Sharbat Gula è rifugiata in Italia. Era la “ragazza afghana” fotografata da Steve McCurry

La famosissima protagonista della copertina di National Geographic del 1985 e simbolo storico dei conflitti nell’area ha ottenuto lo status di rifugiata dal governo Draghi.

Sharbat Gula, Afghan Girl, at Nasir Bagh refugee camp near Peshawar, Pakistan, 1984.
Sharbat Gula, Afghan Girl, at Nasir Bagh refugee camp near Peshawar, Pakistan, 1984. National Geographic. "The green-eyed Afghan girl became a symbol in the late twentieth century of strength in the face of hardship. Her tattered robe and dirt-smudged face have summoned compassion from around the world; and her beauty has been unforgettable. The clear, strong green of her eyes encouraged a bridge between her world and the West. And likely more than any other image, hers has served as an international emblem for the difficult era and a troubled nation." - Phaidon 55 The iconic image does not stand outside of time. Rather, it connects with the moment in a deeply profound way. Such as images are imbued with meaning, a significance that resonates deeply with a wide and diverse audience. McCurry's photograph of the Afghan girl is one such image. For many, this beautiful girl dressed in a ragged robe became a worldwide symbol for a nation in a state of collapse. Bannon, Anthony. (2005). Steve McCurry. New York: Phaidon Press Inc., 12. NYC5958, MCS1985002 K035 Afghan Girl: Found National Geographic, April 2002 Iconic Photographs National Geographic Magazine, Along Afghanistan's War-torn Frontier, June 1985, Vol. 167, No. 6
La “ragazza afgana” della copertina del 1985 di National Geographic ha ottenuto lo status di rifugiata in Italia. L’allora dodicenne Sharbat Gula, orfana pashtun, era stata ritratta da Steve McCurry nel 1984 in un campo profughi al confine tra Afghanistan e Pakistan durante l’occupazione sovietica del Paese, e rintracciata decenni dopo: solo allora era finalmente emersa l’identità dietro quello sguardo sconvolgente. Ora è una donna di quasi cinquant’anni quella arrivata a Roma con lo status di rifugiata concesso dal governo Draghi: “È giunta a Roma la cittadina afghana Sharbat Gula, che acquisì notorietà planetaria, sino a simboleggiare le vicissitudini e i conflitti della fase storica che l’Afghanistan e il suo popolo stavano attraversando“, comunicano da Palazzo Chigi, da cui fanno sapere di aver collaborato con le no profit attive nel Paese e aver organizzato il suo trasferimento in Italia “nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del Governo per la loro accoglienza e integrazione“.

LA STORICA FOTOGRAFIA DI MCCURRY

Gula era una studentessa della scuola del campo profughi di Nasir Bagh, dove si trovava da quando aveva sei anni per scappare dai bombardamenti sul suo villaggio nel Nangarhar orientale, quando il fotografo della National Geographic Society Steve McCurry la ritrasse su pellicola Kodachrome 64 a colori, con una fotocamera Nikon FM2. McCurry non registrò il nome della giovane donna, che sarebbe diventata la protagonista della più riconoscibile copertina del magazine, una mancanza compensata dalla spedizione organizzata nel 2002 dalla National Geographic Society: una volta trovata – era tornata in Afghanistan da dieci anni – fu identificata con l’analisi biometrica dell’iride. Solo allora le mostrarono, per la prima volta, quella incredibile fotografia.
-Giulia Giaume
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.