Street Photography. 3 artisti italiani in mostra a Dublino al Powerscourt Centre. Le immagini

Tre artisti italiani partecipano fino al 30 giugno ad Art of Street Photography, la mostra a Dublino che racconta la fotografia di strada. Li abbiamo incontrati ed intervistati.

Foto di Francesca Magnani
Foto di Francesca Magnani

Ci sono anche le immagini di tre italiani tra i sessanta scatti scelti dalla giuria di Art of Street Photography, la mostra che continua al Powerscourt Centre di Dublino fino al 30 giugno 2018. Chi sono gli artisti che rappresentano il nostro Paese accanto a Jill Freedman (USA), Richard Sandler (USA), Dougie Wallace (Scozia), Tish Murtha (GB), Tatsuo Susuki (Giappone), Gabi Ben Avraham (Israele), Arek Rataj (Polonia), Swart Ghosh (India) and Rudy Boyer (Francia)? Li abbiamo intervistati per voi.

Art of Street Photography
Powerscourt Townhouse Centre
59 William St S
Dublin 2, Ireland

1. STREET CANDID

Another working day Chicago, United States Black and white street photography

Giuseppe Milo abita a Dublino dal 2010 e ci lavora occupandosi di digital design. “Ho cominciato a scattare foto di strada nel 2013. Nel tempo le mie foto sono state in mostra alla Irish Street Photography Exhibition e nel National Geographic Daily Dozen. La foto in mostra fa parte della serie “Faceless” ed è un tentativo di fare “street candid”, cioè senza interrompere il flusso quotidiano delle persone che ritraggo. I soggetti sono generalmente sempre singoli e mi piace includere l’architettura e un utilizzo della luce che faccia risaltare l’ambientazione scenica”, spiega ad Artribune, l’artista amalfitano, classe 1978.

2. PLEASE WAIT

Michele Di Donato, Wait please!

Michele Di Donato è nato invece a San Severo nel 1968 e vive in Sicilia da vent’anni. Dopo gli studi di economia aziendale ha lavorato come formatore PNL e Analisi Transazionale e come consulente marketing e comunicazione per aziende vitivinicole.
Mi occupo di fotografia sin da piccolo; sono un autodidatta e questo mi ha permesso di approfondire, studiare ed apprendere senza l’assillo di “dover imparare” a tutti i costi. Svolgo regolarmente workshop, in diversi contesti formativi, sulla percezione visiva, sulla comunicazione e composizione fotografica e sulla lettura delle immagini”, ha raccontato ad Artribune. Dal 2018 entra a far parte del progetto ISP Italian Street Photography. Fotografo per necessità, “e questo mio modo viscerale di scrivere con le immagini mi ha consentito di ricevere apprezzamenti a livello nazionale e internazionale”. Ha esposto in mostre collettive e personali, in tutto il mondo.  Le sue immagini sono state pubblicate da Reflex, Foto CULT, Click Magazine, Die Angst, L’Oeil de la Photographie, e fanno parte di collezioni pubbliche e private. La foto in mostra a Dublino si intitola “Please wait” e fa parte di un progetto molto ampio dal titolo sui non luoghi, ispirato al libro dell’antropologo Marc Augè e “mostra la vita in un luogo di passaggio dove gli individui che si incrociano senza mai incontrarsi; i non luoghi sono l’espressione del paradosso vissuto dal cittadino contemporaneo, che vive una solitudine sempre più intensa in spazi frequentati da migliaia di persone. Il tema della solitudine che nasce dall’osservazione della vita quotidiana nelle metropoli, può facilmente essere esteso alla realtà delle nostre città. Queste persone vivono, comunicano, si intercettano in luoghi non identificati. Queste persone si cercano, si dividono, danno vita a storie d’amore, ma senza che si materializzi un legame atto a certificare la loro umanità e desiderio di socializzazione”.

3. LA GENTE DEL FERRY

Foto di Francesca Magnani

 

4.  

Francesca Magnani, padovana, anche collaboratrice di Artribune, dal 1997 vive e lavora a New York. Le storie di Francesca che nel corso degli anni sono state pubblicate su varie riviste italiane, sono quasi sempre scaturite da incontri fortuiti nelle strade della Grande Mela per arrivare a coprire le questioni più varie, da argomenti di stile di vita a identità e rappresentazione, intersezionalità, connessione mente-corpo, performance, incarcerazione di massa, la relazione di ognuno con lo spazio. Avendo vissuto metà della sua vita immersa in una cultura estranea, avendo studiato lettere antiche e antropologia all’università, avendo insegnato italiano a New York per oltre due decenni, Francesca racconta attraverso le sue immagini e parole gli aspetti della vita delle persone che la toccano e raggiungono, e allo stesso tempo parla della sua stessa vita.
L’immagine di questa serie, #gentedelferry, fa parte di un progetto in corso iniziato nell’estate 2017 sulle nuove strade visive che si sono aperte quando nella primavera del 2017 ha inaugurato il NYC Ferry. Per uno street photographer è come se fossero apparse nuove vie con possibilità di scorci, angoli, prospettive, sfondi, ponti, paesaggi sullo skyline arcinoto e arcifotografato. La partecipazione al group show è preludio a una personale sul tema che si terrà a New York nei prossimi mesi”.

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.