MonFest. I luoghi e le mostre della prima Biennale di fotografia a Casale Monferrato

Fino al 12 giugno 2022, il nuovo festival di Casale Monferrato mette in dialogo tesori nascosti della città con i punti di vista di grandi e poco noti nomi della fotografia. Ecco nel dettaglio luoghi e mostre

Tra le colline del Monferrato patrimonio Unesco, si è aperta la nuova kermesse dedicata alla fotografia che promette un dialogo tra le diverse arti, con lo scopo di valorizzare il territorio e i suoi tesori artistici. Stiamo parlando di MonFest, la nuova Biennale di fotografia nata a Casale Monferrato – diretta da Mariateresa Cerretelli e promossa dal Comune di Casale Monferrato – che fino al 12 giugno presenta 11 mostre di caratura nazionale che si dipanano attorno al tema che caratterizza il festival Le forme del tempo. Da Francesco Negri al contemporaneo. I nomi vanno da Gabriele Basilico, che proprio al Monferrato ha dedicato nel 2016 un intero progetto fotografico, alla grande componente femminile rappresentata da Lisetta CarmiValentina Vannicola e Silvia Camporesi. Nel MonFest grande rilievo hanno anche le sedi che lo rendono un festival diffuso: il Castello, il Teatro, la Cattedrale, la Sinagoga (una delle più belle l’Europa) e Palazzo Gozzani Treville dove è ospitata l’Accademia Filarmonica. Vediamo una selezione delle mostre e le loro iconiche sedi…

-Claudia Giraud

https://www.comune.casale-monferrato.al.it/MonFest2022

1. GABRIELE BASILICO, VALENTINA VANNICOLA E FRANCESCO NEGRI – IL CASTELLO

Gabriele Basilico, 2006, Casale Monferrato

La mostra Gabriele Basilico nel Monferrato, a cura di Andrea Elia Zanini presso il Castello – dimora 400esca della corte quando la città era capitale del marchesato del Monferrato-, presenta una selezione delle fotografie realizzate nel 2006: Casale, Alessandria, Ovada, Tortona sono le protagoniste di ritratti, che raccontano piazze, architetture e vicoli delle città del Monferrato. Nel 2009 è la volta del delta del Po, dove ripercorre i luoghi già ritratti a partire dagli Anni Cinquanta da Pietro Donzelli, fino a spingersi all’Adriatico, a quei paesaggi nei quali terre e acque si alternano e si contrappongono, chiudendo idealmente il viaggio iniziato a Casale. Qui è presente anche il lavoro di Valentina Vannicola, tra le principali rappresentanti in Italia della staged photography, la fotografia della “messa in scena”, con una mostra su dei surreali tableaux vivant a Roma a cura di Mariateresa Cerretelli. Sempre al Castello, questa volta nei suoi sotterranei, sono di scena, invece, le sperimentazione di Francesco Negri che, avvocato, sindaco di Casale Monferrato dal 1881 al 1888, fu soprattutto un grande fotografo di ritratti pittorialisti, stereoscopie, lastre precinema per lanterna magica e microfotografie in ambito scientifico: a lui si deve il brevetto di un teleobiettivo per guardare il mondo del visibile e dell’invisibile in modo, per l’epoca, incredibile e innovativo.

Castello di Casale Monferrato, piazza Castello

2. LISETTA CARMI – LA SINAGOGA

Lisetta Carmi, Gerusalemme, due giovani ebrei ortodossi in autobus, 1962 63 © Lisetta Carmi Martini Ronchetti

Lisetta Carmi è protagonista di una mostra molto intensa, Viaggio in Israele e Palestina, a cura di Daria Carmi e Giovanni Battista Martini. Negli spazi senza tempo della splendida Sinagoga di Casale Monferrato – uno dei migliori esempi di sinagoga barocca piemontese -, sono esposti numerosi scatti inediti realizzati in Israele durante i due soggiorni del 1962 e del 1967, in cui Lisetta ha colto la complessa realtà di cui era costituito il nuovo Stato di Israele. Uno Stato dove la convivenza tra le varie componenti del suo popolo, fra immigrati provenienti da paesi lontani con culture e tradizioni diverse, era costantemente messa alla prova.

La Sinagoga, vicolo Salomone Olper, 44

3. MAURIZIO GALIMBERTI – IL DUOMO

Maurizio Galimberti, Cenacolo, ph Claudia Giraud

A cura di Mariateresa Cerretelli e con la collaborazione della galleria Dadaeast di Roma, la Cattedrale di Sant’Evasio di Casale Monferrato ospita Tributo a Leonardo di Maurizio Galimberti, che reinterpreta il Cenacolo vinciano esponendolo nell’atrio del più antico monumento della città e una delle più importanti chiese in stile romanico lombardo del Piemonte. La sacralità e l’intensità sublime del Cenacolo vengono restituiti nella loro pienezza secondo il ritmo e lo stile caratteristico dell’autore, il cui lavoro ha richiesto un processo delicatissimo, mettendo in sinergia Polaroid / Fuji Instax e digitale.

Il duomo di Sant’Evasio, Largo Monsignor Giuseppe Angrisani, 1

4. RAOUL IACOMETTI – IL TEATRO

Raoul Iacometti, #homeTOhome

Raoul Iacometti, con #homeTOhome, racconta nel Foyer del Teatro Municipale di Casale Monferrato – un eccezionale edificio in stile impero recentemente restaurato – i ballerini di tutto il mondo ritratti con il cellulare nelle loro case in posizioni plastiche durante il lockdown. A cura di Luciano Bobba, quando nei teatri internazionali regnava ancora il silenzio a causa della pandemia, Raoul ha creato un set a casa sua e nelle case dei grandi protagonisti della danza internazionale e su questo nuovo palcoscenico virtuale ha lanciato il suo progetto #homeTOhome. Sono più di quaranta gli artisti coinvolti, tra i quali ci sono primi ballerini e solisti, tutti impegnati in corpi di ballo di alcuni tra i teatri più importanti dislocati in diversi luoghi nel mondo.

Teatro Municipale, piazza Castello, 9

5. SILVIA CAMPORESI – IL PALAZZO 700ESCO

Silvia Camporesi. Domestica, 2020_courtesy Galleria z2o, Roma

Sono le affascinanti sale affrescate dell’Accademia Filarmonica presso Palazzo Gozzani Treville – uno dei più prestigiosi esempi di dimora nobiliare settecentesca -, ad ospitare il progetto Domestica di Silvia Camporesi: un diario umano e personale, un racconto fantastico della quotidianità. A cura di Benedetta Donato, e vincitrice del concorso Storie di donne indetto dal Soroptimist, le foto della Camporesi nascono tra le mura domestiche della fotografa nei giorni difficili del lockdown di marzo-aprile 2020. L’esposizione propone una serie di opere in un allestimento che induce in chi guarda le stesse emozioni che l’autrice ha provato nei giorni dell’isolamento.

Palazzo Gozzani Treville, Via Mameli, 29

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).