Finalmente, ma troppo tardi. Salerno inaugura la Stazione Marittima di Zaha Hadid

Il Premier Matteo Renzi e il Presidente della Regione Campania De Luca si preparano a tagliare, eccezionalmente fianco a fianco, il nastro della Stazione Marittima di Salerno il 25 aprile. Intanto facciamo luce su quello che passerà alla storia anche come il primo progetto dell’architetto anglo-iraniana inaugurato dopo la sua scomparsa.

Zaha Hadid, Stazione Marittima, Salerno - photo Ciro Fundarò
Zaha Hadid, Stazione Marittima, Salerno - photo Ciro Fundarò

LO STUDIO ZAHA HADID RIPRENDE I LAVORI
Sono 36 i cantieri attualmente in progress, in 21 Paesi del mondo, ad opera di Zaha Hadid Architets. È questo il dato saliente con il quale, dopo alcuni giorni di silenzio, attraverso il proprio sito lo studio dell’archistar – scomparsa improvvisamente lo scorso 31 marzo – torna a concentrarsi sulla progettazione architettonica. Un segnale che non lascia dubbi – se mai ne fossero sorti – sull’orientamento della società fondata nel 1980 e diretta dal tedesco Patrik Schumacher. Numeri e date alla mano, il “richiamo all’operatività” comprende una lista delle inaugurazioni previste per l’anno in corso, in ordine cronologico.
A primeggiare, finalmente, l’attesa Stazione Marittima di Salerno. Entrato nel 2013 nel novero degli “interventi architettonici di alta qualità” secondo il MiBACT, il progetto è frutto di un concorso internazionale di idee, bandito nel 2000 proprio con De Luca sindaco della città. L’obiettivo dell’operazione è sviluppare quella “naturale vocazione” del territorio in un “comparto in crescita esponenziale” –come riportano i canali ufficiali dell’amministrazione locale – anche in nome della “felice posizione geografica baricentrica tra le costiere amalfitana e cilentana, le Isole Partenopee, le aree archeologiche di Paestum e Pompei, che rende Salerno un punto d’approdo ideale per il traffico crocieristico.”

Zaha Hadid, Stazione Marittima, Salerno - photo Ciro Fundarò
Zaha Hadid, Stazione Marittima, Salerno – photo Ciro Fundarò

BREVE STORIA DI UN LUNGO CANTIERE
Messa a punto dal Comune in accordo con la locale Autorità Portuale di Salerno, “l’ostrica”, come venne ribattezzata fin dal concepimento dagli stessi ideatori, è stato oggetto di una serie di traversie nella fase realizzativa, imputabili sia al recepimento di nuove norme, sia all’avvicendamento di più imprese nel cantiere: Edilizia e Territorio, ad ottobre 2015, fissava il costo complessivo su 20 milioni di euro “cresciuto di circa 8 milioni rispetto agli iniziali 12,1 milioni previsti in seguito all’aggiudicazione della prima gara, nel 2005”.
La stazione, ormai ultimata, occupa una specifica propaggine del molo Manfredi, restituito all’operatività quasi un anno fa in seguito all’estensione di 180 metri per l’adeguamento al trasporto crocieristico. Fortemente protesa in senso orizzontale, è stato concepita come nuovo punto di riferimento urbano, in associazione con l’adiacente – estesissima – piazza della Libertà. Nei due livelli ospita una serie di servizi di accoglienza, funzionali a rispondere all’incremento del traffico atteso, tra cui una sala d’aspetto e un’area food. Oltre agli spazi riservati agli uffici della sezione amministrativa, il terminal sarà attraversato dai passeggeri in partenza su traghetti e navi da crociera: una volta acquistato il biglietto, al piano terra, grazie al sistema di rampe, approderanno al secondo livello, misurandosi con l’andamento fluido degli interni.

Zaha Hadid, Stazione Marittima, Salerno - photo Ciro Fundarò
Zaha Hadid, Stazione Marittima, Salerno – photo Ciro Fundarò

UNA STAZIONE SINUOSA
Con una netta prevalenza di calcestruzzo armato e una notevole coerenza tra arredi fissi e volumi architettonici, la struttura si candida ad attivare una relazione di continuità con l’ambiente di inserimento e, nel complesso, con il territorio campano, attraverso la sinuosa copertura. È nella finitura di quest’ultima, in ceramica, infatti che pare trovare compimento quella volontà di collocare la struttura in una posizione intermedia, “tra lo stato solido e quello liquido”, secondo gli intenti dei progettisti.
In questo limbo – tra partenze, attese e ritorni – il nuovo terminal instaura, seppur mediante un’ampia superficie ondulata, un legame con il motivo delle cupole in ceramica maiolica, tradizionale landmark della Costiera. Annunciata per il 2012, quindi per ottobre 2015 e ormai prossima sull’inaugurazione del 25 aprile, la nuova stazione si avvia alla prova decisiva: l’entrata in funzione e, soprattutto, la gestione. Aspetti per i quali il coinvolgimento di un’archistar può non bastare.

Valentina Silvestrini

www.zaha-hadid.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

1 COMMENT

Comments are closed.