Dalla Via Emilia al mondo. Il festival Fotografia Europea

Reggio Emilia, sedi varie – fino al 10 luglio 2016. Cos’è una strada? Secondo “Fotografia Europea” è una protagonista e un pretesto per compiere delle esplorazioni nello spazio e nel tempo. Alla via Emilia è dedicata l’11esima edizione della rassegna fotografica che riunisce tantissimi progetti. Ecco un focus sulle principali mostre del festival reggiano.

Claude Nori, Motociclista, 1985, Courtesy Biblioteca Panizzi, © Claude Nori
Claude Nori, Motociclista, 1985, Courtesy Biblioteca Panizzi, © Claude Nori

LA VIA EMILIA, TRENT’ANNI DOPO
Chi l’ha detto che non si può ri-esporre una mostra di trent’anni fa? 1986. Esplorazioni sulla via Emilia è oggi il fulcro attorno a cui ruota Fotografia Europea 2016, festival che ripropone, negli spazi sempre affascinanti dei Chiostri di San Pietro, quell’iniziativa culturale e antropologica inventata proprio nel 1986 da Luigi Ghirri. Allora come adesso si ritrovano, negli scatti rigorosamente analogici e nelle stampe dal sapore antico, nomi quali Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Cuchi White. Quando venne inaugurata, fu subito ben chiaro che il lavoro di ricerca dei fotografi si era indirizzato verso un ripensamento della rappresentazione del paesaggio italiano: non più dei ritratti del “museo diffuso” di Andrea Emiliani, con immagini congelate in una dimensione senza tempo, ma un’indagine sui luoghi marginali, condotta con un approccio verso la realtà debitore dell’idea di “qualsiasità più che la eccezionalità”, come la chiamava Cesare Zavattini. A fianco della mostra “epocale” – oltre a testi e racconti di scrittori e poeti, alla pittura di Omar Galliani, al cinema di Nino Criscenti e alla musica di Lucio Dalla – si sviluppò pure un progetto multidisciplinare curato da Giulio Bizzarri e Nora Bronzoni, che affrontarono i temi della scomparsa graduale del paesaggio, della forte urbanizzazione, dell’inquinamento e della cementificazione.

Lorenzo Vitturi, Sulla Via Emilia #3, © Lorenzo Vitturi
Lorenzo Vitturi, Sulla Via Emilia #3, © Lorenzo Vitturi

GUARDANDO A GHIRRI, OGGI
Dopo tre decenni, Esplorazioni sulla via Emilia cede il testimone a sette fotografi contemporanei che, su commissione di Fotografia Europea per l’allestimento di 2016. Nuove esplorazioni, interpretano l’antica arteria, sia essa la strada vera e propria oppure lo spunto per suggestioni creative, e che offrono una nuova visione o meglio, un’evoluzione del progetto capitanato da Ghirri con cui si confrontano direttamente. Applicando, oltre allo stesso linguaggio fotografico, anche la medesima metodologia – uno “stile documentario” –, gli autori ripensano i mutamenti avvenuti attorno alla via Emilia: non solo quelli storici e culturali, ma anche quelli che hanno prepotentemente investito la natura, la tecnica e gli usi della fotografia. E se i punti di partenza sono la strada e il viaggio, i risultati mettono in luce delle condizioni di spaesamento e commistione comuni: “Tutto sembra dire della difficoltà di cogliere anche solo parzialmente la complessità del paesaggio e della natura della strada, tutto sembra rispondere pienamente a quel cambiamento sociale avvenuto nei trent’anni che separano le due operazioni”, concludono i curatori Elio Grazioli e Walter Guadagnini.

Michael Najjar, Liquid gravity, 2013, Courtesy Studio la Città, © Michael Najjar
Michael Najjar, Liquid gravity, 2013, Courtesy Studio la Città, © Michael Najjar

INCURSIONI INTERNAZIONALI
La rassegna di Reggio Emilia ha però da sempre uno sguardo internazionale: non poteva allora mancare, tra le tante del programma, un’esposizione che volgesse lo sguardo verso il mondo intero per rispondere alle questioni: “qual è la situazione oggi delle vie che percorrono il mondo, come sono affrontate fotograficamente oggi le questioni nuove che ne sono emerse?”. Nelle sale di Palazzo Da Mosto risiedono nove possibili risposte: quelle che hanno provato a dare altrettanti fotografi internazionali, da Michael Najjar al Maanantai Collective, da Paola de Pietri a Guinara Kasmalieva & Muratbek Djumaliev. Nove piccole mostre monografiche che attraversano le frontiere della terra, dell’immaginazione e dello spazio siderale.

Marta Santacatterina

Reggio Emilia // fino al 10 luglio 2016
Fotografia Europea 2016 – XI edizione
La Via Emilia. Strade, viaggi, confini
a cura di Diane Dufour, Elio Grazioli, Walter Guadagnini 
SEDI VARIE
0522 456219
[email protected]
www.fotografiaeuropea.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53362/fotografia-europea-2016-la-via-emilia-strade-viaggi-confini/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.