“Non ha niente a che fare con me”. Banksy boccia la sua mostra a Mosca con un post su Instagram

Lo street artist più famoso al mondo ha pubblicato sul suo profilo Instagram lo screenshot di una conversazione in cui un utente gli chiede cosa ne pensa della sua mostra attualmente in corso a Mosca. E Banksy sembrerebbe cadere dalle nuvole…

Banksy - Balloon Girl
Banksy - Balloon Girl

“Non sono sicuro di essere la persona migliore per lamentarmi della gente che mette le foto senza ottenere il permesso”. Risposta saggia, ma anche parecchio ironica – forse “studiata”? –, quella che Banksy ha dato a un utente che, in un messaggio privato sui social, gli ha segnalato una mostra a lui dedicata e di cui, a dire del famoso e anonimo street artist originario di Bristol, non sapeva nulla. Banksy ha espresso il suo disappunto, o almeno così vuole far credere, attraverso un post sul suo profilo Instagram: qui infatti ha pubblicato lo screenshot della chat avuta con l’utente (di cui non sono svelate le generalità) che gli ha segnalato Banksy. Genius or vandal? It’s up to you!, esposizione inaugurata lo scorso 2 giugno a Mosca presso la Central House of Artists.

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LA MOSTRA A MOSCA. TRA ARTE E POLITICA

L’esposizione in corso alla Central House of Artists presenta oltre 100 opere del misterioso street artist tra fotografie, stampe, oggetti 3D e lavori originali, oltre a uno show multimediale che conduce i visitatori alla scoperta del provocatorio mondo artistico di Banksy. Realizzare la mostra, a cui gli organizzatori hanno lavorato per anni, è stato piuttosto ostico, e soprattutto ottenere le opere in prestito da musei internazionali e da collezioni private. Il motivo? Le tensioni politiche tra Russia e Gran Bretagna, e il conseguente timore da parte di istituzioni e collezionisti nel concedere le loro opere: “alcuni collezionisti hanno rifiutato” di prestare le loro opere a causa del “retroterra politico negativo”, ha dichiarato a RT l’organizzatore della mostra Aleksandr Nachkebiya. “Molti temevano che le opere non facessero ritorno dalla Russia e hanno avanzato pretese assicurative impossibili”.

Un murales di Banksy a Parigi
Un murales di Banksy a Parigi

BANKSY SU INSTAGRAM

Nonostante le vicissitudini che hanno portato alla sua realizzazione, la mostra sta riscontrando un notevole successo di pubblico, e la sua eco è giunta persino al suo “ignaro” protagonista. “Che diavolo è?”, è la risposta dell’artista all’immagine inviata dall’anonimo – anche lui – utente, uno scatto della facciata della Central House of Artists con un grande banner con la scritta “Banksy”. “È una mostra sul tuo lavoro a Mosca. Si fanno pagare fino a 20 euro per entrare”. “Sai che non ha niente a che fare con me, giusto?”, risponde infastidito l’artista, “non faccio pagare le persone per vedere la mia arte”.“Penso che dovresti fare qualcosa, non puoi fare uscire un comunicato stampa?”, consiglia l’utente. “Non sono sicuro di essere la persona migliore per lamentarmi della gente che mette le foto senza ottenere il permesso”, risponde Banksy. “Non saprei da dove cominciare”. “Pubblicando lo screenshot di questa conversazione?”, rilancia il consigliere virtuale. Detto, fatto: l’artista pubblica la chat sul proprio profilo Instagram, ottenendo finora 360mila like e oltre 7mila commenti. Molti tra questi, nemmeno a dirlo, palesano il loro dubbio sulla veridicità della chat, convinti che si tratti dell’ennesima trovata dell’artista per sollevare polveroni contro il sistema dell’arte ufficiale. “Pirates pirating the pirates”, commenta divertito qualcuno, “non pagherei mai altre persone per vedere i tuoi lavori”, scrivono per lo più i follower di Banksy. Altri sollevano perplessità sulla maggiore o minore “ufficialità” delle esposizioni in giro per il mondo dello street artist, e riflettono sul concetto di arte pubblica: “come mai è possibile monetizzare con il lavoro pubblico altrui?”, si legge tra i commenti.

BANKSY AL MUDEC DI MILANO

Se il post di Banksy ha sollevato tra i suoi follower dubbi su quanto le mostre a lui dedicate da gallerie e musei siano autorizzate, intanto il Mudec di Milano chiarisce la sua posizione su questo punto cruciale. L’istituzione infatti il prossimo novembre inaugurerà The Art of Banksy. A visual protest, esposizione che indaga la figura dell’artista attraverso 70 lavori tra dipinti, sculture e stampe, oltre a oggetti, fotografie e video. Nella pagina dedicata all’evento, il Mudec specifica: “non ufficiale e non autorizzata da Banksy”. Che possa essere questa semplice e per niente banale puntualizzazione considerata dallo street artist una forma di correttezza nei confronti del suo lavoro, noto per essere politicamente scorretto?

– Desirée Maida

Mosca // fino al 2 settembre 2018
Banksy. Genius or vandal? It’s up to you!
Central House of Artists
www.banksyexhibition.com

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Autore Banksy
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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