Collezione Thannhauser. Un pezzo di Guggenheim a Milano

Palazzo Reale, Milano – fino al 9 febbraio 2019. Da Braque a Gauguin, da Matisse a Picasso: giungono a Milano quarantanove opere, parte del lascito del grande gallerista al museo newyorkese. Per un percorso dall’Impressionismo alle Avanguardie ricco di capolavori.

Pablo Picasso, Le homard et le chat, Mougins, 11 gennaio 1965. Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Thannhauser Collection, Lascito Hilde Thannhauser © Succession Picasso, by SIAE 2019
Pablo Picasso, Le homard et le chat, Mougins, 11 gennaio 1965. Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Thannhauser Collection, Lascito Hilde Thannhauser © Succession Picasso, by SIAE 2019

Dalla Donna con pappagallino di Renoir del 1871 all’Aragosta e il gatto di Picasso del 1965: quasi cent’anni separano l’opera più antica da quella più recente nella mostra sulla collezione Thannhauser a Palazzo Reale. Un secolo in cui in arte tutto è cambiato, ontologicamente ancor più che stilisticamente. La mostra inizia proprio dagli albori di tale slittamento, con gli autori che mettono in crisi un concetto di arte consolidato da secoli, e ne ripercorre poi gli sviluppi via via più dirompenti. Justin K. Thannhauser, dalla cui raccolta provengono i lavori, è dunque in questo senso il testimone di un’epoca. Gallerista che raccoglie il lavoro iniziato dal padre e lo fa suo, poi art dealer, la sua storia artistica si incrocia anche con la Storia del Novecento: la galleria Thannhauser chiude nel 1937 in seguito alla persecuzione nazista contro l'”arte degenerata” e il proprietario si trasferisce a Parigi.

GRANDI RIVOLUZIONARI

Nel 1963 avviene il lascito al Guggenheim, che oggi espone la raccolta come parte della collezione permanente. L’unicità della mostra è dunque quella di portare in trasferta a Milano una parte del museo newyorkese e soprattutto di proporre al pubblico capolavori per la prima volta esposti in Europa. L’inizio del percorso riunisce i grandi rivoluzionari di fine Ottocento. L’anticonvenzionale mondanità dei soggetti di Manet è rappresentata dalla Donna con vestito a righe del 1877-80 e Davanti allo specchio del 1876; la gamma di sei opere di Cézanne ripercorre le prime tappe della sua progressiva geometrizzazione del mondo con lavori dal 1873 al 1899; la realista allucinazione di van Gogh si dipana in tre esempi, con il culmine del sulfureo Montagne a Saint-Rémy del 1889.

Édouard Manet, Devant la glace, 1876. Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Thannhauser Collection, Donazione Justin K. Thannhauser © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)
Édouard Manet, Devant la glace, 1876. Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Thannhauser Collection, Donazione Justin K. Thannhauser © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)

DA MARC A PICASSO

In un allestimento (volutamente?) piuttosto spoglio e neutro, che lascia tutta l’attenzione alle opere, il percorso si sviluppa poi cronologicamente, seguendo le successive rivoluzioni. Tra i momenti più forti, la monumentale Mucca Gialla (1911) di Franz Marc, nella quale la tradizionale distinzione tra disegno e colore perde di senso a favore di una dirompente terza via; i Giocatori di football (1908) di Rousseau, che dà un’idea perfetta di cosa significhi uno sguardo estetico assoluto sul mondo, riassumendo in sé il meglio del Simbolismo ormai passato e del Surrealismo a venire; e la celebre Donna con i capelli gialli (1931) di Picasso, tra i massimi risultati della semplificazione cubista della complessità del mondo (che in realtà quella complessità rilancia e moltiplica).
Sempre di Picasso, l’autore più ampiamente rappresentato in mostra, sono presenti altre dodici opere. Vale la pena citare almeno l’incontro perturbante con Fernande con la mantella nera (1905) e la Donna in poltrona del 1922, esempio del peculiare, paradossale ritorno all’ordine picassiano.

Stefano Castelli

Evento correlato
Nome eventoGuggenheim. La collezione Thannhauser da Van Gogh a Picasso
Vernissage16/10/2019 su invito
Duratadal 16/10/2019 al 09/02/2020
AutoriPierre-Auguste Renoir, Pablo Picasso, Edgar Degas, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Paul Cézanne, Claude Monet, Édouard Manet
CuratoreMegan Fontanella
Generearte moderna
Spazio espositivoPALAZZO REALE
IndirizzoPiazza Del Duomo 12 - Milano - Lombardia
EditoreSKIRA
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.