Carabinieri recuperano nell’Astigiano ritratto che si credeva perduto. È un Tiziano

Il ritratto, che raffigura un gentiluomo con la barba rossa e un berretto nero, ha un valore di 3 milioni di euro. Ritrovato nel 2020, viene restituito allo Stato attraverso una cerimonia ufficiale. Restano ancora ignoti i responsabili della sua sparizione

Il Tiziano ritrovato
Il Tiziano ritrovato

Un gentiluomo dalla barba rossa e lo sguardo rivolto verso l’esterno, ritratto di tre quarti, con indosso un berretto nero: è il dipinto del maestro della pittura cinquecentesca veneta Tiziano Vecellio, ritrovato nell’Astigiano nel 2020 dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino. Una preziosa opera del valore di circa 3 milioni di euro che si pensava scomparsa per sempre e che tornerà invece a disposizione dello Stato italiano. Viene infatti restituita attraverso una cerimonia ufficiale prevista nel pomeriggio del 19 maggio 2022 a Palazzo Chiablese, nel centro storico di Torino alla presenza di Roberto Riccardi, comandante del Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale e dell’architetto Luisa Papotti, Soprintendente per la Città Metropolitana di Torino: un momento per fornire maggiori dettagli sull’operazione di salvataggio del quadro.

LA STORIA DEL TIZIANO RITROVATO NELL’ASTIGIANO

Cosa si cela dietro la scomparsa di questo importante dipinto? De Il gentiluomo col cappello di Tiziano si erano perse le tracce dai primi anni Duemila, quando l’opera era stata esportata illegalmente in Svizzera. Tuttavia, i responsabili non sono mai stati rintracciati. Le indagini si erano concentrate su due cittadini svizzeri, indagati per ricettazione e violazione del codice sulla tutela dei beni artistici: uno dei due aveva spiegato di avere acquistato dall’altro il quadro, ritrovato due anni fa dai carabinieri a seguito di un’ispezione in un laboratorio di restauro nell’Astigiano. La versione, però, non ha convinto gli inquirenti. Purtroppo, sulla vicenda che ha portato alla sparizione dell’opera di Tiziano, difficilmente si farà chiarezza: i reati di cui erano stati accusati in due svizzeri, infatti, sono già caduti in prescrizione.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.