Tiziano e Caravaggio in Peterzano: all’Accademia Carrara di Bergamo la riscoperta di un maestro

Ha influenzato la scuola lombarda rinascimentale con un luminismo e una vivacità di colore inediti. Il maestro di Caravaggio, ancora poco conosciuto dal grande pubblico, viene celebrato in una grande mostra a Bergamo. Con lui anche Tiziano, Veronese, Tintoretto, Bordon e altri.

Simone Peterzano , Venere e Cupido con due satiri nel paesaggio 1570 1573, olio su tela Milano, Pinacoteca di Brera
Simone Peterzano , Venere e Cupido con due satiri nel paesaggio 1570 1573, olio su tela Milano, Pinacoteca di Brera

Un fedele allievo di Tiziano e anche primo maestro di Caravaggio. Simone Peterzano (1535 circa – 1599) è un personaggio chiave che fa da ponte a due grandi figure della pittura rinascimentale, eppure resta ancora poco conosciuto dal grande pubblico. Così l’Accademia Carrara di Bergamo ha deciso di dedicargli una grande mostra – dal 6 febbraio al 17 maggio 2020 – che ricostruisce non solo la sua vicenda artistica, ma anche le influenze e le contaminazioni stilistiche che è stato capace di creare tra la scuola pittorica lagunare e quella lombarda. A cura di Simone Facchinetti, Francesco Frangi, Paolo Plebani e M. Cristina Rodeschini, la mostra si snoda in un percorso di 64 opere di cui 18 di Peterzano, oltre a una collezione di disegni importantissima per le ricerche degli studiosi; molte, provenienti da prestiti d’eccezione nazionali e internazionali. Assieme a Peterzano, ci sono le opere del maestro Tiziano, gli esempi della pittura veneta con Veronese, Tintoretto, Parrasio, Micheli, Bernardino Licinio e Paris Bordon, i dipinti dell’allievo Caravaggio e anche la pittura lombarda con Antonio Campi, Giovan Ambrogio Figino e Giovanni da Monte. Presenti anche affascinanti testimonianze, come l’edizione veneziana del 1568 dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e le Rime di Giovan Paolo Lomazzo del 1587, che contribuiscono a immergere il pubblico nella cultura e nelle tendenze dell’epoca.

CHI ERA SIMONE PETERZANO

Nonostante le sue origini bergamasche, Simone Peterzano si forma a Venezia (esposto anche il suo unico autoritratto noto del 1589 che reca la firma “Titiani alumnus”, in riferimento al suo maestro Tiziano), arricchendosi di un approccio al sacro e profano, alla suggestione della luce, alla vivacità dei colori non ancora in auge nella scuola lombarda. Proprio queste novità diventano il suo punto di forza quando si installa a Milano, aprendo la propria bottega: grazie alla sua capacità di raccontare il dettaglio in modo coinvolgente e alla sua tavolozza coloristica smaltata e brillante, si guadagna il favore di importanti committenti, primo tra tutti Carlo Borromeo. È riconducibile al 1584, invece, l’ingresso in bottega del giovanissimo Caravaggio (non ancora tredicenne), assunto in cambio di vitto e alloggio con un contratto di apprendistato di quattro anni; periodo nodale che farà da punto di partenza per la capacità naturalistica e luministica del Merisi. In mostra due sue importanti opere: Autoritratto in veste di Bacco, giunto dalla Galleria Borghese di Roma e Concerto, dal Metropolitan Museum of Art di New York.

LA MOSTRA DI PETERZANO A BERGAMO

Per la promozione di Tiziano e Caravaggio in Peterzano, sono state adottate alcune iniziative volte ad avvicinare un pubblico di curiosi in modo alternativo rispetto alla tradizionale visita museale. A partire dal Roadshow, un tour di presentazione della mostra diviso in nove tappe che si snoderà diverse città italiane. Importante è anche la collaborazione con la Pinacoteca di Brera – Peterzano sotto l’albero – la quale a partire dal 19 dicembre 2019 ha accolto nella sala XV Angelica e Medoro del maestro bergamasco (proveniente da Parigi), accostandola alla sua opera Venere e Cupido con due satiri in un paesaggio, arrivata nel museo nel 1998 e da sempre annoverata come uno dei principali capolavori braidensi. “Con la mostra Tiziano e Caravaggio in Peterzano Accademia Carrara continua nel suo percorso di crescita, consapevole del tratto identitario che distingue la propria storia di museo nato dalla volontà di un collezionismo esigente, proprio perché colto e informato, profondamente radicato nella vita culturale della città di Bergamo e dell’Italia”, commenta il presidente di Fondazione Accademia Carrara Giorgio Gori. “Questo progetto non scontato, capace di aggiungere conoscenza da mettere nella disponibilità di tutti, si iscrive nel solco di questo saldo e affascinante percorso culturale”.

        Giulia Ronchi

TIZIANO e CARAVAGGIO in PETERZANO
Dal 6 febbraio al 17 maggio 2020
Accademia Carrara, Bergamo
https://www.lacarrara.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.