Con la ricostruzione di Gibellina nuova, necessaria dopo il tragico terremoto del 1968, la cittadina trapanese è diventata un punto di riferimento per l’arte contemporanea italiana e non solo. Numerosi sono infatti gli interventi ambientali di artisti, architetti e designer che hanno reso Gibellina un vero e proprio museo a cielo aperto: da Alberto Burri a Mimmo Paladino, passando per Nanda Vigo, Milton Machado e Alessandro Mendini, giusto per citarne alcuni.
È all’interno di questo scenario così ricco di storia e di cultura che si svolge un festival unico nel suo genere, il Gibellina Photo Road. Nata nel 2016 dall’Associazione Culturale On Image, la manifestazione si presenta come il primo festival di fotografia open air e site-specific in Italia. Ponendosi l’obiettivo principale – attraverso mostre outdoor, installazioni e proiezioni – di interagire con il tessuto urbano e con chi lo abita, il Gibellina Photo Road invade le piazze della città coinvolgendo artisti e curatori nell’ordine di innescare reinterpretazioni e riflessioni sul valore dell’immagina nell’era contemporanea. A vincere l’edizione 2019, della cui giuria ha fatto parte anche un maestro indiscusso della manipolazione dell’immagine come Joan Fontcuberta, è stato il collettivo Kublaiklan che, proponendo una mostra personale di Fontanesi, ha rispettato a pieno il concept dall’esplicito titolo Finzioni. Allestite su numerosi cubi di legno, di diversa misura, le gigantografie del misterioso autore, il cui account Instagram ha accumulato quasi trentamila follower, hanno invaso il sistema delle piazze rappresentando un’occasione eccezionale di immersione totale all’interno di una nuova (e personalissima) concezione della realtà.

– Valerio Veneruso

Evento correlato
Nome eventoGibellina PhotoRoad
Vernissage26/07/2019
Duratadal 26/07/2019 al 31/08/2019
Generifotografia, festival
Spazio espositivoFONDAZIONE ORESTIADI
IndirizzoBaglio Di Stefano - Gibellina - Sicilia
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.