Victor Vasarely a Francoforte. Una retrospettiva sul cofondatore della Op art

Una mostra allo Städel Museum di Francoforte celebra l’artista ungherese con oltre 100 opere chiave di tutte le fasi della sua produzione anche architettonica, come la sala da pranzo per la Deutsche Bundesbank

Victor Vasarely, Vega 200, 1968, Courtesy Galerie Templon, Paris Brussels © VG Bild Kunst Bonn 2018
Victor Vasarely, Vega 200, 1968, Courtesy Galerie Templon, Paris Brussels © VG Bild Kunst Bonn 2018

Cofondatore dell’Op art, Victor Vasarely (Pecs, 1906 – Parigi, 1997) è l’artista che ha costruito un ponte tra l’astrattismo interbellico e le avanguardie del dopoguerra con una vasta opera che abbraccia più di sei decenni. Ora, una retrospettiva allo Städel Museum di Francoforte lo celebra con oltre 100 opere chiave di tutte le fasi della sua produzione artistica. Nel corso della sua carriera (iniziata come grafico pubblicitario), Vasarely ha, infatti, attraversato ogni media, utilizzando la serialità del multiplo e perfino l’architettura: come la sala da pranzo, concepita insieme al figlio Yvaral (Parigi, 1934–2002) nei primi anni ‘70, per la Deutsche Bundesbank di Francoforte che è stata smantellata appositamente per la mostra allo Städel e, successivamente, lo sarà per quella al Centre Pompidou. Si tratta di una composizione in giallo, oro, grigio e argento, “un’integrazione architettonica”, le cui pareti sono ricoperte da 582 dischi di plastica tonda rivestiti di colore e di alluminio in file simmetriche. Da quando la sede della Bundesbank è stata acquisita 46 anni fa, questo “spazio artistico” unico è stato utilizzato per ospitare personaggi speciali e come ambiente rappresentativo per interviste ed eventi stampa. “Il design di questa sala è una delle installazioni più importanti dell’artista nato in Ungheria”, dice Iris Cramer, curatrice della collezione d’arte della Bundesbank. “Siamo molto lieti di poter rendere questo bellissimo lavoro accessibile al pubblico in questo modo”. Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism – questo il titolo della mostra – presenta in tutto 120 opere provenienti da collezioni europee e statunitensi come il già citato Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York e la Fondazione Michele Vasarely. Ecco le immagini…

– Claudia Giraud

Victor Vasarely – In the Labyrinth of Modernism
Fino al 13 gennaio 2019
Städel Museum, Schaumainkai 63, 60596 Frankfurt am Main, Germany
www.staedelmuseum.de

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).