“Bellezza e Abisso”, Vienna celebra Klimt, Schiele, Moser e Wagner con un ciclo di grandi mostre

Gustav Klimt, Egon Schiele, Koloman Moser e Otto Wagner sono gli artisti che Vienna si appresta a celebrare in occasione del centesimo anniversario dalla loro scomparsa. Promossa per ricordare la grande stagione del Modernismo, l’iniziativa prevede un programma di oltre 15 mostre che si protrarranno per tutto il 2018

Gustav Klimt - Portrait of Adele Bloch-Bauer I

Gustav Klimt, Egon Schiele, Koloman Moser e Otto Wagner saranno i protagonisti di Bellezza e Abisso, un programma diffuso di mostre che coinvolgerà l’intera città di Vienna durante il 2018. La capitale austriaca celebra così quattro degli artisti più rappresentativi del Modernismo viennese in occasione del centesimo anniversario dalla loro scomparsa, avvenuta nel 1918. Organizzata dall’Ente di promozione turistica della Città di Vienna, l’iniziativa metterà in evidenza l’impatto che i quattro autori ebbero sulla cultura austriaca nei decenni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, attraverso l’approfondimento dei fattori e delle condizioni sociali che hanno permesso alla corrente del Modernismo di prosperare nella Vienna fin de siècle.

Egon Schiele, Die Umarmung (Liebespaar II), 1917 ©Belvedere, Wien
Egon Schiele, Die Umarmung (Liebespaar II), 1917 ©Belvedere, Wien

GLI ANNI DEL MODERNISMO VIENNESE

I ritratti femminili di Gustav Klimt, gli spietati autoritratti di Egon Schiele, le idee di Otto Wagner per trasformare Vienna in una metropoli moderna, il design di Koloman Moser, la psicoanalisi di Sigmund Freud, la musica dodecafonica di Arnold Schönberg, le moderne sinfonie di Gustav Mahler e le novità architettoniche di Adolf Loos sono solo alcuni dei frutti che il fertile suolo culturale viennese ha maturato tra il 1890 e il 1918, non a caso uno dei periodi di massimo fulgore della storia austriaca, in bilico tra la grandezza del glorioso passato le cui certezze erano ormai in declino e una sorta di macabra eccitazione per le novità che il nuovo secolo avrebbe riservato – nonostante lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Gustav Klimt, Ritratto di signora

QUATTRO GRANDI ARTISTI ACCOMUNATI DALLA DATA DI MORTE

In questo clima di esuberante creatività, anche Klimt, Schiele, Wagner e Moser raggiunsero le massime vette artistiche con la loro opera. Architetto e urbanista, Otto Wagner (Vienna, 1841 – 1918) incarnava lo spirito di una nuova epoca, in cui l’attività imprenditoriale si intrecciava con gli interessi urbanistici e l’attività di progettazione. Fra i suoi tanti lavori è da ricordare il progetto della metropolitana (linee U4 e U6 odierne) e la regimazione del Danubio. Il pittore e designer Koloman Moser (Vienna, 1868 – 1918) anticipò senza dubbio i tempi disegnando tappezzerie, libri, carta da lettera, mobili, vetrate di finestre, manifesti e loghi, diventando così uno dei precursori di figure “moderne” come quelle del designer grafico e industriale. Gustav Klimt (Vienna, 1862 – 1918) e Egon Schiele (Tulln an der Donau, 1890 – Vienna, 1918) sono, tra i quattro autori, sicuramente gli artisti più noti della stagione del Modernismo. Klimt fu, insieme a Moser, uno dei padri fondatori della Secessione Viennese, e ancora oggi è il personaggio più rappresentativo di quella stagione grazie ai suoi ritratti erotici di donne immerse in sfondi dorati – un esempio tra tutti, il celeberrimo Bacio. Seguì le sue orme il “protetto” Schiele, i cui ritratti femminili erano sessualmente più espliciti e struggenti, poetica che ha condotto l’artista a “collocarsi” nella corrente artistica dell’Espressionismo.

LE MOSTRE IN PROGRAMMA

Sono 17 le mostre che il prossimo anno celebreranno non solo i quattro artisti a cui è dedicata l’iniziativa, ma anche i personaggi che insieme a loro hanno reso Vienna uno dei centro nevralgici della cultura del primo Novecento. Tra le esposizioni in programma, Klimt non è la fine. Nuovi fermenti nella Europa Centrale inaugurerà il prossimo marzo al Belvedere inferiore, e analizzerà i cambiamenti e l’impatto che il fatidico 1918 – anno di morte Klimt, Moser, Schiele e Wagner ma anche della fine della Prima Guerra Mondiale – ebbe sulla cultura e la politica austriaca; sempre al Belvedere inferiore ma stavolta a ottobre sarà la volta di Egon Schiele – I percorsi di una collezione, in cui verrà presentata al pubblico l’intera collezione di ritratti di Schiele custodita dal museo. A maggio presso il MAK – Museo austriaco di Arti Applicate/Arte Contemporanea una grande mostra intitolata Post Otto Wagner – Dalla Cassa di Risparmio postale al Postmodernismo punterà i riflettori sull’influenza che l’urbanista ebbe sulle generazioni a lui successive di architetti e designer. Nel dicembre 2018 il MAK presenterà inoltre una mostra con l’opera completa di Koloman Moser. Klimt e Schiele saranno protagonisti di altre due retrospettive, rispettivamente al Kunsthistorisches Museum e al Museo Leopold. La nuda verità. Klimt a confronto – che inaugurerà a marzo – ruoterà attorno al dipinto Nuda Veritas del 1899, mentre Egon Schiele. Espressione e lirica esporrà insieme per la prima volta dipinti, disegni, testi autografi, poesie, documenti, fotografie e oggetti di Schiele.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.