Argilla, riflessi metallici e un Pinocchio tra i libri: la ceramica italiana a Madrid con due mostre
Fino al 14 novembre l’Istituto Italiano di Cultura ospita due mostre che celebrano la ceramica come materia artistica. Si spazia tra contemporaneità e antiche tradizioni artigianali, tutto nel segno del made in Italy
L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita La Grande Opera ceramica, una mostra che presenta al pubblico spagnolo la qualità e la varietà della tradizione ceramica italiana. Curata da Enzo Biffi Gentili, studioso e critico delle arti applicate, l’esposizione riunisce un’ampia selezione di opere recenti, mettendo in risalto non solo la ceramica, materia inorganica ottenuta dalla cottura dell’argilla, ma soprattutto la creatività con cui artieri e artisti contemporanei la plasmano ed interpretano.

La ceramica tra Italia e Spagna
Biffi Gentili usa il termine “artiere” per nobilitare il mestiere tradizionale di chi, al tornio, realizza a mano non solo vasi, piatti e oggetti d’uso quotidiano, ma anche autentiche opere d’arte, seguendo una tecnica millenaria tramandata dall’Oriente all’Occidente. Nelle sue molteplici lavorazioni – terracotta, maiolica, terraglia, grès e porcellana – la ceramica lega anche la storia dell’Italia e della Spagna, come testimonia l’importazione della maiolica in Italia, proveniente da Malaga e trasportata nel Medioevo lungo le rotte commerciali attraverso l’Isola di Maiorca; o la nascita della Real Fabrica de Porcelana del Buen Retiro, fondata da Carlo III di Borbone, che nel Settecento portò con sé a Madrid i grandi maestri napoletani di Capodimonte.
Tradizione e creatività: lavorare la terracotta
“La terracotta è, per sua stessa natura, un linguaggio universale che supera ogni confine. Sulla scorta di questa secolare contaminazione, la mostra è una necessaria dichiarazione di indipendenza disciplinare e spirituale dell’arte ceramica, un invito a riscoprire l’essenza di un’espressione artistica troppo a lungo relegata a un ruolo marginale”, sottolinea Elena Fontanella, direttrice dell’Istituto di Madrid, inaugurando la mostra, che ha personalmente voluto per promuovere in Spagna un settore meno noto tra le eccellenze del made in Italy. La terracotta accende la creatività dei grandi artisti, chiamati alla difficile impresa di modellarla secondo la propria visione, come farebbero con il marmo, il legno, il bronzo o l’alabastro. Ne sono un esempio le splendide ceramiche rivestite di smalto policromo della famiglia della Robbia, nella Toscana del Cinquecento, o il fascino irresistibile che spinse Picasso a sperimentare nuove forme negli atelier di ceramica di Vallauris. Senza dimenticare, come ha ricordato lo stesso Biffi Gentili, le rivoluzionarie opere in ceramica di artisti del calibro di Martini, Melotti e Lucio Fontana.
Tutte le possibilità della terracotta oggi
La maestria degli artieri italiani contemporanei, selezionati da Biffi Gentili per l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, emerge subito dalla varietà di forme e colori con cui interpretano una materia tanto complessa quanto delicata da lavorare. La prima sala è dedicata alla Figulina, termine letterario per indicare l’arte dei vasai: vi troviamo una interpretazione varia, originale e contemporanea del vasellame, inteso come archetipo della produzione in terracotta. Evoca le forme sinuose di un grande vaso il Pneuma rosso fiamma di Riccardo Monachesi, mentre Diary 1di Chiara Berta è la poetica decostruzione di un’anfora, con anima di fil di ferro e delicati inserti di placchette in ceramica dipinta in bianco e blu, alternati a spazi vuoti. La seconda sala è dedicata, invece, alla Luccicanza, cioè al gioco di riflessi dorati o argentati così difficili da ottenere sulla terracotta, con tecniche decorative che richiedono controllo e precisione. In tal senso, sprigionano un autentico bagliore le creazioni di Maurizio Tittarelli Rubboli, artista di Gualdo Tadino; o i collage in forme amorfe di Yuriko Damiani, dagli evidenti richiami alla cultura asiatica. Le delicate Corrispondenze cosmiche di Giovanni Ruggiero sono innesti d’oro, argento e cristalli Swarovski su un cielo concavodi smalto blu, dal quale spunta una rosa.
Ceramica contemporanea: Bertozzi & Casoni e Arturo Mora Benavent
Ma è senza dubbio la Sala Belvedere del piano nobile dell’Istituto ad ospitare le sculture figurative in ceramica più sorprendenti e curiose. Tra queste spicca la fantasia delle creazioni irriverenti e giocose del duo Bertozzi & Casoni, premiata fabbrica di Imola che da anni ormai esporta l’arte ceramica contemporanea nei musei di tutto il mondo. Il loro gigantesco Pinocchio seduto tra i libri, simbolo della mostra, è un omaggio alla tecnica pittorica del trompe l’oeil. Tra una ventina di nomi italiani, unica presenza spagnola in mostra è quella di Arturo Mora Benavent, discendente di un’antica famiglia di ceramisti di Manises, località alle porte di Valencia storicamente nota per l’eccellente produzione di ceramiche dalle caratteristiche decorazioni a riflesso metallico. Mora, Premio nazionale di Ceramica nel 2014, mostra tutta la propria abilità, anche concettuale, in Mira Aquí, una ciotola luccicante sul cui fondo è serigrafato il proprio volto, come il riflesso di Narciso nello stagno.
La ceramica tradizionale del bel Paese
A completare il quadro, lo Spazio Dante, al piano terra dell’Istituto, accoglie Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana, mostra collaterale curata da Viola Emaldi e promossa da AiCC, l’associazione che riunisce una sessantina di città italiane produttrici di ceramica, tra le quali Faenza, Albissola e Caltagirone, solo per citare le più note. Il percorso offre uno sguardo stimolante sulle origini della ceramica italiana attraverso brocche, anfore, ciotole, bottiglie e contenitori dalle forme più o meno classiche: sono archetipi, simboli tradizionali dell’identità materiale dei territori del nostro bel Paese, reinterpretati con maestria ed eleganza. Alcuni pezzi sono vere e proprie sculture in ceramica, riconducibili alla categoria ibrida del collectible design: opere uniche destinate al collezionismo.
Federica Lonati
Madrid // fino al 14 novembre 2026
La grande Opera Ceramica
Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA – Calle Mayor, 86
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