Pochi giorni fa alcuni scienziati hanno rivelato al mondo con estrema soddisfazione il sorprendente risultato delle loro ricerche. Per la prima volta nella storia, abbiamo un’immagine che ci mostra com’è fatto un buco nero. Non è esattamente una “fotografia” nel senso tradizionale del termine, ma una ricostruzione al computer basata su una vastissima massa di dati (10mila terabyte) messi insieme utilizzando 10 radiotelescopi situati in giro per il mondo e sincronizzati con orologi atomici ultraprecisi. Si tratta tuttavia di un risultato eccezionale, perché permette, tra le altre cose, di verificare l’esattezza delle equazioni di Einstein sulla relatività generale.
Frutto del lavoro di un vasto team di persone durato più di due anni, la scoperta è stata rappresentata mediaticamente dal volto di Katie Bouman, giovane dottoranda al MIT di Boston, responsabile di aver sviluppato l’algoritmo che ha permesso di mettere insieme tutte le tessere del puzzle. In questo talk di TED registrato due anni fa negli Stati Uniti, la Bouman spiega dettagliatamente, ma con un linguaggio comprensibile e divulgativo, come si è svolta la ricerca che ha permesso di ottenere l’immagine che abbiamo visto in questi giorni: “Cent’anni fa”, spiegava, “Albert Einstein pubblicò la sua teoria della relatività generale. Da allora, gli scienziati hanno fornito molte prove a sostegno. Ma i buchi neri, preannunciati da questa teoria, non sono stati ancora osservati direttamente. Benché sia possibile avere un’idea di come potrebbero apparire, in realtà finora non ne abbiamo mai scattato una fotografia. Ma vi sorprenderà sapere che presto le cose potrebbero cambiare”.

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Valentina Tanni è storica dell'arte, curatrice e docente. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art, ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”, “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Eternal September” e “Stop an Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per numerose istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Moderna Arti Visive).