Aprirà a Palermo un museo sulla storia della fotografia siciliana intitolato a Enzo Sellerio

Riaperto nel 2015 in occasione di una mostra d’arte contemporanea, oggi il palermitano villino Favaloro si appresta a ospitare un museo della fotografia intitolato a Enzo Sellerio. Al termine dei lavori di restauro, l’edificio custodirà gli archivi fotografici della Regione, collezioni storiche e strumenti d’epoca

Villino Favaloro, Palermo. Ph. Igor Petyx
Villino Favaloro, Palermo. Ph. Igor Petyx

Un’architettura nata a cavallo tra due secoli, un passato di oblio e un presente di rinascita, un progetto di valorizzazione e la realizzazione di un nuovo museo. Sono queste, in sintesi, le vicende che hanno caratterizzato la storia del palermitano villino Favaloro, uno degli edifici più rappresentativi della stagione del liberty nel capoluogo siciliano. Nei giorni scorsi, in occasione del festival Le Vie dei Tesori, è stato annunciato il tanto atteso nuovo capitolo che arricchirà le pagine della storia del villino: presto l’edificio ospiterà un Museo della Fotografia intitolato a Enzo Sellerio.

Villino Favaloro, Palermo. Ph. Igor Petyx
Villino Favaloro, Palermo. Ph. Igor Petyx

VILLINO FAVALORO: DAI BASILE ALLA FOTOGRAFIA, PASSANDO PER L’ARTE CONTEMPORANEA

Costruito nel 1889 su progetto dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile, villino Favaloro sorge nel cuore di Palermo, all’angolo tra via Dante e via Malaspina. L’impostazione lineare della planimetria e della facciata, i motivi curvilinei, i trafori che ornano le aperture e la loggia al primo piano sono gli elementi distintivi dell’edificio, uno dei casi architettonici più emblematici del passaggio dall’eclettismo ottocentesco al Modernismo. Nel 1914 il villino fu completato dal figlio di Giovan Battista, ovvero Ernesto Basile, che progettò una torretta ottagonale su via Dante con decori musivi realizzati da Salvatore Gregorietti, e un giardino d’inverno in ferro e vetro con motivi liberty. Chiuso dal 2002 per inagibilità, villino Favaloro ha riaperto le sue porte al pubblico nel settembre 2015 in occasione della mostra d’arte contemporanea Le Stanze d’Aragona, con l’intenzione di restituire il monumento ai palermitani e di farne, in futuro, la sede del Museo della Fotografia.

Villino Favaloro, Palermo - la torretta ottogonale con i decori musivi di Salvatore Gregorietti
Villino Favaloro, Palermo – la torretta ottogonale con i decori musivi di Salvatore Gregorietti

IL MUSEO DELLA FOTOGRAFIA, ARCHIVIO DELLA STORIA SICILIANA

Sembrerebbe sempre più concreta e vicina, per villino Favaloro, la nascita del Museo della Fotografia intitolato all’editore e fotografo palermitano Enzo Sellerio: l’appalto per la realizzazione del progetto di restauro e dell’allestimento museale è previsto per la primavera del 2018, dopo di ché si dovranno attendere altri 18 mesi per l’apertura del museo. I lavori fanno parte del Pon Cultura, e il budget stanziato per la loro realizzazione ammonta a 1 milione e 400 mila euro. Il futuro museo conserverà al suo interno gli archivi fotografici della Regione, i fondi delle storiche famiglie siciliane Interguglielmi e Bronzetti, dagherrotipi, stampe, lastre e strumenti d’epoca. “Il progetto di restauro”, spiega il direttore del Centro Regionale del Catalogo Caterina Greco“ci permetterà di narrare la storia della fotografia siciliana e di dare spazio all’enorme patrimonio documentario del Centro del Catalogo, tra fondi fotografici e strumenti d’epoca. La gara è in corso, spero che entro la fine dell’anno possa essere aggiudicato l’appalto alla ditta che si occuperà della ristrutturazione del Villino, del giardino e dell’allestimento del Museo, che non dovrà vivere soltanto di attività espositive, ma anche di eventi. Mi piacerebbe sperimentare una nuova formula di gestione che passi da un comitato scientifico”.

– Desirée Maida

Villino Favaloro
Piazza Virgilio, Palermo
http://pti.regione.sicilia.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.