Londra, uno stencil che sfotte Trump e Theresa May: ballerini (e bugiardi) come in La La Land

Quando la Street Art irride il potere. Ennesimo murale che prende di mira il Presidente Trump. E stavolta con lui c’è anche il Premier britannico Theresa May. La danza dei populisti, su un muro di Londra.

Bambi, Lie Lie Land
Bambi, Lie Lie Land

Non sappiamo se è un cruccio per Donald Trump, o se non gliene importi un fico secco. Certo è che la sua fama, fra artisti, attori, musicisti, intellettuali d’America e del mondo, è davvero bassa. Se non inesistente. Pochi i sostenitori dichiarati, moltissimi gli haters. Una valanga transoceanica.
Durante la corsa elettorale e all’indomani dell’elezione a Presidente degli Usa, il coro di dissenso è stato fortissimo, da parte di media, società civile e circuiti artistico-culturali. Manifestazioni, sit-in, campagne stampa e di comunicazione, pressing sui social, incontri e tante, tantissime iniziative creative. Street Art soprattutto, ma anche performance, opere di pittura e scultura, e poi grafiche, gadget, t-shirt. Con molti big guidare la protesta.
Oggi, a un mese di distanza dall’election day, va meglio? Nemmeno per sogno. Il bombing continua, a colpi di immagini, muri, scritte, slogan, azioni. Comunque tanta visibilità per il politico e tanta ispirazione per gli artisti.
L’ultimo esempio arriva dalle strade di Islington, a Londra, precisamente su un muro di Ivor Street. Dove è spuntata una bella prova dello street artist Bambi. Nel bianco e nero di uno stencil ironico ed efficace, ecco Mr. Trump con Theresa May, Primo Ministro britannico dell’era post Brexit. Sobria, severa, inflessibile, un’altra che non brilla per simpatia e che incarna lo spirito conservatore di un’Inghilterra antieuropeista, anti-immigrazione, anti-globalizzazione. Insomma, una che con Trump pare andare a braccetto. Ed ecco che Bambi raffigura Donald e Theresa come due ballerini, stretti in un euforico abbraccio, riprendendo la locandina del film Premio Oscar La La Land, tormentone cinematografico del momento. La scritta che li sormonta dice tutto: Lie Lie Land. La terra delle bugie. Tra sarcasmo e disprezzo.

Donald Trump secondo lo street artist Hanksy
Donald Trump secondo lo street artist Hanksy

DONALD E THERESA, PASSO A DUE POPULISTA

Il riferimento è alle politiche populiste dei due, che dietro facili slogan a favore della gente celano orizzonti brevi, interessi privati e un’idea di futuro che odora di passato; ma è anche una critica al minuetto diplomatico in corso fra i due leader politici, incontratisi per la prima volta a Whashington lo scorso 27 gennaio, condividendo alcune parole d’ordine: fermezza, nazionalismo, prosperità, sicurezza. Con tanto di elogi, da parte di Trump, della vicenda Brexit.
Il Premier britannico ha quindi deciso di ricambiare l’invito, proponendo a Trump una visita ufficiale a Londra. Apriti cielo. Laburisti arrabbiati, la Regina in imbarazzo, i funzionari di Stato che chiedono di attendere, così da valutare prima la piega che prenderà la presidenza Trump; e infine una petizione popolare che ha raggiunto un milione di firme: i cittadini britannici (presumibilmente quelli che hanno votato per il Remain) non vogliono Donald Trump a casa loro. La May, tuttavia, ha confermato la visita. C’è solo da decidere la data.
Durissima Sayeeda Warsi, prima donna musulmana a diventare ministro, su nomina di Cameron, oggi membro della Camera dei Lord: “Trump non ha rispetto per le donne, disdegna i disabili, è contro le persone LTGB, non ha compassione per chi è vulnerabile e le sue politiche sono impregnate di retorica. Coloro che governano questo paese s’inchinano a un uomo che queste idee e valori che non sono gli stessi del popolo britannico. Penso che dovremmo mandare un segnale molto forte”.
Theresa May servile con Donald Trump? Un nuovo asse angloamericano per rafforzare le politiche nazionaliste e populiste in emersione fra Europa e Usa?
Gli artisti, intanto, non stanno a guardare. E la tempesta di immagini critiche, sarcastiche, irriverenti, non si ferma. Anche sui muri di Londra la battaglia politica monta, irridendo al potere.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.