Lupus in muta. A Roma nuovo murales di Lucamaleonte per la biodiversità

La tematica della biodiversità in un progetto dello street artist Lucamaleonte. Si chiama Lupus in muta e rappresenta un lupo tra numerose volpi.

Lupus in muta, Lucamaleonte
Lupus in muta, Lucamaleonte

È stato realizzato a fine settembre il nuovo murales di Lucamaleonte sulla biodiversità. Si chiama Lupus in muta e fa parte del progetto curato da Tiziano Tancredi e dal presidente dell’associazione Villa Carpegna Sandro Guarino, in adesione all’iniziativa Creatività Urbana 2021 del Municipio XIII. La superficie, brillante sulla facciata dell’IC Borgoncini Duca – Plesso Via G. Manetti” (un istituto che comprende scuola primaria e secondaria a Roma), raffigura un lupo grigio-azzurro che emerge in un mare di volpi rosse. Sembra guardare un punto preciso nella dimensione del reale, consapevole della propria diversità che qui diventa ricchezza.

 

IL SIGNIFICATO DI LUPUS IN MUTA

Il titolo nasce in primo luogo dall’espressione “lupus in fabula”. Nelle favole di Esopo questo animale era sempre presente quindi ci si aspettava comparisse da un momento all’altro per rompere l’equilibrio. Questo modo proverbiale, che va tradotto letteralmente “il lupo nel discorso”, viene usato quando, alludendo ad una persona specifica, questa si palesa sopraggiungendo all’improvviso. In seconda battuta “Lupus in muta” congiunge i nomi latini del lupo detto Canis lupus e della pernice bianca detta Lagopus muta. Questo raro esemplare è uno dei simboli delle montagne alpine, infatti non si trova al di sotto dei 1800 metri e il suo piumaggio è interamente bianco in inverno (a parte la coda nera) mentre si trasforma da aprile fino a settembre, integrando parti grigie e brune. Mutus deriva dal latino e significa “muto” riferendosi al canto del maschio, simile a un gracidio. Sarà realizzato prossimamente un secondo wall painting in cui la protagonista sarà appunto la pernice bianca accompagnata da numerosi pettirossi. L’opera, sempre di Lucamaleonte, andrà a fondersi con la facciata dell’Asilo nido I Cuccioli di via Silveri”. 
Così commenta l’operazione il curatore Tiziano Tancredi: “Scopo dell’arte pubblica è individuare il Genius loci di un dato luogo, che in questo caso risiede nell’essere abitato da bambini, e moltiplicarne le possibilità di diffusione visiva. Abbiamo provato a fare di più: legando con un dittico murale una scuola elementare e media con un asilo nido vorremmo rimarcare l’importanza di una cultura dell’apprendimento visivo sin dalla tenera età”. Ecco le immagini. 

-Giorgia Basili 

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.