“Uno sguardo differente” sull’opera del grande maestro spagnolo, promette il sottotitolo della mostra che riunisce sculture e lavori su carta al MASILugano. Missione compiuta: l’allestimento allinea capolavori e opere poco note che dimostrano come la poetica dell’artista sia ancora ineguagliata e attuale.

Il sottotitolo della mostra che il museo svizzero dedica alle opere su carta e alle sculture di Pablo Picasso (Malaga, 1881 ‒ Mougins, 1973) promette “uno sguardo differente” sul grande maestro spagnolo. Missione compiuta, si può dire: percorrendo l’allestimento ci si sorprende ancora per le straordinarie, tuttora inusitate invenzioni di un artista peraltro esplorato in ogni maniera. Merito del genio di Picasso, certo. Ma anche di un bell’allestimento, che allinea i disegni alle pareti e le sculture a centro sala, in maestosa progressione verso le vetrate affacciate sul lago. E di una selezione che pesca lavori anche poco noti tra le riserve infinite del Musée Picasso di Parigi.

Pablo Picasso, Testa femminile (Fernande), Parigi, 1909. Musée national Picasso, Parigi. © Succession Picasso - 2018, ProLitteris, Zurich. Photo RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris) - Adrien Didierjean
Pablo Picasso, Testa femminile (Fernande), Parigi, 1909. Musée national Picasso, Parigi. © Succession Picasso – 2018, ProLitteris, Zurich. Photo RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris) – Adrien Didierjean

IDEA ED ESPRESSIVITÀ

Ciò che fa di Picasso un artista tuttora ineguagliato e attuale, più forte di definizioni come modernismo e postmodernismo, è la sua capacità inesauribile di fondere invenzione concettuale e felicità creativa, idea ed espressività. Ogni tratto, anche il più semplice, è segno di un’esperienza del mondo allo stesso tempo intellettuale e carnale; il dilemma tra forma e contenuto è da lui definitivamente e anticipatamente risolto.
Le opere esposte sono 120 (105 lavori su carta e 15 sculture), dal 1905 al 1967. A campione, il percorso esplora tutte le fasi dell’artista. La prima sala, già ricca, è solo un preludio. Da uno schizzo a matita del 1905 (Saltimbanques: femmes se coiffant), ancora a suo modo realistico, parte un percorso che affianca esempi di Cubismo conclamato a corpi statuari e classicheggianti ‒ il dialogo tra linea acuminata e morbida è un leitmotiv che attraversa ovviamente l’intera mostra. Sorprende in particolare un cristico Nu feminin debout del 1906-07, mentre l’opera regina della sala è certamente la fondamentale Tête de femme (Fernande) del 1909.

Pablo Picasso, Fruttiera e mandolino su buffet, 1920. Musée national Picasso, Parigi. © Succession Picasso - 2018, ProLitteris, Zurich. Photo RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris) - Droits réservés
Pablo Picasso, Fruttiera e mandolino su buffet, 1920. Musée national Picasso, Parigi. © Succession Picasso – 2018, ProLitteris, Zurich. Photo RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris) – Droits réservés

DAI PAPIER COLLÉ ALLE SPETTACOLARI SCULTURE

Il successivo sviluppo del percorso prevede spazi senza una vera soluzione di continuità. Apre l’infilata di opere un capolavoro che qui funziona paradossalmente come punto di raccordo, il papier collé del 1914 Verre, bouteille de vin, paquet de tabac, journal. Al centro, la successione di sculture inizia con i due straordinari Mandolino e Clarinetto del 1913 e Violino del 1915; seguono i celeberrimi Tête de mort del 1943 e La Chèvre del 1950; fino all’ultimo gruppo affacciato sul lago che include espressioni di enorme felicità formale e contenutistica come Femme à l’enfant del 1961.
Ai lati, come detto, le carte. Il tema della joie de vivre è rappresentato da opere come Footballeurs del 1961; lavori come il Portrait de famille del 1962 presentano uno stile poco noto con una sostenutissima interazione tra segno e colore; Françoise au bandeau del 1946 è un esempio del segno arzigogolato che descrive la figura come un ricamo agilissimo. La mano dell’artista, infine, che aleggia idealmente in tutta la mostra, è concretamente presente grazie a un calco del 1937.

Stefano Castelli

Lugano // fino al 17 giugno 2018
Picasso ‒ Uno sguardo differente
MUSEO D’ARTE DELLA SVIZZERA ITALIANA
Piazza Bernardino Luini 6
www.masilugano.ch

Evento correlato
Nome eventoPicasso. Uno sguardo differente
Vernissage17/03/2018 ore 17
Duratadal 17/03/2018 al 17/06/2018
AutorePablo Picasso
CuratoreCarmen Giménez
Generearte moderna
Spazio espositivoMASI LUGANO LAC
IndirizzoPiazza Bernardino Luini, 6 CH - 6900 - Lugano
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.