Monet, Barocco, Tina Modotti e Guido Rossa. Programma di Palazzo Ducale a Genova per il 2022

L’istituzione genovese apre il nuovo anno con la fotografia contemporanea, il barocco e l’impressionismo del pittore delle ninfee.

Si apre un nuovo anno di grandi mostre a Palazzo Ducale a Genova, che per i primi quattro mesi del 2022 mette in campo grandi nomi moderni e contemporanei. C’è la fotografia di Guido Rossa, ben più noto per il suo impegno politico e la vita in fabbrica, e quella messicana di Tina Modotti, il barocco sei-settecentesco – uno dei momenti di maggiore fulgore artistico della città – e il Monet del meno noto Musée Marmottan di Parigi. Ecco la programmazione di mostre di Palazzo Ducale a Genova in dettaglio.

-Giulia Giaume

1. LE FOTOGRAFIE DI GUIDO ROSSA

Dal 14 gennaio al 20 febbraio 2022, Palazzo Ducale presenta il Guido Rossa fotografo (Cesiomaggiore, 1934 – Genova, 1979). La mostra La Fotografia di Guido Rossa. Anche in una piccola cosa, curata da Gabriele D’Autilia e da Sergio Luzzatto, porta alla luce un lato meno noto dell’attivista, alpinista e operaio dell’Italsider vissuto e morto a Genova (assassinato dalle BR, come riportato nel film Guido che sfidò le Brigate Rosse) grazie a 70 scatti d’archivio procurati dalla figlia Sabina. Il suo interesse per la fotografia – nato con la documentazione della spedizione del Cai sull’Himalaya negli anni Sessanta e in un successivo reportage sull’India e il Nepal – è sempre caratterizzato da un interesse per l’umano. Nella prima sezione della mostra, le foto sono accompagnate dai suoi taccuini, con particolari note sulla povertà e l’ingiustizia patita delle popolazioni da lui incontrate, e da frammenti di viaggio registrati su un magnetofono. Le fotografie della seconda sezione, scattate tra la metà degli anni Sessanta e dei Settanta, includono invece dettagli naturali, oggetti del lavoro, i panorami e gli scorci di mare della città di Genova e alcuni momenti di impegno politico e sindacale. A corredo della mostra viene presentato anche il film d’avanguardia girato alla Italsider di Cornigliano e alla Fiat di Torino L’uomo, il fuoco, il ferro di Kurt Blum ed Eugenio Carmi, premiato alla Biennale del 1960.

2. I CAPOLAVORI DI MONET

Claude Monet, Nymphéas, vers 1916-1919, Huile sur toile, 130 x 152 cm, Paris, musée Marmottan Monet, legs Michel Monet, 1966 © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris

I capolavori di Claude Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926) in viaggio da Parigi – a lungo rimasti a Palazzo Reale, a Milano – toccano anche Genova. Dall’11 febbraio al 22 maggio trovano spazio a Palazzo Ducale 50 opere impressioniste del maestro dal Musée Marmottan Monet: attraverso le opere a cui l’artista teneva di più, quelle che l’artista ha conservato gelosamente nella sua casa di Giverny fino alla morte, si osserva tutta la sua parabola artistica. Promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet, la mostra è curata da Marianne Mathieu, studiosa di Monet e direttrice scientifica dell’istituzione parigina. L’allestimento delle opere nelle sale del Munizioniere si promette come suggestivo e inedito, il luogo adatto per trasmettere l’intimità delle opere di Monet e il suo amore per la natura, dalle Ninfee agli Iris, passando per Le rose e Il ponte giapponese nelle sue diverse versioni.

3. IL BAROCCO, APICE DELLO SPLENDORE GENOVESE

Pala di Bernardo Strozzi con la “Santissima Incarnazione” nell’ex chiesa di S. Sabina a Genova © Linda Kaiser

SUPERbaROCCO. La forma della meraviglia. Capolavori a Genova tra 1600 e 1750 celebra dal 27 marzo al 10 luglio 2022 uno dei periodi di maggiore splendore della città di Genova, l’apice della sua potenza ed espressione artistica. Organizzata in sinergia con la mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma e curata da Pietro Boccardo, Jonathan Bober e Franco Boggero, l’esposizione espone una selezione di opere di Rubens, Van Dyck, Puget e brillanti talenti locali come Bernardo Strozzi, Valerio Castello, Gregorio De Ferrar per seguire le tappe di un percorso storico-artistico. Ci sono dipinti di grande formato, come pale d’altare e “quadri da stanza” di soggetto sacro o profano, qualche inedito e diverse opere mai presentate a Genova. Insieme ai dipinti sono presentate sculture in marmo e in legno degli atelier genovesi, mentre ad alcuni pittori e scultori qui presenti è dedicata una serie di iniziative in tutta la città, unite sotto il titolo I Protagonisti.

4. IL MESSICO DI TINA MODOTTI

Tina Modotti, Le donne di Tehuantepec portano frutta e fiori sulla testa, dentro zucche dipinte chiamate jicapexle, 1929 © Tina Modotti

La mostra Tina Modotti. Donne, Messico, Libertà, prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE (come già al Mudec di Milano) e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e presentata dal prossimo 26 marzo, porta all’attenzione del pubblico un centinaio di fotografie, stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta realizzate a partire dai negativi di Tina Modotti, riscoperti dal fotografo Riccardo Toffoletti, insieme a lettere e documenti conservati dalla sorella Jolanda e video. L’esposizione curata da Biba Giacchetti mostra l’opera della fotografa, attivista e attrice italiana, la cui arte fotografica è indissolubilmente legata al suo impegno sociale e alla sua fede comunista. Considerata una delle più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo, mostra in questi scatti realizzati in Messico, dove si trasferì, la sua militanza politica, umana e politico-sociale, così come il suo spirito libero e anticonformista.

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.