La Smithsonian’s National Portrait Gallery di Washington lancia un podcast. Dedicato alle donne

Il museo statunitense dedica la prima stagione del podcast lanciato lo scorso giugno alle storie delle donne i cui ritratti sono custoditi all’interno dell’istituzione. Affrontando così temi legati all’arte, all’identità e alla storia americana

Smithsonian's National Portrait Gallery
Smithsonian's National Portrait Gallery

Racconta gli Stati Uniti d’America attraverso i ritratti dei personaggi che ne hanno scritto la storia Portraits, la prima stagione del nuovo podcast lanciato dalla Smithsonian’s National Portrait Gallery di Washington. Arte, biografia, storia e identità sono i temi portanti su cui vertono le chiacchierate che il direttore della Galleria, Kim Sajet, intrattiene di volta in volta con ospiti differenti, tra cui artisti, storici e pensatori.

IL NUOVO PODCAST DELLA SMITHSONIAN’S NATIONAL PORTRAIT GALLERY

Lanciata lo scorso 18 giugno, la prima stagione di Portraits approfondisce le storie delle donne i cui ritratti si trovano nelle collezioni del museo. Gli episodi hanno visto la partecipazione di Jill Lepore, docente di storia alla Harvard University e autore di The New Yorker, Sheryll Cashin, docente di giurisprudenza presso la Georgetown University, l’illustratrice Wendy MacNaughton, l’artista con base a New York Hope Gangloff e Julie Packard, direttore esecutivo del Monterey Bay Aquarium.  Con il suo focus sulle donne, la stagione inaugurale di Portraits completa il ciclo di otto mostre che la Portrait Gallery presenta tra il 2019 e il 2020 come parte della “Smithsonian American Women’s History Initiative” Why of Her Story. “La National Portrait Gallery è un centro culturale situato in un punto di riferimento storico nella capitale della nazione, ma la comunità e l’identità del museo si estendono ben oltre le sue mura”, ha dichiarato Kim Sajet. “Il nostro nuovo podcast ci offre un modo per condividere le storie di persone straordinarie in tutto il paese”. Gli episodi sono disponibili su npg.si.edu/podcasts e tramite i podcast Apple, Google Play, PRX, Radio Public, Spotify e Stitcher.

PODCAST E ARTE. I CASI ZWIRNER E PERROTIN

Sempre più spesso il mondo dell’arte si “serve” di strumenti di comunicazione fino a qualche tempo fa non utilizzati per fare breccia sul pubblico o per creare engagement. Adesso però le cose sono cambiate, e i primi a capire che anche il podcast sarebbe potuto diventare un jolly da giocare per attirare l’attenzione di addetti ai lavori e non sono stati i galleristi. A lanciare un podcast dedicato ai personaggi e ai temi dell’arte contemporanea è stato, lo scorso anno, David Zwirner, con Dialogues: The David Zwirner Podcast, serie audio che, di puntata in puntata, vede dialogare un artista e un protagonista del mondo della cultura e delle istituzioni provenienti dai settori delle arti visive, dell’architettura, del cinema o della musica. A Zwirner è seguito poi Emmanuel Perrotin, che ha deciso di pubblicare sul proprio sito, sotto forma di podcast, talk tenutisi dal 2014 a oggi in occasione delle mostre più importanti organizzate dalla sua galleria.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.