Con il prossimo Dpcm vengono chiusi musei e mostre

Il Governo è al lavoro in queste ore per mettere a punto il testo del prossimo Dpcm. Il Ministro Franceschini anticipa la chiusura dei Musei. Ma era prevedibile…

Il porticato interno di Palazzo Anguissola - Gallerie d'Italia - Piazza Scala - Milano
Il porticato interno di Palazzo Anguissola - Gallerie d'Italia - Piazza Scala - Milano

Ma se mi inviti ad uscire di casa solo per questioni urgenti, allora perché mi lasci aperti i musei? È ormai certo, infatti, che il prossimo documento, che ha visto nelle scorse ore il Governo al lavoro in una discussione aperta con le Regioni, conterrà anche indicazioni circa anche la chiusura di centri d’arte, gallerie, fondazioni e musei. Lo aveva anticipato il Ministro Dario Franceschini nell’intervista rilasciata su Rai 3 al programma Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio e viene confermato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il suo discorso in Aula alla Camera nella mattinata di lunedì 2 novembre. I musei e le mostre resteranno chiusi per tutta la durata del nuovo decreto, che sarà con tutta probabilità firmato da Conte in serata, in modo da dare anche disposizioni più precise sulla sua entrata in vigore. Cade così anche l’ultimo segmento del settore culturale al quale era rimasto ancora un minimo di respiro.

IL DPCM DEL 25 OTTOBRE

Le misure precedenti e ancora oggi in vigore, come è noto, avevano infatti chiuso cinema e teatri, scatenando il malcontento degli operatori del settore dello spettacolo, con conseguenti proteste e manifestazioni. Chiuse anche fiere e congressi, mettendo a dura prova la sempre più difficile ad esempio art week torinese (cancellate infatti le manifestazioni Dama e The Others che ancora resistevano), mentre per i musei sembrava esserci ancora uno spiraglio, consentendo l’apertura ovviamente in forma contingentata. Si trattava però di una sorta di “bug” dal momento che l’invito di tutti – Presidente del Consiglio, Ministri e Governatori di Regione – era quello di stare a casa e non uscire se non per questioni indispensabili ed emergenziali. La visita ad una mostra o ad una collezione permanente non poteva ritenersi una motivazione inderogabile.

IL DPCM DEL 3 NOVEMBRE

Il nuovo Dpcm dovrebbe invece, come già anticipato da Franceschini, risolvere i dubbi in proposito contribuendo ulteriormente a diminuire contatti sociali e persone in giro. Non è ancora chiaro però se le misure riguarderanno solo i territori interessati da lockdown mirati, anche questi in discussione in queste ore, o tutto lo Stivale. Resta da capire con chiarezza anche cosa succederà alle gallerie d’arte e agli spazi e fondazioni private. Per tutti si realizza la paura più grande, emersa in più di una occasione nelle interviste rilasciate da direttori e presidenti di musei e istituzioni pubbliche e private nell’ambito dell’inchiesta condotta da Santa Nastro su Artribune, ovvero la chiusura totale. Metterà a dura prova budget, personale e programmazione, in un anno complicato che aveva già costretto il settore a rimettersi in discussione. Con la seria ipotesi ormai di impattare anche sul 2021.

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