Palazzo Magnani chiude. Ma la sua mostra ce la raccontano i curatori per telefono

È l’iniziativa avviata dalla fondazione di Reggio Emilia per non perdere il contatto con il proprio pubblico e continuare a promuovere le mostre ospitate al suo interno, anche una volta che le porte si sono chiuse.

Telephone Ph. Quino Al
Telephone Ph. Quino Al

Tutti i mercoledì, dalle 15 alle 17: è l’orario in cui si svolgerà Opere al telefono, a partire dall’11 novembre fino al 23 dicembre. Si tratta dell’originale trovata di Palazzo Magnani per continuare a promuovere la mostra True Fictions, anche ora che lo spazio espositivo è chiuso a causa dell’ultimo decreto emanato. Si tratterà di “una chiacchierata per restare in contatto, nell’attesa che l’emergenza si concluda”, dicono gli organizzatori. “Per restare attivi, per restare in quella comfort zone che in questo momento solo la fantasia ci può dare”.

Palazzo Magnani, Opere al telefono
Palazzo Magnani, Opere al telefono

OPERE AL TELEFONO: L’INIZIATIVA DI PALAZZO MAGNANI

L’idea, come è facile immaginare, è tratta dalla raccolta di racconti Favole al telefono di Gianni Rodari, celebrato nel corso del 2020 per i cento anni dalla sua nascita. Allo stesso modo in cui l’autore la sera raccontava per telefono a sua figlia lontana la favola della buonanotte, gli esperti della Fondazione Palazzo Magnani parleranno della collettiva fotografica ancora in corso True Fictions– organizzata al posto del Festival di Fotografia Europea, che quest’anno è saltato – a chi vorrà intrattenersi con loro per una chiacchierata telefonica. Sarà possibile porre ai propri interlocutori domande sulle tecniche utilizzate, sulla vita degli artisti, sui progetti da loro realizzati, e ascoltare di aneddoti legati alle immagini, delle idee che sottendono ogni progetto e di tutte le verità e le finzioni che queste particolari immagini nascondono. Un po’ come avere una guida personale che ci accompagna a visitare la mostra, seppur restando a casa.

OPERE AL TELEFONO DI PALAZZO MAGNANI: COME ACCEDERE ALLA CHIAMATA

Basterà accedere a questa pagina del sito di Palazzo Magnani, sfogliare il catalogo di immagini e scegliere quella che più incuriosisce. Chiamare, infine, il numero 0522/444446 nella certezza che dall’altra parte una voce potrà portarvi in una realtà altra: quella dell’opera scelta. La fondazione fa sapere che, sempre a causa della seconda ondata della pandemia che ha costretto a chiudere mostre e musei, è rimandato a data da destinarsi anche Caleidoscopica. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli il progetto espositivo dedicato alla sempre più celebre e più brava illustratrice italiana che avrebbe dovuto inaugurare il 28 novembre. Ci aspetta una nuova stagione di cultura online, che con tutta probabilità vedrà istituzioni e musei più preparati ad affrontarla rispetto al primo lockdown, il quale aveva colto quasi tutti di sorpresa. Come fanno sapere dalla fondazione di Reggio Emilia, infatti, “nel frattempo, sono in fase di progettazione tante iniziative che il pubblico potrà fruire a distanza per riempire il vuoto creato da questa chiusura. Arriveranno a breve talk, visite virtuali, interviste e incontri on line con il curatore Walter Guadagnini, il direttore Davide Zanichelli e con molti dei giovani fotografi e dei maestri presenti nelle due collettive fotografiche, visibili in modalità on line sul sito e attraverso i canali social della Fondazione Palazzo Magnani”.

-Giulia Ronchi

https://www.palazzomagnani.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.