Cronache di dolore. Le immagini di Evgeniy Maloletka sulla guerra in Ucraina

Non trova risoluzione la guerra tra Russia e Ucraina. A farne le spese sono i civili, che da oltre dieci giorni vivono assediati, contando le vittime di bombardamenti e violenze. Le immagini del fotoreporter ucraino raccontano storie di straziante dolore

Kiev, Ucraina
Kiev, Ucraina

Non ci sono censure o sconti nelle immagini di Evgeniy Maloletka. Non c’è la minima intenzione di edulcorare la tragedia o di oscurarne i dettagli più dolorosi. Le sue fotografie arrivano dritto al petto, così come la violenza di questa guerra che, nell’arco di pochi giorni, ha spazzato via edifici, città, comunità, famiglie, vite, sogni per il futuro del breve e del lungo termine. Si continua a combattere nelle città che ancora resistono all’offensiva militare in Ucraina, dove la popolazione cerca di fermare i tank russi a mani nude. E intanto, spari e bombardamenti radono al suolo i centri abitati e mietono vittime. Mentre la conta sale vertiginosamente di ora in ora, la tragedia assume contorni e volti ben definiti grazie al lavoro di reporter come Maloletka, ucraino, pluripremiato filmaker, fotografo freelancer (ma anche autista) dell’agenzia Ap, autore dello scatto che resterà probabilmente nella storia come emblema dell’atrocità di questo conflitto.

 

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LA GUERRA IN UCRAINA NELLE FOTO DI EVGENIY MALOLETKA

Una storia già finita sulle pagine di tutti i giornali come “la morte del piccolo Kirill”, uno dei tanti bambini che ha perso la vita in questa escalation di violenza in Ucraina. Nella foto di Maloletka, si condensa tutto il dramma della corsa disperata in ospedale, raggiunto di corsa tenendo il figlio esanime in braccio. Tra le braccia del padre, la coperta in cui è avvolto il bambino di 18 mesi è macchiata di rosso, come il sangue che imbratta la maglia della madre a poca distanza, l’espressione dell’orrore stampata sul volto. Le insensate morti degli innocenti – tanti così piccoli da non potersi nemmeno rendere conto della devastazione che sta accadendo attorno a sé – l’impotenza dei medici e del personale di un Pronto Soccorso ormai privato di luce e medicinali, lo sconforto di chi piange riverso sui corpi senza vita coperti da lenzuola bianche. E ancora il fumo, le fiamme, i detriti, la devastazione, le macchine accartocciate, il paesaggio plumbeo dove tutto è improvvisamente e irreversibilmente in disordine. Così la guerra passa attraverso l’obiettivo del fotogiornalista ucraino e si diffonde in rete, attraverso decine di migliaia di utenti che lo seguono sui social. Affinché questa testimonianza, rispettosa ma senza filtri, della tragedia umana diventi presa di coscienza collettiva e globale.

– Giulia Ronchi

https://www.evgenymaloletka.com/
https://www.instagram.com/evgenymaloletka/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.