Si intitola “New York Unseen” la mostra allestita alla galleria ClampArt di New York. Protagonisti assoluti gli scatti di Mark Yankus dedicati alla Grande Mela.

Da bambino a New York City, il mio patrigno, che era alcolizzato, mi diceva spesso di ‘uscire e giocare nel traffico’. Naturalmente questo non mi faceva sentire benvenuto a casa. Vagavo quindi per le strade di Manhattan e spesso andavo a piedi al Metropolitan Museum a perdermi nell’arte”. Comincia così la descrizione che il fotografo americano Marc Yankus (1957) antepone alla sua serie New York Unseen, in mostra fino al 16 novembre alla galleria ClampArt di New York, ai confini del Flower District. Le immagini sono stranamente familiari, gli edifici sono riconoscibili ‒ dal Met al Dakota, dal tribunale del Bronx allo studio di hot yoga Modo su Sixth Avenue ‒, ma elevati a composizione immaginaria: le strade sono vuote di persone e di auto e ciò fa spiccare le pareti e le scalinate contro lo sfondo del cielo.

Marc Yankus, The Solomon R Guggenheim Museum, 2018 © Marc Yankus. Courtesy the artist & ClampArt, New York City
Marc Yankus, The Solomon R Guggenheim Museum, 2018 © Marc Yankus. Courtesy the artist & ClampArt, New York City

IMMAGINI E SENSAZIONI

Continua così l’artista a spiegare il suo procedimento che sarebbe riduttivo imputare alla post-production, qui c’è in gioco un mosaico di immagini e sensazioni, come le foglie dell’albero di Funes El Memorioso: “Un giorno, mentre andavo al museo, fui inorridito nel vedere gli operai abbattere uno dei miei edifici preferiti, un condominio in stile beaux-arts sulla 79esima Strada. Nei mesi seguenti, al suo posto si levò una torre mostruosa. E mentre quella bruttura è ancora in piedi oggi, l’edificio perduto ‒ scomparso ormai da quarant’anni ‒ rimane nella mia memoria, una cartolina sbiadita e lirica di un tempo e un luogo perduti. In queste immagini cerco di documentare l’architettura iconica, perduta e dimenticata di New York, che siano umili piccoli edifici o grattacieli svettanti ‒ attraverso una forma di fotografia architettonica surreale. Con un metodo unico di collage digitale, provo a mettere a tacere parte del rumore visivo che può distrarre gli spettatori dalla bellezza essenziale, e al contempo li accompagno nel vedere con nuovi occhi la loro città. Questa serie presenta una sottile, surreale alterazione del paesaggio architettonico che si trova a New York City, in un punto d’incontro tra immaginazione e documentazione. Alcuni ritratti di edifici sono più dettagliati e altri più astratti, ma tutti servono a ricostruire e onorare le costruzioni e al contempo a fare una dichiarazione su percezione alterata, realtà e conservazione del passato. In questa serie, alcuni edifici storici selezionati sono ritratti in paesaggi urbani alterati e spazi inventati che evocano l’esperienza della memoria, dell’immaginazione e degli stati onirici che avvengono in un luogo magico”. E nell’isolato tra la Settima e l’Ottava Avenue, proprio di fronte a un cantiere, il tempo che si passa davanti a queste foto si riempie di magia.

Francesca Magnani

New York // fino al 16 novembre 2019
Marc Yankus ‒ New York Unseen
CLAMP ART
247 West 29th Street
https://www.marcyankus.com

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Francesca Magnani
Francesca Magnani scrive e fotografa a New York dal 1997. Ha una formazione accademica in Classics e Antropologia alle università di Bologna, Padova, NYU; racconta con immagini e parole gli aspetti della vita delle persone che la toccano e raggiungono, al contempo raccontando la sua stessa vita.