A Lucca c’è la mostra perfetta per riscoprire il talento del pittore Emilio Malerba
In occasione del centenario della sua prematura scomparsa, la Fondazione Ragghianti di Lucca dedica una retrospettiva al pittore Emilio Malerba, tra i fondatori del movimento Novecento
La Fondazione Ragghianti di Lucca propone un interessante occasione di riscoperta e approfondimento di uno dei sette pittori del movimento Novecento, Emilio Malerba (Milano, 1878 – 1926), scomparso a neppure cinquant’anni, cento anni fa. La rassegna, curata da Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione e dalla storica dell’arte Elena Pontiggia, che sull’artista ha realizzato la più importante monografia, in collaborazione con l’Archivio Malerba di Monza, si snoda lungo il percorso di questo interessante artista, la cui ultima personale si è tenuta tra l’aprile maggio del 1931 presso la Galleria del Milione. La mostra lucchese oltre a numerose opere propone anche documenti e manifesti originali risalenti alla Belle Époque.

La mostra su Emilio Malerba a Lucca
La retrospettiva chiude con alcune opere dei suoi compagni dell’avventura Novecentesca. Le opere centrali e più significative del catalogo dell’artista sono quelle che vanno dall’anticipazioni novecentesche del 1916 sino a quelle finali del 1925.
“Le sue opere hanno un accento delicatamente intimista che è capace di cogliere, attraverso minimi particolari, la psicologia, i sentimenti, i trasalimenti dell’uomo. Anzi della donna, che è la principale – se non unica –protagonista dei suoi quadri”, scrive Pontiggia. La sua è una quotidianità intima, talvolta segreta, che il pittore scopre e propone sulla tela.
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Malerba e la naturalezza del movimento Novecento
Compagno di studi e coetaneo del vercellese Ambrogio Alciati che ha dato vita a una pittura anedottica e narrativa, Malerba fa esattamente il contrario, divenendo in tal senso un unicum. “Le sue opere non giungono mai a narrare una vicenda, ma suggeriscono le sensazioni e, per così dire, i battiti del cuore delle sue figure attraverso pochi tratti di un volto, un gesto momentaneo un’occhiata”. La sua pittura contiene in toto la naturalezza che ha caratterizzato Novecento. Una naturalezza che aveva perfettamente metabolizzato la cultura dei maestri: Malerba era, infatti, un artista colto, conoscitore di Masaccio, di Piero della Francesca, di certo Michelangelo, ma anche della poesia dei francesi Verlaine, Mallarmé, Rimbaud e Cocteau.
Malerba tra pubblicità e Realismo Magico
Sino al 1916 l’artista si è distinto soprattutto per la realizzazione dei cartelloni pubblicitari tra i quali quelli per l’Amaro Ramazzotti di Milano e per i Grandi Magazzini Italiani E. & A. Mele & C. di Napoli, in cui sono figure femminili. Nel 1922 Malerba espone alla XIII Biennale di Venezia alcuni dipinti, fra i quali Le maschere, un’opera raffinata qui in mostra, che, come altre dello stesso periodo, ha fatto avvicinare la sua ricerca al Realismo Magico.
Angela Madesani
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