La mostra su Antonietta Raphaël alla Galleria Nazionale di Roma

Ha inaugurato alla Galleria Nazionale di Roma una mostra dedicata a una delle grandi personalità della Scuola romana. Ecco le fotografie sulla mostra di Antonietta Raphaël.

Antonietta Raphael ph Giorgia Basili
Antonietta Raphael ph Giorgia Basili

Se In attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll questa superficie rappresenta una soglia da varcare e uno strumento per accedere all’intimità e alle dimensioni onirico-immaginifiche della mente, nella retrospettiva della Galleria Nazionale dedicata alla rappresentante di spicco della Scuola romana Antonietta Raphaël. Attraverso lo specchio, assume lo stesso significato di autoriflessione, meraviglia, sgomento.

ANTONIETTA RAPHAËL A ROMA

La mostra, a cura di Giorgia Calò e Alessandra Troncone, con la supervisione scientifica di Giulia Mafai e la collaborazione di Ariel Mafai Giorgi, raduna insieme un corpus di opere surreali. L’artista di origini lituane (Kaunas 1895 – Roma 1975), moglie di Mario Mafai, ci trasporta con le sue pennellate vivide, la superficie ruvida e cesellata dei suoi dipinti, il suo tratto naïve nello stile di Rousseau il Doganiere, gli accostamenti fauve, la plasticità della materia scultorea così tormentata, dettagliata, irresistibile e tattile. L’esposizione coglie differenti filoni tematici dell’opera dell’artista come l’autoritratto, i concetti-chiave di femminilità e maternità, l’analisi delle sue origini ebraiche e l’entourage, cioè i rapporti con alcune figure cruciali per il momento storico-artistico: Giacomo Manzù, Renato Guttuso, Katy Castellucci, Helenita Olivares. Tramite l’arte ci si approccia ad una vita che “ha profuso per plasmare la materia, dura come quella della pietra e del palissandro o tenera come l’argilla o la pasta di colore sulla tela” dice Cristiana Collu, Direttrice della Galleria Nazionale. Ecco tutte le fotografie della mostra.

– Giorgia Basili

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.