Victorian Giants: a Londra gli scatti di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll

Inaugurerà il prossimo marzo a Londra una mostra che ripercorre la nascita della fotografia in Inghilterra, con un focus sui suoi pionieri che vissero durante l’Età Vittoriana. Tra questi, anche Lewis Carroll, l’autore del romanzo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie che immortalò nei suoi scatti una bambina di nome Alice, la musa che ispirò i suoi racconti

Lewis Carroll, Alice Liddell, 1858
Lewis Carroll, Alice Liddell, 1858

È senza dubbio uno dei personaggi più amati del mondo Disney, il film di animazione di cui è protagonista ha segnato intere generazioni di bambini e adolescenti. È Alice, la dolce fanciulla che vive le mirabolanti avventure del Paese delle Meraviglie. Sia che si tratti dell’adattamento cinematografico realizzato da Walt Disney, sia che si tratti della versione originale della storia, quella letteraria, tratta dai romanzi Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, scritti il primo nel 1865 e il secondo nel 1871 da Charles Lutwidge Dodgson meglio conosciuto come Lewis Carroll, di sicuro a nessuno dei suoi fan sarà venuto in mente di pensare che Alice possa essere realmente esistita. E invece è così.

I RITRATTI DI ALICE REALIZZATI DA LEWIS CARROLL

Una mostra alla National Portrait Gallery di Londra che inaugurerà l’1 marzo 2018 vedrà come protagonista Alice Liddell, la bambina che ispirò Lewis Carroll per la stesura dei suoi romanzi e che fu anche uno dei suoi soggetti prediletti nella sua attività di fotografo. Victorian Giants: The Birth of Art Photography è il titolo dell’esposizione che vedrà come protagonisti, oltre al già citato Carroll, i pionieri dell’arte fotografica vissuti durante l’Età Vittoriana (1837-1901): Julia Margaret Cameron, Oscar Rejlander e Lady Clementina Hawarden. Negli anni in cui una condotta morale irreprensibile era considerata un imperativo categorico, in quella Inghilterra governata dalla regina Vittoria si sperimentava la nuova tecnica fotografica e si instaurava un nuovo rapporto, quello tra fotografo e soggetto ritratto. E molto spesso, in quegli anni, i soggetti ritratti dai fotografi protagonisti della mostra erano bambini e adolescenti, proprio come Alice Liddell.

Lewis Carroll, autoritratto, 1856
Lewis Carroll, autoritratto, 1856

FOTOGRAFARE I BAMBINI IN ETÀ VITTORIANA

La passione verso i soggetti molto giovani costò spesso a questi fotografi le accuse di pedofilia, e Carroll fu proprio uno dei più incolpati, anche per via delle sue particolari richieste: si racconta che chiedesse ai genitori dei bambini che intendeva immortalare il permesso di fotografarli in costume da bagno o addirittura senza veli, ottenendo in cambio grandi e sonori rifiuti. Rejlander invece, attraverso un particolare procedimento chimico e tecnico da lui inventato, inventò un tipo di fotografia che potrebbe essere considerata un mix ante litteram tra il fotomontaggio e Photoshop, creando immagini di contenuto esplicitamente pornografico.

UNA MOSTRA SULLA STORIA DELLA FOTOGRAFIA IN INGHILTERRA

La mostra alla National Portrait Gallery, curata da Phillip Prodger, ripercorre attraverso il lavoro di questi quattro fotografi la cultura e la società dell’epoca vittoriana, un percorso inedito che svelerà interessanti chicche sulla storia della fotografia, come la frequentazione di Carroll e Rejlander alla cultura preraffaellita che sicuramente influenzò la loro arte. “Quando la gente pensa alla fotografia vittoriana, a volte pensa ai ritratti rigidi di donne in abiti di crinolina e uomini in bombetta. Victotian Giants è tutt’altro”, spiega Prodger. “Le opere di Cameron, Carroll, Hawarden e Rejlander hanno cambiato per sempre il modo di pensare alla fotografia e al suo potere espressivo. Queste sono immagini che ispirano e deliziano. E questa è una mostra che mette a nudo l’energia creativa e l’ottimismo che sono arrivate con la nascita di nuovi modi di vedere”.

– Desirée Maida

Victorian Giants: The Birth of Art Photography
Dall’1 marzo al 20 maggio 2018
Londra, National Portrait Gallery
http://www.npg.org.uk

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.