Biennale Danza 2016: corpo e condivisione

Il ricco programma del Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia, permette al pubblico di camminare per la città e assistere a spettacoli, coreografie e riflessioni sul concetto di corpo e sulle sue relazioni con il contesto urbano e con i cittadini.

Biennale Danza 2016 - SUNNY - photo Emanuel Gat
Biennale Danza 2016 - SUNNY - photo Emanuel Gat

LA DANZA, IL CORPO, LA CITTÀ
La nuova edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea si terrà a Venezia tra il 17 e il 26 giugno 2016. Il tema proposto dal direttore Virgilio Sieni, giunto alla quarta direzione consecutiva, prende il titolo di Senza il corpo lo spazio nemmeno esisterebbe, con la presenza di 25 danzatori e coreografi della scena contemporanea, autori di 32 titoli, di cui 9 in prima mondiale e altrettanti in prima per l’Italia. L’indagine del coreografo italiano verte sul senso della trasmissione, attraverso sguardi e gesti, in relazione alla natura dei luoghi della città. É un dialogo con il contesto urbano in una costruzione di edifici coreografici, fondati sulla condivisione del tattile. “Per questo sarà fondamentale l’interazione tra coreografi, danzatori, pubblico e cittadini rivolta all’edificazione di uno spazio comune del corpo”, come ha affermato lo stesso Sieni nel corso della conferenza stampa di presentazione.

Biennale Danza 2016 - For MG, The Movie, 2011 -photo Julieta Cervantes
Biennale Danza 2016 – For MG, The Movie, 2011 -photo Julieta Cervantes

I PROTAGONISTI
Il programma dei maestri invitati a esibirsi propone figure chiave della danza contemporanea come il Leone d’oro alla carriera di questa edizione, Maguy Marin, e Trisha Brown, di cui sono presentate una serie di opere che ripercorrono le tappe artistiche dagli Anni Sessanta ai Novanta. A questi sono accostati i lavori di altrettanti coreografi importanti quali Anne Teresa De Keersmaeker, Shibana Jeyasingh, esponente del multiculturalismo nella danza, Adriana Borriello e Thomas Hauert e la sua compagnia Zoo, che analizza le diverse interpretazioni date da musica e danza. Costoro, insieme a Emanuel Gat, Yasmine Hugonnet, Nacera Belaza, Isabelle Schad e Laurent Goldring, Claudia Castellucci, Elisabetta Consonni, Olivia Grandville e Magali Caillet-Gajan e Sandy Williams dirigono dei laboratori di ricerca coreografica. É il connubio tra la possibilità di ospitare grandi interpreti e i laboratori della Biennale College il cardine del decimo Festival, ha sostenuto il Presidente Paolo Baratta. Il maestro porta il proprio lavoro, lo trasmette allo spettatore e lo trasferisce ai giovani attraverso la capacità di dinamizzarlo. Continua il Presidente: “In questo contesto trova attuazione perfetta la danza di Sieni, che offre a tutti i partecipanti una forte possibilità espressiva a un fenomeno, più che a un semplice spettacolo”.

Biennale Danza 2016 - Albert Quesada, onetwothreeonetwo - Benjamin Sommabere
Biennale Danza 2016 – Albert Quesada, onetwothreeonetwo – Benjamin Sommabere

LARGO AI GIOVANI
Come anche per le precedenti edizioni, la Biennale Danza 2016, inoltre, propone i lavori di un nutrito gruppo di coreografi giovani con esperienze in giro per l’Europa, come Annamaria Ajomone, che l’anno scorso ha catalizzato lo sguardo degli spettatori con un assolo allo squero di San Trovaso, Gabriel Schenker, Albert Quesada, Daniel Linehan, Francesca Foscarini, Lara Russo, Daniele Ninarello e Camilla Monga. Tutti loro si esibiscono tra le calli di Venezia, nei sestieri di San Marco, Dorsoduro, Castello e sull’Isola di San Giorgio, in un camminamento ideale che ricostruisce il racconto della città nei dettagli, in tracce e volti incontrati quotidianamente, fino ad arrivare alle Sale d’Armi dell’Arsenale, luogo ormai consacrato alla danza. Il Festival della Danza si compone, ancora, dei Trittici coreografici di Emanuel Gat, Yasmine Hugonnet, Thomas Hauert, che affronteranno tre esperienze di creazione ognuno in luoghi diversi, dove “la presenza dell’artista è pensata in forma di durata e trasmissione, di comprensione e analisi di luoghi interni e all’aperto”, come sostiene Sieni. Il progetto Agorà/Aperto propone un ciclo di coreografie inedite realizzate dai coreografi ospiti al Festival e interpretate dai danzatori di Biennale College Danza, con l’obiettivo di una ricerca di verifiche e variazioni in relazione ai margini e ai volumi dei campi veneziani scelti. Infine il Progetto Vita Nova propone, per il quarto anno, un metodo di trasmissione rivolto a giovanissimi danzatori tra i 10 e i 16 anni.

Davide Parpinel

www.labiennale.org

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Davide Parpinel
Sono una persona che desidera avvicinare chiunque voglia all'arte e alle sue connessioni con l'uomo, la società, la storia, il presente, fornendo spunti e creando curiosità. Per compiere questa mia missione ho i titoli accademici, ho conseguito gli studi e le ricerche necessarie, ma soprattutto ho la volontà di portare chi mi vuole leggere a osservare gli sviluppi della materia artistica.