Il Museo del Prado a Madrid durante la pandemia. Un luogo sicuro in cui scoprire El Greco e Bosch

Mentre in Italia si attende il Dpcm con le nuove misure restrittive che prevedono anche la chiusura dei musei, il Museo del Prado di Madrid – nonostante l’assenza di turisti in città – rimane aperto e offre ai madrileni l’opportunità di riscoprire i propri tesori e trovare conforto, in questo difficile momento storico, nella cultura. Lo abbiamo visitato per voi

Bosch, Il Giardino delle Delizie,Grisalla, Óleo sobre tabla de madera de roble 1490 – 1500 Madrid, Museo Nacional del Prado
Bosch, Il Giardino delle Delizie,Grisalla, Óleo sobre tabla de madera de roble 1490 – 1500 Madrid, Museo Nacional del Prado

Dispiace doverlo constatare, ma nell’era della pandemia il Museo del Prado a Madrid, con le sale semivuote e niente code ai botteghini, è un luogo meraviglioso dove trascorrere qualche ora immersi nella bellezza, lontano dalle notizie angoscianti di quest’autunno. Un piacere, purtroppo, riservato ai pochi madrileni che si concedono il lusso di una pausa culturale in settimana o che non rinunciano mai all’arte nel weekend. Malgrado l’assenza totale di turisti, la direzione sta facendo notevoli sforzi, economici e organizzativi, per rendere sempre più attraente, moderna e sicura la visita a uno dei musei più celebri al mondo, nella ferma convinzione del valore confortante della cultura in tempo di crisi.

El Greco, en Illescas © Museo Nacional del Prado.
El Greco, en Illescas © Museo Nacional del Prado.

MUSEO DEL PRADO: CINQUE EL GRECO SCONOSCIUTI

Il montaggio Reencuentro con il quale il Prado ha riaperto i battenti il 6 giugno scorso, pur essendo ridotto per numero di sale accessibili e opere alla vista, è già di per sé un buon motivo per visitare la collezione permanente. Si aggiungono ora due altre novità interessanti.  La prima è l’esposizione temporanea (fino al 28 febbraio) di cinque capolavori de El Greco provenienti da Illescas, un comune a metà strada tra Madrid e Toledo. Nella sala 9B – laterale alla galleria centrale, al primo piano – che ospita le grandi tele dipinte per il Monastero dell’Encarnación di Madrid, è esposto ora anche uno straordinario gruppo sacro che appartiene alla medesima fase creativa del Greco, l’ultima e più sconcertante agli occhi dei suoi contemporanei. Si tratta di cinque tele, di grande qualità e in ottimo stato di conservazione, dipinte tra il 1600 e il 1603 per l’Ospedale della Carità di Llescas, destinate alla cappella maggiore dell’omonimo santuario, chiuso ora per restauri. Due sono pale d’altare, comprese di supporto ligneo che il Prado ha restaurato per l’occasione: un bellissimo ritratto di San Ildefonso (il santo vescovo di Toledo), di raffinato cromatismo, e la Vergine della carità, per la quale El Greco recupera l’iconografia medievale della Vergine come protettrice dei fedeli, gentiluomini dell’epoca che si assiepano sotto il suo manto (tra questi anche il figlio del pittore, Jorge Manuel, che partecipò alla commissione per Illescas). Ma sono le tre tele dall’inconsueto formato circolare a stupire di più per la modernità del tratto e l’originalità della composizione: un’Annunciazione dalle figure fluttuanti; una Natività intima, immersa in una luce potente; e infine l’Incoronazione della Vergine, contenuta in una cornice ovale con effetti pittorici adatti alla visione dal basso, al centro della cupola. L’occasione è davvero unica di ammirare questi capolavori del Greco poco noti, in un raffronto sorprendente con i ritratti e le grandi scene sacre che vi si specchiano nella stessa sala.

Sala 56A nuova installazione Foto © Museo Nacional del Prado
Sala 56A nuova installazione Foto © Museo Nacional del Prado

BOSCH, UN INCONTRO INTIMO E RAVVICINATO

Come in ogni grande museo, anche al Prado ci sono sale affollate in ogni epoca dell’anno, dove il distanziamento sociale è una chimera. Nella classifica delle preferenze del pubblico, dopo l’iconica sala 12 con Las Meninas, viene la sala 56A, quella del Giardino delle Delizie, capolavoro che da solo vale il biglietto.  Vi sono infatti esposti ben sei dipinti firmati da Hieronymus Bosch (per gli spagnoli El Bosco), uno degli artisti più affascinanti ed enigmatici di tutto il Rinascimento, fiammingo di origini ma la cui fama è strettamente legata alla Spagna e al Prado perché fu tra gli artisti prediletti di Filippo II. Approfittando dei mesi di scarsa affluenza di pubblico e di chiusura di molte sale della collezione permanente, il Prado sta migliorando le installazioni museografiche e ottimizzando gli spazi espositivi. La sala del Bosco (chiusa appunto dal marzo scorso) è stata riaperta e trasformata così nella Bosch Gallery, ossia in uno spazio pensato per godere al massimo della visione ravvicinata con i capolavori del pittore fiammingo del Cinquecento. I tre celebri trittici di Bosch – Il Giardino delle Delizie, il Carro di fieno e l’Adorazione dei Magi – non solo risaltano sullo sfondo verde salvia della parete fresca di tinteggiatura; grazie anche a una nuova illuminazione, impercettibile ma impeccabile, possono essere ammirati con chiarezza da ogni punto di vista, anche sul retro delle ante aperte a libro.

El Greco, Incoronazione della Vergine, Santuario de Illescas Fundación Hospital Nuestra Señora de la Caridad – Memoria Benéfica de Vega (FUNCAVE)
El Greco, Incoronazione della Vergine, Santuario de Illescas Fundación Hospital Nuestra Señora de la Caridad – Memoria Benéfica de Vega (FUNCAVE)

SUPPORTI ANTI- EMERGENZA PER LE OPERE DEL MUSEO DEL PRADO

I tre celebri capolavori di Bosch sono stati inoltre collocati su altrettanti supporti metallici, affatto ingombranti, che permettono senza rischi un notevole avvicinamento del visitatore alle tavole, per osservarne i tantissimi e fantasiosi dettagli iconografici. Sotto l’apparente semplicità del design si cela però una tecnologia avanzata che permette di muovere le opere senza provocare scosse e di proteggerle in caso di emergenza. Nel cassone interno di ogni supporto è contenuta anche una coperta ignifuga a quattro strati che può essere collocata con brevità per proteggere i dipinti dalla polvere provocata da un crollo o dalle fiamme di un incendio. Si tratta di una novità assoluta in ambito museale, che rende il Prado pioniere nel campo della conservazione e protezione del suo patrimonio.

El Greco, San Ildefonso Fundación Hospital Nuestra Señora de la Caridad – Memoria Benéfica de Vega (FUNCAVE)
El Greco, San Ildefonso
Fundación Hospital Nuestra Señora de la Caridad –
Memoria Benéfica de Vega (FUNCAVE)

MUSEO DEL PRADO: TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA CULTURA

Grazie al patrocinio di Samsung, partner tecnologico del Museo del Prado, nella sala di Bosch è inoltre presente anche uno schermo che trasmette la successione animata di una settantina di sorprendenti dettagli pittorici dei tre trittici, alcuni ingranditi fino a 12 volte rispetto all’originale. Porta infine la firma di Samsung anche il recente lancio della prima Guida ufficiale del Prado per smartphones Androids e iOS. L’app si aggiunge all’edizione cartacea che finora ha venduto più di 600mila copie, ed è aggiornata al 2020, con il commento a oltre 400 opere e approfondimenti artistici e storiografici sia per un pubblico di semplici appassionati d’arte che per esperti del settore.

– Federica Lonati

www.museodelprado.es

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.