Voci allegre nel buio. Lo sguardo sulla Sardegna di Lisetta Carmi

Il MAN di Nuoro, nuovamente chiuso per effetto dell'ultima ordinanza legata all'emergenza sanitaria, presenta una selezione di fotografie inedite di Lisetta Carmi realizzate in Sardegna tra gli Anni Sessanta e Settanta.

Per me la fotografia, che vedo e pratico esclusivamente come reportage, non è tanto un mezzo di espressione, quanto piuttosto un mezzo di comprensione e comunicazione” – così Lisetta Carmi (Genova, 1924) riassumeva i tratti salienti della sua arte in un’intervista degli Anni Sessanta. Per l’artista, infatti, la fotografia è sempre stata uno strumento di indagine antropologica e di denuncia sociale.
Gli scatti inediti selezionati per la mostra Lisetta Carmi. Voci allegre nel buio, curata da Luigi Fassi, direttore del MAN, e da Giovanni Battista Martini, testimoniano come l’amore per gli invisibili e per le realtà marginali abbia condotto Carmi tra gli Anni Sessanta e Settanta a visitare le zone rurali della Sardegna.

LISETTA CARMI E LA SARDEGNA

Ispirata dai resoconti di Maria Giacobbe, maestra elementare che descriveva la povertà di Orgosolo nella rivista Il Mondo, Carmi raggiunge per la prima volta l’isola nel 1962, determinata a conoscere i protagonisti di quelle storie. È l’inizio di una serie di pellegrinaggi che si protrarranno fino al 1976. Sono tantissime le fotografie che l’artista scatta in questi anni soprattutto nelle zone della Barbagia, del nord della Sardegna e della Gallura.
Alcuni scenari catturano in maniera particolare la sua attenzione: gli ambienti intimi della casa, i luoghi di culto, le feste tradizionali e gli spazi di lavoro. Povertà, ristrettezze, disuguaglianze sociali (l’indigenza dei paesi barbaricini è messa in contrasto con il lusso della Costa Smeralda) e di genere (la donna è ritratta negli ambienti ristretti della casa mentre l’uomo appare come padrone assoluto degli spazi pubblici) sono le ombre che abitano la maggior parte dei suoi scatti.

Lisetta Carmi, Orgosolo, festa della Candelaria, 1966

Lisetta Carmi, Orgosolo, festa della Candelaria, 1966

FOTOGRAFARE I BAMBINI

Alcune delle fotografie più significative hanno però come protagonisti i bambini, il soggetto prediletto di Carmi. La loro spontaneità è colta dall’artista in scatti fulminei. Con la sua macchina fotografica, infatti, Carmi cerca di catturare la casualità degli eventi: l’artista non dirige i soggetti, non costruisce la scena, ma passa da inquadrature ravvicinate a punti di vista sopraelevati a seconda dei soggetti e del paesaggio e si affida alla sua capacità di riconoscere istantaneamente la qualità della luce, dell’ombra e del momento.

Camilla Mattola

ACQUISTA QUI il catalogo della mostra

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Camilla Mattola

Camilla Mattola

Camilla Mattola (Sassari, 1993) è laureata in Lingue e Culture dell'Asia e dell'Africa a Torino, indirizzo linguistico giapponese, e in Lettere, Filologia Moderna e Industria culturale a Sassari, con una tesi in museologia. Da sempre interessata alla teoria postcoloniale e…

Scopri di più