Dalì e Duchamp per la prima volta insieme in mostra alla Royal Academy di Londra

Una mostra che mette in luce la reciproca influenza che questi due geni dell’arte hanno esercitato l’uno sull’altro. Alla Royal Academy dal 7 Ottobre 2017 al 3 Gennaio 2018.

Salvador Dalí, Les premiers jours du printemps (The First Days of Spring), 1929. Oil and collage on panel. 49.5 x 64 cm. © Collection of the Salvador Dalí Museum, St. Petersburg, Florida / © Salvador Dali, Fundació Gala-Salvador Dalí, DACS 2016.
Salvador Dalí, Les premiers jours du printemps (The First Days of Spring), 1929. Oil and collage on panel. 49.5 x 64 cm. © Collection of the Salvador Dalí Museum, St. Petersburg, Florida / © Salvador Dali, Fundació Gala-Salvador Dalí, DACS 2016.

All’apparenza molto diversi, Dalí e Duchamp mantennero un legame duraturo di amicizia e di ammirazione reciproca che permise loro di conoscere le rispettive opere, e di trarne ispirazione. Attraverso la curatela di Dawn Ades e William Jeffett, la mostra intende studiare i meccanismi e i risultati di questa contaminazione artistica.

Marcel Duchamp, The King and Queen Surrounded by Swift Nudes, 1912. Oil on canvas. 114.6 x 128.9 cm. Philadelphia Museum of Art, The Louise and Walter Arensberg Collection, 1950-134-63a © Succession Marcel Duchamp/ADAGP, Paris and DACS, London 2017.
Marcel Duchamp,
The King and Queen Surrounded by Swift Nudes, 1912.
Oil on canvas. 114.6 x 128.9 cm. Philadelphia Museum of Art, The Louise and Walter Arensberg Collection, 1950-134-63a © Succession Marcel Duchamp/ADAGP, Paris and DACS, London 2017.

DUE GENI ALL’APPARENZA LONTANI

Due personalità senza le quali l’arte mondiale del Novecento sarebbe stata più povera: Salvador Dalì (Figueres, 1904-1989) e Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 1887-Neuilly-sur-Seine, 1968), pur nei loro differenti approcci estetici e concettuali, innovarono profondamente il linguaggio artistico, varcando confini e ridefinendo prospettive. Legati in vita da una lunga amicizia, anche epistolare, e da una comunanza d’interessi (l’erotismo fu uno di questi), i loro percorsi artistici sono più vicini di quanto a prima vista si possa pensare, anche in virtù di quello scetticismo che contraddistinse il loro modo di guardare alla vita. La mostra londinese è stata pensata come una conversazione fra i due artisti, sviluppata attraverso il confronto fra alcune loro opere, ma soprattutto per tramite di documenti quali fotografie e lettere che i due si scrissero in vita. Una mostra non soltanto artistica, ma anche a suo modo intima, che entra nelle esistenze di queste due personalità che si conobbero nei primi anni Trenta, all’apice delle loro carriere. Già uomini maturi e artisti formati, il loro fu un incontro intellettuale, giocato su un piano estetico-filosofico, in particolare sulle implicazioni del cambiamento di prospettiva e del nuovo ruolo dell’oggetto d’arte.

Marcel Duchamp, Fountain, 1917 (replica 1964). Porcelain. Tate, London: Purchased with assistance from the Friends of the Tate Gallery 1999 Photo © Tate, London, 2016 / © Succession Marcel Duchamp/ADAGP, Paris and DACS, London 2016.
Marcel Duchamp,
Fountain, 1917 (replica 1964).
Porcelain. Tate, London: Purchased with assistance from the Friends of the Tate Gallery 1999 Photo © Tate, London, 2016 / © Succession Marcel Duchamp/ADAGP, Paris and DACS, London 2016.

COMUNANZE FILOSOFICHE

Pioniere delle atmosfere lisergiche Dalì, inventore del readymade e rovesciatore di prospettive Duchamp, il loro dialogo è ricostruito attraverso oltre 80 opere fra dipinti, sculture, fotografie, disegni, filmati e lettere; in particolare, sono queste testimonianze scritte a tessere le trame di una vicinanza d’idee che l’opera artistica sembra smentire.
La mostra sarà suddivisa in tre sezioni: la prima, Identità, è pensata per indagare le personalità dei due artisti e le direzioni delle loro rispettive carriere; Il corpo e l’oggetto si concentrerà invece sul differente modo di tradurre l’erotismo nelle loro opere, alla luce del comune interesse per questa tematica (molto in voga negli anni Trenta, anche a seguito degli studi di Freud). Infine, Sperimentare con la realtà analizza da un punto di vista estetico e concettuale il “gioco” di prospettiva che ha segnato tante delle creazioni di Dalì e Duchamp, in risposta a nuove teorie sui concetti di tempo, spazio, energia, materia, gravità. Pregio della mostra, sarà probabilmente anche quello di spiegare la grande pubblico cosa si cela dietro una rivoluzione estetica.

PRECAUZIONI MORALISTE

Non sarà però una mostra come tutte le altre. Questa avvertirà il pubblico che alcune opere esposte sono caratterizzate da contenuti adatti a un pubblico adulto, e potrebbero comunque turbare persone dalla particolare sensibilità morale. In un’ottica britannicissima del politically correct, è stato giudicato meritevole di segnalazione anche un manoscritto sin qui inedito, provenienti dalla Fondazione Dalì di Figueres, che il Professor Dawn Ades, uno dei co-curatori della mostra, ha descritto come una “miscela straordinaria di materiale molto esplicito e altamente simbolico”. L’artista vi ha descritto, con testi e disegni, quelle che chiamava le sue “perversioni nutrienti” suscitate un giorno dell’estate del 1933, durante un picnic su una spiaggia della Catalogna, con Gala e l’amico Duchamp, perversioni che gli nacquero mentre urinava in mare e guardava Duchamp che friggeva le cotolette per il pranzo imminente. Uno scenario degno del padre del Surrealismo. Altre opere “segnalate” hanno espliciti richiamo al sesso. Ma davanti alla miriade di provocazioni di tanta arte contemporanea, e del cattivo gusto cui ci ha abituato la nostra società televisiva, è lecito chiedersi se il problema siano proprio le opere di Dalì.

Niccolò Lucarelli

Londra // dal 7 Ottobre 2017 al 3 Gennaio 2018
Dalì/Duchamp
Royal Academy of Arts
Burlington House, Piccadilly, London, W1J 0BD

www.royalacademy.org.uk

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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