Il fotografo turco ha immortalato una visione storica della città di Istanbul ormai dimenticata. Dai suoi numerosi viaggi emerge una ricca esperienza di incontri che ha lasciato un segno e che oggi rivive al Museo di Roma in Trastevere.

Da Londra, a Parigi a Kyoto, a New York, prima di procedere verso Mogadiscio, Ara Güler (Istanbul, 1928-2018), scomparso a novant’anni, approda al Museo di Roma in Trastevere con un’importante retrospettiva proposta dalla Presidenza della Repubblica di Turchia in collaborazione con il Museo Ara Güler e l’Archivio e Centro di Ricerca Ara Güler.
Conosciuto come “Occhio di Istanbul”, il fotografo turco si definiva però “cittadino del mondo”. La sua lunga carriera di fotoreporter, infatti, lo rese un instancabile viaggiatore, ma il suo amore per la città di Istanbul lo portò a essere uno dei più famosi fotografi turchi, conosciuto in tutto il mondo. Definendolo “un marchio globale”, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato che Güler rappresenta “un motivo di grande orgoglio per l’intera nazione”, “una delle più edificanti testimonianze della figura del ‘vero artista’ nel suo Paese”.

ISTANBUL IN BIANCO E NERO

La mostra viaggia su un doppio binario, aprendosi a una duplice visione che parla di gente comune e di personaggi pubblici di spicco allo stesso tempo. La prima parte dell’esposizione si compone di quarantacinque vedute in bianco e nero che raccontano la storia e l’evolversi della società turca attraverso una Istanbul incantevole e misteriosa, avvolta da un alone di malinconia. Le immagini sono il ritratto di una città che si mostra, a partire dagli Anni Cinquanta, con le sue caratteristiche architetture, palcoscenico di un’esistenza popolare caratterizzata dal lavoro e da innumerevoli attività, attraversata e riattraversata via terra e via acqua, fra le stradine nei quartieri più vecchi, il porto, i ponti, gli operai e la povera gente dei vicoli e dei mercati.

Ara Güler, Sophia Loren
Ara Güler, Sophia Loren

GLI OSPITI ILLUSTRI

Un’ulteriore sezione è allestita nelle sale interne, dove trentasette opere mostrano un ricco insieme di ritratti di personaggi importanti appartenenti al mondo dell’arte, della letteratura, della scienza e della politica, che Ara Güler dagli Anni Settanta ha intervistato e fotografato. Il percorso raccoglie una serie di volti noti immortalati in pose spontanee tra cui si riconoscono: Federico Fellini, Sophia Loren, Bernardo Bertolucci, Antonio Tabucchi, Papa Paolo VI, Winston Churchill, Orson Welles, Pablo Picasso, Salvador Dalí, Marc Chagall, Brigitte Bardot, Dustin Hoffman, Alfred Hitchcock.
Eventi come questo”, ha rimarcato l’ambasciatore della Turchia in Italia Murat Salim Esenli, “avvicinano ulteriormente i nostri due Paesi“.

Donatella Giordano

Evento correlato
Nome eventoAra Güler
Vernissage02/06/2020 no
Duratadal 02/06/2020 al 20/09/2020
AutoreAra Güler
Generifotografia, personale
Spazio espositivoMUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
IndirizzoPiazza S. Egidio 1B - Roma - Lazio
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Donatella Giordano
Curatore indipendente. Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi sulla Body Art. Insegna arte in una scuola pubblica. In veste di indipendent art curator ha curato mostre a: Palazzo delle Esposizioni, Roma; Scuderie Aldobrandini, Frascati; Fondazione Romaeuropa, Roma; Farm Cultural Park, Favara, AG; MAAM Museo dell’Altro e Dell’Altrove di Metropoliz, Roma. Ha collaborato come curatrice con centoxcentoperiferia e Arion, Roma; BOCS, Catania; Parking 095, Catania. È stata assistant curator presso il Macro, Roma; Gervasuti Foundation, Venezia. Nel 2012 ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2013 il progetto Quadratonomade che ha co-curato, composto da 183 opere, è stato donato al Museo Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona di Rende (CS), ora in esposizione permanente.