Porto Di Ancona: abbattuta un’opera di Blu ed Ericailcane. L’effimero dell’arte urbana

Il porto del capoluogo marchigiano si trasforma in previsione di nuovi sviluppi economici, facendo scomparire, insieme ai 46 silos utilizzati per lo stoccaggio di cereali, l’opera Bottles dipinta da Blu ed Ericailcane nel 2008 in occasione del festival POP UP!.

Silos Blu Ericailcane, Ancona. ph Popup Studio
Silos Blu Ericailcane, Ancona. ph Popup Studio

Sarà la precarietà dei nostri tempi, ma le opere street art non sembrano fatte per restare come le pale d’altare o le grandi cattedrali: il tempo entra nella loro natura scolorendone le tinte e sovrapponendo loro altri segni. A volte vengono cancellate. Altre volte addirittura demolite. È quello che sta accadendo in Ancona in questi giorni: nell’ottica di un nuovo sviluppo economico e commerciale del porto, l’Autorità di Sistema portuale, cui spetta la competenza dell’area, vista la forte riduzione del settore dei cereali e la decisione delle aziende Silos Granari Sicilia e Sai di non rinnovare la richiesta di concessione demaniale, ha deciso di far abbattere 46 silos collocati sulla darsena Marche e utilizzati per lo stoccaggio, i quali avrebbero necessitato di una profonda e onerosa manutenzione, e liberare così uno spazio complessivo di 82 mila metri quadrati destinati allo sviluppo di traffici emergenti o in espansione, secondo quanto sarà previsto nel Piano regolatore portuale d’intesa con l’Amministrazione comunale, demolendo così, insieme ai silos, l’opera Bottles dipinta da due dei più importanti artisti italiani internazionali: Blu ed Ericailcane.

LO SMANTELLAMENTO DELL’OPERA DI BLU ED ERICAILCANE

È arte effimera, dicevamo, non è concepita per l’eternità. Ma l’arte di un’epoca, in questo caso la nostra, è anche simbolo e condivisione di valori riconosciuti universali. Cosa rimarrà di noi nel futuro? Come la nostra musica dematerializzata, come le nostre foto già sbiadite o archiviate in improbabili “memorie”, come i nostri scritti più importanti, dispersi in siti nella rete, anche per l’arte visiva siamo la generazione della transitorietà. Non da oggi, certo, ma sembra che certe caratteristiche di finitezza temporale delle opere, di assenza, si stiano accentuando. Una generazione di cui ci si è dimenticati politicamente e socialmente, cancellata anche culturalmente, nei segni che traccia. È la precarietà di un’identità: la mancata attenzione per la sedimentazione dei valori di un’epoca. Ancona si era riscoperta bella grazie ad una nuova politica culturale, circa dieci anni fa: fino ad allora solo l’artista Valeriano Trubbiani ne aveva intuito la bellezza dal mare, delle line gotiche della cattedrale intrecciate alle gru dei cantieri navali.

LA STORIA DEL MURALE

Un progetto, il festival POP UP! Arte contemporanea nello spazio urbano, ideato dall’Associazione MAC Manifestazione Artistiche Contemporanee, sotto la direzione artistica di Allegra Corbo, dal 2008 ha chiamato in città i più importanti artisti internazionali di arte urbana, ridisegnandone il paesaggio e aprendola ai segni della contemporaneità, riuscendo inoltre a condividerne questa nuova prospettiva con i suoi abitanti. L’opera di Blu ed Ericailcane, oltre all’intrinseco valore artistico (anche economico, se vogliamo) erano parte del nuovo paesaggio di Ancona che si scopriva a rispecchiarsi nel suo mare. E allora coraggio, nessuna nostalgia per un’opera d’arte che è nata libera, all’aperto, e non per essere musealizzata; ma un segno forte la città lo dovrà dare per inseguire la sua nuova identità, reinventata anche grazie all’arte, e dare un segnale di attenzione ai nuovi cittadini di oggi.

-Annalisa Filonzi

http://popupfestival.it/

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Autori Ericailcane, Blu
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Annalisa Filonzi
Dopo una laurea in Lettere classiche a Bologna, dal 2000 circa mi occupo di arte contemporanea: ho fatto l’assistente a un critico d’arte delle Marche, dove vivo, da cui ho imparato come non si deve curare una mostra e trattare gli artisti, tanti uffici stampa, cura di cataloghi ecc. ma posso anche vantarmi della cura di un’unica ma veramente importante mostra al Museo di Arte Moderna di Mosca nell’ottobre del 2008: VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica: quattro piani di videoinstallazioni che ancora mi sogno di notte! Attualmente per sopravvivere insegno (di ruolo) Lettere alle scuole superiori, ma non ho mai smesso di scrivere e seguire i miei interessi artistici che riguardano soprattutto i nuovi linguaggi dell’arte: video, fotografia, street art, contaminazioni varie. Recentemente ho scritto testi per alcune mostre a Roma (Teatro Palladium, nell’ambito di RomaEuropa Festival; Galleria Mara Coccia; Galleria AOCF58), collaboro con riviste online e cartacee, e propongo progetti con minime speranze di essere realizzati.

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