Luca Vitone. Quando il pubblico rimane privato

Il museo digitale MoRE – Museum of refused and unrealised art projects ha presentato due esposizioni virtuali di progetti artistici mai realizzati. La prima è una collettiva dal titolo “Evidence of absences”, mentre la seconda è una personale di progetti non realizzati, “esposti” da Luca Vitone, che qui racconta il progetto.

Il sito moremuseum.org è composto da un archivio di progetti interamente in formato digitale, reso possibile anche grazie alla collaborazione con il centro CAPAS dell’Università degli Studi di Parma, da uno spazio riservato a esposizioni temporanee e da una sezione destinata a ospitare interventi critici e approfondimenti sul tema del “non realizzato”.  Nei suoi primi quattro anni di vita MoRE ha acquisito progetti mai realizzati di artisti come: Berruti, Bianco-Valente, David Casini, ma anche Regina José Galindo, Goldschmied & Chiari, Kensuke Koike, Jonathan Monk, Giovanni Ozzola, Erwin Wurm & Coop Himmelb(l)au.
Il 1° maggio sono state inaugurate due mostre virtuali, una delle quali è Quando il pubblico rimane privato. Progetti non realizzati di Luca Vitone, curata da Elisabetta Modena e composta da quattro progetti che non hanno vinto i concorsi cui erano destinati. Due progetti erano già inclusi nella collezione di MoRE: Una tigre per Torino, ideata per il concorso Premio ArteGiovane – Torino incontra l’arte. Una porta per Torino, 2002, e Foglie al vento, progetto per il concorso Arte per piazza Matteotti – Imola (Bo), 2010. Gli altri due progetti sono nuove acquisizioni, presentate in questo frangente per la prima volta. Luca Vitone (Genova, 1964) qui ne descrive riti e passaggi espositivi.

In che modo sei stato contattato da MoRE e come è avvenuta la selezione dei lavori da esporre virtualmente?
Non ricordo esattamente come tutto iniziò, non si tratta della notte dei tempi, ma eravamo credo alla fine del 2013, quando Marco Scotti mi invitò a scrivere una ricetta di cucina per una pubblicazione che stavano pensando. Insomma, come spesso succede, intorno a una tavola imbandita si parla anche di lavoro e in quella occasione mi propose di partecipare a MoRE con dei progetti non realizzati. Per vari motivi non tutto quello che si ha in testa viene formalizzato e negli anni molte idee rimangono nel cassetto anche perché a volte le proposte non vengono accettate oppure, in caso di concorsi pubblici, non sempre si vince.

Luca Vitone e Frank Boehm, Concorso di progettazione Piazza Verdi – La Spezia, 2009

Luca Vitone e Frank Boehm, Concorso di progettazione Piazza Verdi – La Spezia, 2009

In cosa consistono i quattro progetti?
Si tratta di quattro opere presentate per concorsi pubblici, dove appunto non sono arrivato primo. La prima era pensata per Torino ed è dedicata a un “eroe” della mia infanzia: Emilio Salgari, torinese di adozione. Il particolare di un’immagine letteraria ispirata al suo personaggio del ribelle più conosciuto, Sandokan, da allestire presso Mirafiori, luogo operaio teatro degli avvenimenti raccontati in uno dei libri italiani più interessanti sul mondo della fabbrica, il “Vogliamo tutto” di Nanni Balestrini. La seconda riguarda il progetto di riqualificazione di una piazza centrale di La Spezia ideata in collaborazione con Frank Bohem. La terza e la quarta sono dedicate rispettivamente alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale, da una prospettiva anti-militarista.

Secondo te, il web annulla veramente la breccia che esiste tra il concetto di pubblico e quello di privato?
Sinceramente non so dare una risposta esaustiva, sono un vecchio analogico e frequento poco la rete. L’unica cosa che mi viene da dire è che il web sia un luogo per tutti, ma usufruito in solitudine.

Luca Vitone, Concorso per la progettazione di un monumento dedicato ai disertori del nazismo, 2009

Luca Vitone, Concorso per la progettazione di un monumento dedicato ai disertori del nazismo, 2009

Quale grado di avvicinamento alla realtà esiste tra un progetto mai realizzato e uno in continuo divenire?
Direi che sono due aspetti diversi del progettare, nel primo caso l’idea viene archiviata e nel secondo si aggiorna e si arricchisce di volta in volta in cui c’è l’occasione di presentarla. Ciò non toglie che l’archivio è un continuo serbatoio di idee, utile per nuovi progetti.

Come, invece, il tuo sguardo di osservatore “esterno” alle politiche italiane ti ha permesso una più approfondita analisi sulla diserzione e sulla tua partecipazione al concorso per la progettazione di un monumento dedicato ai disertori del nazismo?
La Germania, in tutti i suoi aspetti, è un paese che mi ha sempre interessato e che ho frequentato spesso, forse per questo mi hanno invitato a presentare un’idea. Però il disertore è sempre stata una figura controversa perché per l’ufficialità è sinonimo di traditore e a me risultava superficiale dedicare un monumento istituzionale alla figura del traditore di un esercito che sì ha seminato morte in tutta Europa, ma ha anche perso rovinosamente la Guerra. Quando mai sono stati pensati monumenti ufficiali al disertore di un esercito vincitore? Eppure è una figura transnazionale non-violenta che rifiuta la guerra, a volte per paura, ma spesso per motivazioni ideologiche che sono sempre in controtendenza all’idea di sopraffazione e di conquista di ogni Paese con mire espansioniste. L’ipocrisia dominante è sempre contro la guerra, ma molti producono armi e tutti le commerciano. Per farla breve, ho pensato di dedicare il monumento a tutti i disertori e il progetto non è passato con la motivazione che ero andato fuori tema.

Luca Vitone, Una tigre per Torino, 2002

Luca Vitone, Una tigre per Torino, 2002

A tuo modo di vedere quale differenza implica la visita virtuale di questo percorso, rispetto al reale?
L’opportunità di visualizzare un archivio che rimarrebbe inevitabilmente occulto.

Online, secondo quale modalità il tempo (di fruizione, di ponderazione, di riflessione…) dei lavori viene modificato?
Credo che molto dipenda dal grado di curiosità e interesse che ha il navigatore quando approda in questi luoghi.

Potresti esprimere un pensiero, un augurio che accompagni Quando il pubblico rimane privato. Progetti non realizzati di Luca Vitone?
Spero che MoRE possa diventare il luogo istituzionale in cui si possano visitare quei progetti che per vari motivi rimarrebbero invisibili.

Ginevra Bria

www.moremuseum.org

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Ginevra Bria

Ginevra Bria

Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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