Raccontare il movimento d’avanguardia italiano incrociando manifesti e sviluppi nel quotidiano. Dalla conquista dell’aria alla collaborazione con l’industria. L’epopea futurista tra il fascino per la velocità, la rivoluzione e la progettazione a tutti i livelli: dalla tipografia alla moda.

La notizia girava da tempo in città, si parlava del grande archivio di una coppia di collezionisti e di un luogo decisivo per la storia culturale del capoluogo felsineo.
La collezione è quella dei coniugi Massimo e Sonia Cirulli mentre lo spazio è il celebre edificio firmato a San Lazzaro di Savena dai fratelli Castiglioni che fungeva da showroom e laboratorio creativo per il marchio Simongavina. Dopo aver annunciato l’acquisto dello stabile qualche anno fa e dopo aver presentato in anteprima le attività della nascente fondazione durante l’ultima edizione di Arte Fiera, è stata inaugurata la prima mostra. Universo futurista ‒ questo il titolo dell’esposizione curata da Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti ‒ si struttura allo stesso tempo come un inedito progetto di rilettura del movimento italiano di avanguardia, come esempio delle attività future della fondazione e come “campione dimostrativo” della varietà di materiali presenti nella raccolta.

Bruno Munari, Motori e Vittoria dell’Aria, 1934. Courtesy Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, San Lazzaro di Savena
Bruno Munari, Motori e Vittoria dell’Aria, 1934. Courtesy Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, San Lazzaro di Savena

LA COLLEZIONE

Per comprendere il taglio con cui le scelte curatoriali e allestitive intendono descrivere il Futurismo in un’ampia accezione che integra arte e cultura materiale, è utile avvicinarsi all’approccio che ha guidato la composizione della collezione. “Un corpus di migliaia di manifesti, libri e documenti che sono stati il punto di partenza e che hanno costituito la nostra “palestra visiva””, afferma Massimo Cirulli ed è facile ritrovare nelle sale questa corposa presenza di edizioni originali e autografe che sono state il principale veicolo di diffusione delle teorie e della prassi artistica futurista. Fin dall’ingresso, infatti, una fila di vetrine che attraversano l’ampio salone al piano terra appaiono come la spina dorsale del percorso espositivo: dai primi celebri manifesti ai volumi delle “parole in libertà”, dalle riviste alle lettere e alle immagini d’epoca. Le opere, convenzionalmente intese come dipinti e sculture, sono solo una parte e contribuiscono alla narrazione di un contesto sfaccettato che dalle dichiarazioni di poetica arriva alle collaborazioni con l’industria.

Antonio Sant’Elia, Monumento celebrativo di Roma e della sua gloria, 1911. Courtesy Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, San Lazzaro di Savena
Antonio Sant’Elia, Monumento celebrativo di Roma e della sua gloria, 1911. Courtesy Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, San Lazzaro di Savena

COSTELLAZIONI, ORBITE E SATELLITI

L’idea di universo si rispecchia nella suddivisione che, oltre il salone centrale, si articola in otto “costellazioni”, ovvero nuclei tematici, cui fanno da contraltare cinque “orbite”, pensate come settori monografici, e undici “satelliti” in forma di vetrine allestite presso la Biblioteca dell’Archiginnasio. Tra le costellazioni si annidano temi fondanti del pensiero futurista come la riproducibilità, la compenetrazione, lo studio (e l’elogio) del movimento o la rivoluzione tipografica che trovano verifica nei progetti grafici di Fortunato Depero o Nicolay Diulgheroff per marchi e aziende, ma anche nello sviluppo dei pattern tessili di Giacomo Balla ed Enrico Prampolini. Tra le orbite quella che spicca su tutte per innovazione e spirito eclettico è quella di Bruno Munari, i cui lavori sono disseminati in tutto il percorso (perfino riprodotti come vetrofanie), dai collage per L’Ala d’Italia alle vignette fino ai lavori con lo studio R+M. E ancora la ricerca arriva a cogliere l’artista al lavoro presentando bozzetti, schizzi e carte di studio originali come nel caso delle vedute di Venezia futurista di Antonio Sant’Elia, della nota Tuta o del Palombiglio di Thayat, o, ancora, di una Nike di Samotracia di Umberto Boccioni. Arte e vita, non solo un motto quanto un programma da attuare dalle poli-bibite (si vedano i manifesti per Campari e Cinzano) al salotto (come quello creato da Tato per Italo Balbo).
L’atmosfera, sia quella intesa in senso letterale che metaforico, è pervasa dallo spirito futurista. Anche quando pare che a tratti l’arte lasci il posto alla propaganda, l’accento è posto sul design, sulla progettazione e non sui contenuti politici o sul culto della persona.

Claudio Musso

Evento correlato
Nome eventoUniverso Futurista
Vernissage20/04/2018 ore 18,30 su invito
Duratadal 20/04/2018 al 19/05/2019
CuratoriSilvia Evangelisti , Jeffrey T. Schnapp
Generiinaugurazione, collettiva, arte moderna
Spazio espositivoFONDAZIONE MASSIMO E SONIA CIRULLI
Indirizzovia Emilia, 275 I 40068 - San Lazzaro di Savena - Emilia-Romagna
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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).