Le immagini di Zoom Foto Festival, festival di fotogiornalismo canadese che guarda all’Italia

In Canada, fino al 12 novembre, si svolge a due ore da Quebec City Zoom Foto Festival, una manifestazione si ispira alle atmosfere francesi e che costruisce un ponte solido e importante con L’Italia. Ecco le immagini.

Pont Saint Anne
Pont Saint Anne ph. Francesca Magnani

A Chicoutimi, sul fiordo di Saguenay in Canada, si svolge ogni anno il festival di fotogiornalismo più importante del paese: Zoom Foto Festival. L’idea è nata dalla visione di Michel Tremblay, fotografo sportivo che, innamorato dell’atmosfera di Arles e Perpignan, quando d’estate si riempiono di fotografi e foto-editor, ha deciso di ricrearla nel suo borgo natio, due ore a nord di Quebec City: “Riesco a portare qui molti spettatori, soprattutto studenti. La nostra missione è contribuire a creare una cultura visiva in Quebec. Ecco perché il festival non si svolge a Montreal o Toronto, ma a Chicoutimi, dove l’accesso a reportage di qualità prodotti in Canada non è facile. Portiamo immagini alle persone, che così si rendono conto che una foto può essere più forte di quello che si vede in TV”. Il sogno di Michel si realizza da otto anni e coinvolge gran parte dei fotografi cosiddetti “boreali” e altri protagonisti della fotografia francese e internazionale: quest’anno erano presenti tra gli altri la carismatica foto editor di Nat Geo Magdalena Herrera, Florence AT da Tolosa in rappresentanza di FreeLens, la curatrice del World Press Photo Hi Wen Xia, nonché Jamie Wellford di National Geographic. Assieme ai colleghi canadesi, gli esperti hanno insegnato lezioni, workshop e svolto letture di portfolio.

I FOTOGRAFI IN MOSTRA

Tante le proposte interessanti? Il lavoro di Ian Willms del Boreal collective di Toronto, Corentin Fohlen, che ha presentato la mostra e il nuovo libro su Haiti, Adrienne Suprenant , vincitrice del concorso di opere multimediali sponsorizzato da Jean Bardaji di Camtech Montreal, la fotografa Amber Bracken di Edmonton, nota per i suoi reportage sulla riserva di  Standing Rock, Alexis Aubin col suo lavoro sulle mine antiuomo in Colombia: “I documenti che forniscono informazioni già esistono. L’apporto che dà la fotografia è quello di far sentire le emozioni e mostrare le cose che i documenti non riescono a trasmettere. Deve toccare e informare”, dice il fotografo di Montreal. Per la prima volta arrivava anche un’italiana a Saguenay, Francesca Magnani, portando sul “pont vert” che collega le due rive del fiordo le immagini del Ponte rosa di Williamsburg per una mostra di cui abbiamo già parlato.

ZOOM E L’ITALIA

Ma il ponte concettuale con l’Italia Zoom già ce l’aveva, perché i lavori della sezione multimediale, i cosiddetti “film fotografici”, vengono già da un paio d’anni proiettati nell’ambito di Transizioni, il festival di un altro visionario, il bergamasco e parigino adottivo Francesco Acerbis.
Il festival è “diffuso”: le mostre occupano gli edifici istituzionali della città, come la Biblioteca e il Teatro, come anche dei luoghi in cui i cittadini camminano nei momenti di svago e ozio o sport, come appunto il Ponte di Sant’Anna o il parco attorno alla Pulperie, l’antico edificio in cui si produceva la “polpa” per le cartiere nordamericane e inglesi. Ecco le immagini.

Zoom Foto Festival
Chicoutimi, Fiordo di Saguenay, Quebec
Fino al 12 novembre 2017
http://zoomphotofestival.ca/exhibits/

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