Resta a Madrid la collezione Thyssen-Bornemisza. Accordo raggiunto tra stato e collezionisti

Musei del mondo: Accordo raggiunto fra lo Stato spagnolo e la baronessa Thyssen per l’affitto della sua collezione privata.

Museo Thyssen Bornemisza_Salas Colección Permanente
Museo Thyssen Bornemisza_Salas Colección Permanente

Ci sono voluti dieci anni per risolvere la spinosa questione del deposito della collezione privata di Carmen Cervera, vedova del barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza, nell’omonimo museo di Madrid. Sembrava infatti un accordo impossibile, per via degli interminabili negoziati intercorsi, senza esito, fra i ministri di Cultura di turno e la baronessa, e spesso gravati anche dal sottile ricatto della facoltosa signora di alienare o trasferire all’estero alcuni dei capolavori più noti. Come avvenuto nel 2012, con la vendita all’asta di uno splendido paesaggio di Constable (“L’esclusa”).

Museo Thyssen Bornemisza Jardín
Museo Thyssen Bornemisza Jardín

IL MATA MUA DI GAUGUIN TORNA A MADRID

L’accordo firmato in questi giorni dall’attuale ministro di Cultura e Sport José Manuel Rodríguez Uribes si dice fosse stato abbozzato dal suo predecessore, Josè Guirao, già direttore del Museo Reina Sofia e personalità molto stimata in ambito artistico e culturale. Sembra però che durante il lockdown primaverile, approfittando della chiusura totale del museo, la baronessa abbia esportato altre quattro opere, per mettere ulteriore pressione sul governo. Nell’accordo stipulato è previsto per fortuna anche il rientro a Madrid del celebre Mata Mua: due anni fa, infatti, la tela di Paul Gauguin fu prelevata “alla chetichella” dal Thyssen e portata fuori Madrid, munita di regolare licenza di esportazione. La notizia creò non poco strepito nella stampa nazionale e indignazione nell’opinione pubblica.

Museo Thyssen Bornemisza_Hall Central
Museo Thyssen Bornemisza_Hall Central

QUINDICI ANNI D’AFFITTO PER 6 MILIONI E MEZZO DI EURO L’ANNO

D’ora in poi, dunque, e perlomeno per i prossimi quindici anni, circa quattrocento capolavori di proprietà di Tita Cervera – come chiamano qui familiarmente la signora Thyssen, personaggio da rotocalchi – resteranno esposti nel museo che porta il nome della celebre famiglia di industriali tedeschi, ma che già dal 1993 (un anno dopo la sua apertura) è stato acquisito dal Regno di Spagna. In cambio, il governo spagnolo pagherà alla baronessa una considerevole quota d’affitto di 6milioni e 500mila euro all’anno, cifra parametrata sul valore dell’intera collezione, che si aggira intorno ai 1.040.000 milioni di euro. Fra tre lustri, poi, la Spagna avrà comunque il diritto di prelazione sull’eventuale vendita della collezione, scontando ovviamente la cifra finora pagata a titolo di prestito provvisorio.

Museo Thyssen Bornemisza_Salas Colección Permanente Carmen Thyssen
Museo Thyssen Bornemisza_Salas Colección Permanente Carmen Thyssen

CAPOLAVORI DEL XIX E XX SECOLO UNICI IN SPAGNA

Per chi non lo sapesse, una selezione delle opere appartenenti alla Collezione Carmen Thyssen-Bornemisza dal 2004 è esposta nell’edificio annesso al Palazzo di Villahermosa, acquistato e ristrutturato a questo scopo dal governo spagnolo. Nel 2002 la baronessa stipulò infatti un accordo di prestito gratuito della sua collezione per dieci anni, accordo prorogato fino ad oggi non senza polemiche e pressioni da entrambe le parti. La visita alla collezione della baronessa è in realtà contigua, ma ben distinta dal percorso generale del museo, attraverso le sale dedicate all’arte medievale, moderna e contemporanea che i baroni Heinrich e Hans-Heirinch Thyssen-Bornemisza raccolsero nella seconda metà del Novecento. Si tratta prevalentemente di opere pittoriche e plastiche del XIX e XX secolo, di procedenza spagnola, nordamericana ed europea. Ci sono capolavori dell’Impressionismo francese, del post-Impressionismo e dell’Espressionismo tedesco che da soli rendono la collezione unica in Spagna e particolarmente importante, proprio perché presenta artisti e generi quasi inesistenti nel panorama espositivo spagnolo. Matisse e Monet, Gauguin e Van Gogh, Renoir, Pissarro, Rodin, Juan Gris, Kandinskij, Miró, Braque e Picasso, ma anche Bruguel il Vecchio, Canaletto, Fragonard e Sargent sono solo alcuni degli autori di pezzi di inestimabile valore che la giovane moglie cominciò a collezionare al fianco del ben più maturo barone Thyssen. Il Ministero della Cultura spagnolo si occuperà come sempre di mantenere e di assicurare la corretta gestione di tali capolavori, ma in virtù del recente accordo ha offerto alla baronessa anche la collaborazione nell’allestimento definitivo del suo museo di pittura a San Feliu de Guixols, sulla costa catalana, dove si dice sia già confluito circa un terzo delle opere di sua proprietà. Una maniera per evitare che questi, ed altri capolavori, “volino” improvvisamente fuori di Spagna.

– Federica Lonati

www.museothyssen.org

ACQUISTA QUI il libro di Gauguin

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.