La Libia dopo Gheddafi. Le foto di Delfino Sisto Legnani vanno in mostra a Roma

Una mostra alla Galleria Campo racconta l’euforia dopo la caduta del regime e i luoghi del potere. A fare da filo conduttore però, nel reportage realizzato da Delfino Sisto Legnani in viaggio con Giovanna Silva nel 2013, è l’architettura.

Troppo freddo per te qui, Delfino Sisto Legnani, Galleria Campo, installation view
Troppo freddo per te qui, Delfino Sisto Legnani, Galleria Campo, installation view

“Da questi scatti emerge il ritratto di un paese con una grande voglia di rinascita, ma purtroppo (nel 2013) privo di un progetto ed in balìa di molti gruppi di potere con interessi differenti, che ne hanno impedito la riorganizzazione. La Libia all’epoca era in un momento di transizione, una “bolla” in cui pareva possibile un futuro sereno frutto di una progettualità partecipata dai diversi gruppi d’interesse, cosa che oggi pare impossibile”. A parlare è Delfino Sisto Legnani, milanese nato nel 1985, di formazione architetto fino a quando non incontra Ramak Fazel che lo introduce al mondo della fotografia. Sisto Legnani lavora con diverse testate, tra reportage, architettura e still life e ha importanti collaborazioni e partecipazioni all’attivo. Tra queste, con lo studio OMA per il progetto Fragments per la Fondazione Prada e la presenza negli anni 2012 e 2014 alla Biennale di Venezia (Architettura).

Troppo freddo per te qui, Delfino Sisto Legnani, Galleria Campo
Troppo freddo per te qui, Delfino Sisto Legnani, Galleria Campo

ARCHITETTURA E FOTOGRAFIA IN LIBIA

Oggi è a Roma, in una mostra curata da Emilia Giorgi alla Galleria Campo che racconta la Libia nel 2013, un anno dopo la destituzione di Gheddafi. Il percorso raccontato è frutto di un viaggio con Giovanna Silva (fotografa anche lei, con la quale peraltro Sisto Legnani ha fondato lo spazio indipendente Mega, insieme a Davide Giannella) che parte da Bengasi e arriva a Tripoli, seguendo le tracce della rivoluzione.
La componente umana è appena accennata, la documentazione che viene presentata presso la Galleria Campo fino al 26 gennaio 2018, ma che era stata già in parte pubblicata dal mensile Domus, segue le vie dell’architettura, i luoghi del potere, svuotati dalla loro funzione, lo spazio della politica dopo il crollo. Intitolata Troppo freddo per te qui, la mostra cita la frase che i Tuwwar, i ribelli insorti, rivolsero a Gheddafi alludendo al clima della Cirenaica, e organizza il percorso espositivo in una serie di installazioni che mettono il visitatore al centro di nuove architetture temporanee, avvolgendolo o invitandolo ad una interazione più partecipativa alla fotografia. Le immagini sono impresse su grandi tessuti che ricordano le atmosfere dei luoghi ripresi cortocircuitandoli e raccontando, invece, una storia architettonica inedita, fatta di rovine, di edifici italiani coloniali, di costruzioni cominciate e mai completate, di spazi militari, vivi o abbandonati. Il progetto vuole inoltre “rappresentare quel particolare periodo storico in cui la Libia ha vissuto un breve momento di euforia, post rivoluzione, durante il quale sembrava fosse possibile un futuro libero e sereno per quella che è la nazione più ricca africana. Nel periodo del nostro viaggio e nei mesi successivi una escalation di violenze e ribaltamenti di fronte a livello governativo hanno portato il paese a cadere in uno stato di anarchia rendendolo invivibile e portando molti libici a fuggire dal loro paese”.

Troppo freddo per te qui, Delfino Sisto Legnani, Galleria Campo, installation view
Troppo freddo per te qui, Delfino Sisto Legnani, Galleria Campo, installation view

PASSEGGIATE ROMANE

“L’obiettivo che ci eravamo posti con questo reportage fotografico”, continua Legnani Sisto, “era di documentare l’impatto della guerra sulle architetture, ed in particolare sulle architetture del potere. La presenza (e l’assenza) umana nelle foto presentate in mostra è funzionale alla comprensione dei mutamenti sociali e politici di cui le architetture sono protagoniste”. Fanno da contraltare agli scatti alcune presenze oggettuali, frammenti raccolti durante il viaggio, come, ad esempio una copia del Libro Verde pubblicato da Gheddafi nel 1975. La mostra fa parte del programma, che costruisce in tre giorni cinque percorsi reali o metaforici nella Capitale, Passeggiate Fotografiche Romane, promosso dalla Cabina di regia per la fotografia del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, diretta da Lorenza Bravetta.

Santa Nastro

Roma// fino al 26 gennaio 2018
Delfino Sisto Legnani – Troppo freddo per te qui
A cura di Emilia Giorgi
CAMPO
via della Marrana, 94
00181 Rome, Italy
www.campo.space

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.