Intervista a Melania Dalla Costa la musa di Giovanni Gastel protagonista della mostra Cattura

A Milano ancora qualche giorno per vedere “Cattura”, la mostra fotografica di Giovanni Gastel con unico soggetto, l’attrice Melania Dalla Costa. Arte e design si uniscono alla fotografia e al cinema.

Melania Dalla Costa fotografata da Gastel, dettaglio
Melania Dalla Costa fotografata da Gastel, dettaglio

A Milano già da qualche settimana e fino al 20 dicembre c’è una mostra monografica di scatti d’autore dell’attrice Melania Dalla Costa realizzati del grande fotografo Giovanni Gastel. La mostra, che sarà in seguito ospitata in altri luoghi, si svolge nel cuore del Quadrilatero della Moda, presso Il salotto di Milano (via della Spiga 2) e si intitola “Cattura” presentando gli scatti d’autore che il grande fotografo ha dedicato a una delle attrici italiane più promettenti. Il nome di Gastel figura da sempre tra le firme più esclusive dei migliori magazine internazionali e le sue immagini stimolano di volta in volta critici d’arte, esponenti della cultura e appassionati in genere, in quanto capaci di offrire spunti di alta scuola, innovativi, intriganti e sorprendenti. Abbiamo incontrato la Dalla Costa che ci ha raccontato come è nata questa collaborazione.

Melania Dalla Costa fotografata da Gastel
Melania Dalla Costa fotografata da Gastel

Come nasce la collaborazione con Gastel?
Penso che Giovanni Gastel sia uno dei fotografi contemporanei più bravi. Non pensavo potesse nascere una collaborazione tra noi, anche se io la desideravo molto. Ci siamo conosciuti solo qualche mese fa a un evento di Vanityfair. È nato tutto in quel momento. Abbiamo fatto un servizio fotografico di un intero giorno. Alcune di quelle foto sono ora esposte in questa galleria che si occupa di ciò che riguarda il lusso, l’alta moda, il design. È la prima volta che Giovanni Gastel va in mostra con un solo soggetto e ora in molti mi vedono come la sua musa. Inoltre questa mostra, dopo il 20 dicembre, andrà in giro in Italia per varie banche e poi andrà all’estero, sicuramente a Cannes e Montecarlo.

Ormai sei la musa di questo importante fotografo…
Giovanni Gastel dice sempre di avermi scelta perché ho dei tratti che gli ricordano quelli di Claudia Cardinale e di quelle attrici lì. A volte io mi sento come se non appartenessi a questa epoca, preferisco non uscire la sera e magari ascoltare musica classica o studiare. È un po’ la mia dimensione, estraniata dalla nostra società.

Cosa è per te la bellezza?
La bellezza non è ciò che piace ma ciò che emoziona, sia tra persone sia che si tratti di qualsiasi forma d’arte.

Cosa provi nel rivedere la tua immagina sia sullo schermo sia in una mostra fotografica?
Provo molto più imbarazzo nello stare con le persone che nel mostrare magari la parte intima di me durante un servizio. Quando lavoro mi vedo come un canale, sono solo un mezzo per suscitare delle emozioni.

Melania Dalla Costa fotografata da Gastel
Melania Dalla Costa fotografata da Gastel

Che attrice sei?
Faccio l’attrice non per diventare una super star ma perché voglio essere tante cose. Ad ogni progetto partecipo con uno spirito preciso: raggiungere un obiettivo comune. Spesso scelgo personaggi difficili perché voglio dare un messaggio. Di solito scelgo personaggi che lottano per riuscire a realizzare dei sogni, ne è un esempio l’ultimo film che ho fatto, Stato di ebrezza, in cui ero una mamma borderline tossicodipendente. Qui l’obiettivo del mio personaggio era quello di uscire dalla clinica e riprendere la propria vita in mano. Faccio l’attrice perché mi piace essere al servizio di qualcosa, mi sento utile. A livello fotografico, è stata una parentesi. Anche se io nasco dalla fotografia perché sono un’ex modella. Il bisogno di comunicare mi ha spinto verso la recitazione. 

Hai una tua musa nella recitazione?
All’inizio seguivo alcune persone tipo Meryl Streep e Sofia Loren. Le vedevo come delle vere icone. Poi mi sono resa conto che non devo prendere dei punti di riferimento fermi altrimenti rischio di diventare la brutta copia di qualcuno. Ho capito che in questo mestiere serve essere sé stessi. A livello recitativo cerco di costruire un mio mondo sfruttando le varie tecniche che ho studiato per coltivare un mio modo di essere, un essere riconoscibile.

Il tuo primo amore però è la natura, o sbaglio?
Non solo il mio primo amore, è il mio potere. Sono cresciuta in mezzo agli animali, sempre dandogli il massimo rispetto. Tutt’ora quando ho dei momenti di fragilità o indecisione scappo dai miei in montagna. Lì prendo e ritrovo tutta la forza in me stessa. Il mio grande potere sono le mie radici. All’inizio quando sono arrivata a Milano mi vergognavo per il luogo da cui venivo, per la mia storia. Ero circondata da persone di tutt’altro ambiente e formazione. Con il tempo ho capito che la mia provenienza era la mia grande forza. Da quei luoghi, i miei luoghi, arriva un’energia differente.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.

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