso l’astrazione. È il caso di Nella giungla (1974), in cui la scena diventa quasi irriconoscibile. Il valore di seduzione della figura entra in crisi, preludendo a un’evoluzione più radicale.

Mimmo Rotella – Blanks – exhibition view at Cardi Gallery, Milano 2016
Mimmo Rotella – Blanks – exhibition view at Cardi Gallery, Milano 2016

SPERIMENTAZIONE E DINTORNI
Testimone della produzione artistica più sperimentale di Rotella è la mostra The Maverick Mimmo Rotella, ospite di Robilant + Voena, complici i riporti fotografici degli Anni Sessanta – come Violenza segreta (1963) o Divertiamoci (1966) – gli artypos ottenuti dagli scarti delle prove di stampa, per poi tornare alla tecnica del riporto con una serie di tele riproducenti immagini incisive degli “anni di piombo” e della storia del terrorismo. Siamo alla fine degli Anni Settanta. A raccontarceli sono opere come Reperti (1979), Italy in torment (1979), I guerriglieri (1980), così crude ed evocative da preannunciare il radicale azzeramento delle immagini, di cui si contestano uso e validità.
Per reazione, tra il 1980 e il 1982, nascono infatti i Blanks a rappresentare la necessità di rifugiarsi nell’iconoclastia e a compiere quella rivoluzione che già sembrava emergere negli effaçages. Esposti presso la Cardi Gallery, quasi a coronamento della cronologia artistica di Rotella e del suo legame con Milano, dove furono realizzati e mostrati al pubblico per la prima volta presso lo Studio Marconi, i blanks si compongono di uno o più manifesti pubblicitari applicati su un supporto e coperti da grandi fogli di carta monocromi, lasciando visibile una piccola porzione dell’immagine sottostante.

The Maverick Mimmo Rotella – installation view at Robilant + Voena, Milano 2016
The Maverick Mimmo Rotella – installation view at Robilant + Voena, Milano 2016

PAROLA D’ORDINE: SILENZIO
Se con le lacerazioni dei manifesti si erano scoperte le possibilità infinite dell’immagine popolare, ora si esaltano i limiti, temporali e linguistici, di questa modalità comunicativa. Rotella tuona perentorio: “Ora voglio silenzio”. Con la copertura del manifesto l’immagine scade, viene annullata; sembrerebbe toccare la stessa sorte alle informazioni in essa contenute. Al contempo si crea un’empatia col pubblico, al punto da far nascere il desiderio di intervenire sull’opera per strappare quel foglio di carta apposto sul manifesto e svelare ciò che è stato occultato.
Ma, non riuscendo a fare a meno dell’immagine fino in fondo, in alcuni lavori fanno capolino i dettagli di qualche oggetto, riaffiorano echi lontani della vita quotidiana, a riprova che la figura non è scomparsa. È solo nascosta.
Naturale, quindi, l’evoluzione che subisce la sua arte tra la fine degli Anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, col ritorno alla tecnica pittorica e alle sovrapitture, ottenute apponendo un segno pittorico sui décollage (come L’aeroplano o The Kiss). Agli stessi anni risalgono le sperimentazioni sulla tridimensionalità, che già affiorava nel blank: ne nascono le teste in porcellana dei Replicanti (1990), in grado di tratteggiare personaggi fantasiosi, in direzione dell’astrattismo quale mezzo per compiere la ricerca di una nuova profondità spirituale.
Rivoluzionaria nella sua coerenza, la forza profetica dell’arte di Mimmo Rotella sta nell’intuire la portata antropologica celata dietro le immagini e la loro sovrapposizione, a testimoniare la sedimentazione di epoche, linguaggi, fatti storici che accompagnano lo spettatore in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Massimiliano Simone

Milano // fino al 13 novembre 2016
Mimmo Rotella – Erotique
CARLA SOZZANI
Corso Como 10
02 653531
[email protected]
www.galleriacarlasozzani.org

Milano // dal 1° dicembre 2016 al 4 febbraio 2017
Mimmo Rotella e Giorgio Marconi. Una storia d’arte e di amicizia
FONDAZIONE MARCONI
Via Tadino 15
02 29419232
[email protected]
www.fondazionemarconi.org

Milano // fino al 28 ottobre 2016
The Maverick Mimmo Rotella
ROBILANT + VOENA
Via Fontana 16
02 8056179
[email protected]
www.robilantvoena.com

Milano // fino al 22 dicembre 2016
Mimmo Rotella – Blanks
CARDI GALLERY
Corso di Porta Nuova 38
02 45478189
[email protected]
www.cardigallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55721/mimmo-rotella-erotique/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55722/mimmo-rotella-2016/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55720/mimmo-rotella-2016/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55719/mimmo-rotella-2016/

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Massimiliano Simone
Massimiliano Simone è nato ad Alessandria nel 1988. Ottenuto il diploma di Master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con un elaborato finale sulla gestione dei Musei di Strada Nuova di Genova, è attualmente dottorando in Storia dell’Arte presso l’Università Paris 8 Vincennes-Saint-Denis, in tutela congiunta con la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha collaborato con il Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama per l’allestimento della mostra “Affetti personali” e svolge ricerca per pubblicazioni scientifiche.