La Primavera nell’arte: 7 opere per celebrare la stagione della rinascita

Non solo Van Gogh e impressionisti: la primavera ha ispirato artisti di tutte le epoche e continua a influire nei lavori della contemporaneità. Ecco una selezione di opere, tra Balla, Koons, LaChapelle, Petrit Halilaj, Alvaro Urbano e altri.

L’uscita dalle temperature più rigide, l’entrata della bella stagione, del rifiorire della natura: da sempre la Primavera porta con sé un senso di benessere e riconciliazione con il mondo esterno che la rende la stagione più attesa ogni anno dai più. Non fanno eccezione gli artisti, che fin dai tempi antichi si sono ispirati alla sua simbologia di rinascita e prosperità dedicando a questi temi i propri capolavori. Ecco di seguito una selezione di opere disposte in ordine cronologico: dalla classicità e grazia dell’intramontabile Primavera di Botticelli alle rappresentazioni osé e artefatte dei contemporanei Koons e LaChapelle.

-Giulia Ronchi

1. SANDRO BOTTICELLI, LA PRIMAVERA

Sandro Botticelli, Allegoria della primavera, Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi, Inv. 1890 n. 8360

È la perla delle Gallerie degli Uffizi di Firenze: La Primavera di Sandro Botticelli è una delle rappresentazioni più conosciute della storia dell’arte di questa stagione. Realizzata nel 1480 circa, mostra nove figure della mitologia classica che incedono su un prato fiorito, davanti a un bosco di aranci e alloro. Una scena idilliaca che celebra l’amore, la pace, la prosperità. Nella composizione figurano Zefiro, che abbraccia e feconda la ninfa Clori, la dea dell’amore e della bellezza Venere, Cupido bendato che scocca il suo dardo d’amore, il messaggero degli dei Mercurio e le tre Grazie. Descritta ne Le Vite del Vasari nel 1550, l’opera colpisce particolarmente per la perizia della sua realizzazione e la ricchezza dei dettagli con cui è rappresentata la flora circostante: in tutto, sono state riconosciute ben 138 specie di piante diverse, accuratamente descritte dall’artista che si servì, forse, di erbari.

2. GIUSEPPE ARCIMBOLDO, LA PRIMAVERA

Giuseppe Arcimboldo, Quattro stagioni

Questa tela fa parte della composizione Quattro stagioni (1563), realizzata dal pittore italiano Giuseppe Arcimboldo per l’imperatore Massimiliano II d’Asburgo quando lavorava alla corte di Vienna come ritrattista ufficiale. L’opera rappresenta uno degli esempi più spettacolari di “nature morte antropomorfizzate”, cifra stilistica per eccellenza di questo artista. La primavera, in particolare, è rappresentata come una figura giovane e graziosa, composta da una grande varietà di fiori: la pelle del viso e le labbra sono petali di rosa, boccioli e corolle, i capelli sono un bouquet variopinto e rigoglioso, gli occhi sono bacche di belladonna. Una collana di margherite ne orna il collo, mentre il corpo è coperto da una vasta selva di foglie verdeggianti. Il Louvre di Parigi conserva oggi le copie di queste tele realizzate dallo stesso Arcimboldo dieci anni più tardi. Degli originali delle Quattro stagioni rimangono oggi soltanto L’Inverno e L’Estate, custoditi al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

3. VINCENT VAN GOGH, RAMO DI MANDORLO IN FIORE

Vincent Van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore, Google Art Project

Ramo di mandorlo in fiore o Ramo di mandorlo fiorito è stato realizzato da Vincent van Gogh nel 1890 come dono per la nascita del nipotino Vincent Willem, figlio del fratello Theo e della moglie Johanna. Il pittore sceglie di raffigurare il ramo di un mandorlo in procinto di sbocciare che si staglia su un cielo azzurro, ispirandosi con tutta probabilità allo stile delle stampe giapponesi. L’albero è colto nel momento che tradizionalmente preannuncia l’avvento della primavera ed è concepito come simbolo di rinascita, speranza e buon auspicio per l’arrivo del nascituro. Il quadro oggi è esposto al Van Gogh Museum di Amsterdam nella sezione 1889-90 Saint Rémy.

4. GIACOMO BALLA, ESPANSIONE DI PRIMAVERA

Giacomo Balla, Espansione di Primavera

La Primavera di Giacomo Balla fa parte di una serie dedicata al tema delle stagioni realizzata presso la residenza di campagna del conte Caetano Lovatelli e fu realizzato nel 1918, nel pieno della Grande Guerra. Il dipinto rappresenta una scena di campagna attraverso forme semplificate e dinamiche, con la prevalenza del verde e dell’azzurro. Sono gli anni che vedono l’artista come protagonista indiscusso del Futurismo, tanto da firmarsi come FuturBalla. I suoi studi sul movimento nella rappresentazione pittorica tornano anche nella descrizione di questo paesaggio naturale: il prato, gli alberi e le colline sono descritti attraverso linee che si fanno via via più essenziali, fino a sfiorare l’astrazione.

5. JEFF KOONS E CICCIOLINA, MADE IN HAVEN

Jeff Koons, Made in Heaven

Fiori e farfalle non mancano nell’immaginario del super quotato Jeff Koons. Nella serie Made in Heaven (realizzata tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta), però, assumono una connotazione kitsch e ridondante, facendo da cornice a scene dai colori squillanti, a una pornografia plastificata ed edulcorata, in un trionfo di lingerie, seduzione e joie de vivre, in chiave pop-mediatica. Un effetto pienamente in linea con l’amore artificioso tra l’artista e sua moglie (all’epoca), la pornostar Ilona Staller, in arte Cicciolina, soggetto dell’intera serie. Le opere pittoriche e scultoree della serie suscitarono scandalo fin dalle prime esposizioni al pubblico, e fecero per lungo tempo parlare di sé.

6. DAVID LACHAPELLE, CALENDARIO LAVAZZA

I temi legati alla primavera non smettono di influenzare gli artisti anche nella contemporaneità. Un caso emblematico è Earth CelebraAction, ilCalendario Lavazza realizzato da David LaChapelle nel 2020 e incentrato sul green e sulla sostenibilità. Ambientato alle Hawaii, dove l’artista si è trasferito negli ultimi anni, il Calendario è un inno alla vita, declinato in un racconto simbolico, dove gli elementi primari del fuoco, dell’acqua, della terra e dell’aria si combinano alla presenza dell’Uomo, inserito in scenari naturali emozionanti. Un’immersione totale nella natura, sempre declinata nello stile patinato e surreale di LaChapelle. La primavera, in questo senso, è una sotto trama presente in qualsiasi mese dell’anno, non solo in quelli di marzo, aprile e maggio. Basti vedere il mese di dicembre – con la parola chiave #change – in cui una ninfa svestita appare ricoperta di farfalle blu.

7. PETRIT HALILAJ E ALVARO URBANO, FUORI

Petrit Halilaj e Alvaro Urbano. Installation view at Quadriennale d’arte 2020 FUORI. Courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma. Photo DSL Studio

Riproduzioni in scala gigante di fiori di diverse specie ornavano il Palazzo delle Esposizioni di Roma in occasione della Quadriennale 2020, Fuori. Si tratta dell’opera di Petrit Halilaj e Alvaro Urbano, che simboleggia momenti o luoghi dell’amore dei due artisti, coppia nella vita; un bouquet ideale pensato per il loro matrimonio che avrebbe dovuto tenersi in Spagna, ma rimandato a causa della pandemia. Partendo dalla narrazione di una storia privata, i fiori diventano metafora di uguaglianza, di libertà e di rispetto di ogni forma di identità: da quella individuale – essendo Halilaj naturalizzato italiano ma di origine kosovara, un Paese che non riconosce le unioni gay – a quella politica – Urbano è infatti di origine spagnola, un Paese che non riconosce l’indipendenza del Kosovo.

Dati correlati
AutoriSandro Botticelli, Vincent Van Gogh, Jeff Koons, Giacomo Balla, Petrit Halilaj, David LaChapelle
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.