Atlas. Cosa resta a Rio dopo le Olimpiadi?

Concluse anche le competizioni delle Paralimpiadi, iniziano a spegnersi i riflettori sul Brasile. Quali orizzonti attendono i nuovi, antichi pezzi urbani di Rio de Janeiro? Emilia Antonia De Vivo, nella sua nuova rubrica per Artribune, ha raccolto le voci dei soggetti coinvolti e ci illustra i programmi governativi. Mentre in Italia non si placa la polemica per la rinuncia alla candidatura di Roma all’edizione del 2024.

Downtown da Santa Teresa, Rio de Janeiro - photo Emilia Antonia De Vivo
Downtown da Santa Teresa, Rio de Janeiro - photo Emilia Antonia De Vivo

RIGENERAZIONE URBANA MADE IN RIO
Per una nuova città che nasce, ancora acerba e dal futuro incerto, insediata a sud, tra Barra da Tijuca e Deodoro, ce n’è una che ritrova se stessa e riprende vita, nel centro più antico di Rio. Accogliere un evento mondiale è occasione preziosa per ripensare la città e investire quel che si può in visioni di medio e lungo periodo. I cambiamenti che ne derivano comportano spesso trasformazioni urbane di grande impatto, gestirne bene i risultati può creare importanti opportunità per il futuro. Porto Maravilha è un’operazione di rigenerazione urbana che interessa 7 quartieri, per un’area di 5 milioni di mq. Un progetto fondato sul ridisegno degli spazi pubblici, attraverso il recupero di vecchi magazzini e capannoni industriali dismessi e il progetto di nuovi edifici dal design ecosostenibile.  Nasce qui il Distretto Creativo –RioCreativo sul web – in cui prenderanno vita attività culturali, nuova imprenditoria, start up, commercio e aree residenziali. La sfida di comporre patrimonio storico e innovazione per lo sviluppo sociale e urbano è appena cominciata: il polo culturale di piazza Mauà, con il Museo del Domani e il Museo di Arte Contemporanea, ne è la prova. Al CDURP, l’ufficio presidio istituito dalla prefettura di Rio per seguire da vicino i lavori in zona porto, Aline Abud, Assessore allo Sviluppo Economico e Sociale, racconta di come l’obiettivo sia dare a Rio un volto nuovo, competitivo con le maggiori metropoli globali, e al tempo stesso tutelare e valorizzare la vita locale con nuovi impulsi imprenditoriali.

Fábrica da Bheringer, Rio de Janeiro - photo Igor Nogueira per Economia Rio
Fábrica da Bheringer, Rio de Janeiro – photo Igor Nogueira per Economia Rio

EVITARE GLI EFFETTI DI UNA GENTRIFICAZIONE INDOTTA
La sostenibilità sociale ed economica è il riferimento per ogni intervento. Abbiamo un contatto diretto con la comunità locale” – spiega. “Si è creato un rapporto di fiducia che va oltre l’assistenza amministrativa e gestionale dei lavori, la gente ci risponde con molto calore e partecipazione. Il progetto si compone di grandi investimenti in partenariato pubblico-privato, e piccole realtà esistenti da miscelare insieme. Vogliamo evitare effetti da gentrificazione indotta, con un programma di controllo dei prezzi di affitti e vendite e incentivi alla piccola imprenditorialità. Garantire sostenibilità significa anche offrire una nuova occasione a molte attività commerciali indipendenti a rischio chiusura per crisi. L’area interessata include anche le favelas di Conceicao e Providencia (la prima baraccopoli brasiliana), con ricadute evidenti, sebbene non dirette, sulla auspicabile integrazione urbana di strade e quartieri non ancora accessibili alla libera circolazione. Il nostro ufficio sarà qui per contratto, come presidio amministrativo e legale, fino al 2025. Insieme al CDURP c’è Porto Novo, la prima concessionaria privata in partenariato con la prefettura, che si occupa della gestione socioeconomica degli interventi”. Il Distretto Creativo conta già molte start up e tech companies come SuperUber, Youtube e Cisco. L’Oreal avrà sede qui. Settori di forza saranno l’industria cinematografica, con più di 300 imprese in tema di produzione audiovisivi, oltre RioFilme, e il turismo dei grandi eventi con la previsione di nuovi hotel d’avanguardia. La vecchia fabbrica di cioccolato di Bhering ospita gli eventi d’arte e la design week. Interrato il viadotto che separava la città dal mare, oggi da Praca XV all’Armazém 8, c’è una lunga passeggiata pedonale che, insieme alla tramvia leggera VLT per la mobilità pubblica, sarà il nuovo link di connessione urbana nella regione del porto.

Downtown da Santa Teresa, Rio de Janeiro - photo Emilia Antonia De Vivo
Downtown da Santa Teresa, Rio de Janeiro – photo Emilia Antonia De Vivo

GLI INCENTIVI PER LO SVILUPPO ECONOMICO
Rio de Janeiro è una metropoli che offre spazio e opportunità. Disponiamo di più di 90 milioni di mq per la localizzazione di nuove industrie e attività. Cerchiamo di assistere gli investitori con programmi ad hoc di supporto logistico, finanziario e fiscale, orientati alla collaborazione e allo sviluppo internazionale della nostra economia”. La Direttrice presidente del CODIN Maria Conceicao Ribeiro è una delle personalità chiave nella negoziazione internazionale per lo sviluppo economico: “Rio soffre di troppi pregiudizi, siamo gente che lavora bene, abbiamo molta manodopera e volontà di crescere, chi ci dà fiducia ha modo di comprendere nei fatti quanto sia opportuno far crescere un business in questo territorio. A questo scopo abbiamo fondato la rivista “Economia Rio”, convinti che un programma di comunicazione ben fatto sia parte del progetto di sviluppo”.

PROGRAMMI E PIANI STRATEGICI
E dunque, cosa resta alla città dell’esperienza olimpica? “Non resta che continuare i lavori. Sappiamo bene che un piano di sviluppo economico non finisce quando un grande evento volge a conclusione. È forse l’esatto contrario. Il momento di pensare a cosa succederà dopo, è già arrivato”. Pedro Paulo Carvalho, segretario di governo per l’attuazione degli interventi olimpici, illustra così alla rivista Rio Economia le prossime azioni per l’immediato prosieguo dei lavori, introducendo nuovi impegni pubblici nelle strategie di pianificazione urbana per il futuro di Rio. “Due i principali strumenti che seguiranno: Em Frente Rio e Visao Rio 500. Un programma di dieci interventi in otto anni in quanto a mobilità, infrastrutture, logistica e impianti, il primo. Più complesso il secondo, con una visione a 50 anni in vista delle celebrazioni dei 500 anni della fondazione di Rio. Il lavoro è appena cominciato”.

Emilia Antonia De Vivo

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Emilia Antonia De Vivo
Emilia Antonia De Vivo è architetto urbanista. Vive a Londra da quattro anni. Redattore freelance per domusweb, è autrice dei testi della "Domus London Architecture Guide 2011", Apps per IPhone e smartphones, distribuita da Editoriale Domus SpA. Per la Guida ha redatto personalmente i report fotografici sulle ottanta Architetture selezionate. A Londra collabora a progetti di ricerca presso la Kingston University e The Architecture Foundation. In Italia ha concluso due cicli triennali di docenza presso il Laboratorio di Urbanistica dell’Università degli Studi “Federico II” e ha svolto attività di ricerca e pianificazione urbanistica presso Comuni e pubbliche amministrazioni. Master, specializzazione, ricerca e visiting professor presso la UPC Universitat Polytècnica de Catalunya e la ETSAB Escuela Tecnica Superior de Arquitectura.