Nel 2027 arriverà un nuovo polo d’arte contemporanea per le Langhe: in un bosco in cima alla collina

Nel 2027 la famiglia Vezza inaugura sul Colle San Pietro una Fondazione d'arte contemporanea tra resti medievali e natura. Nell’anno di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea


Nelle Langhe, il 2027 si preannuncia come un momento cruciale per l’ecosistema dell’arte contemporanea piemontese e nazionale. Mentre Alba si prepara a vestire i panni di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, a Monforte d’Alba prende vita un nuovo progetto istituzionale di alto livello, la Fondazione Vezza: una nuova istituzione d’arte contemporanea che rinuncia alla rigidità del museo per farsi percorso aperto nel bosco. Tra le rovine di un monastero medievale del 1014 e le colline del Barolo, il progetto ideato da Sandra e Charley Vezza e diretto da Flavio Del Monte aprirà a settembre 2027 con opere site-specific di Kathleen Ryan e Alessandro Pessoli.

Flavio Del Monte, Sandra Vezza e Charley Vezza. Photo Maurizio Beucci
Flavio Del Monte, Sandra Vezza e Charley Vezza. Photo Maurizio Beucci

Come nasce la Fondazione Vezza nelle Langhe

Per comprendere la genesi della Fondazione Vezza occorre tracciare la storia dei suoi protagonisti divisi tra imprenditoria, mecenatismo e design. Dopo aver preso le redini dell’azienda di famiglia e guidato realtà industriali come Italgelatine, Sandra Vezza corona il suo percorso acquistando lo storico marchio di design radicale Gufram (quello dei celebri divani Bocca e Pratone). La sua cifra estetica trova una prima declinazione territoriale nella cantina L’Astemia Pentita – progettata da Gianni Arnaudo sui cru dei Cannubi a Barolo, con la forma di una gigantesca scatola di vino da aprire e interni pop. Il figlio Charley, attraverso la gestione condivisa dei progetti di famiglia e della Fondazione Radical Design (alla guida del gruppo Italian Radical Design che comprende i marchi Gufram, Memphis e Meritalia) incarna, invece, la continuità generazionale e l’apertura verso i linguaggi internazionali della contemporaneità. A dirigere questo progetto, la famiglia Vezza ha scelto Flavio Del Monte, con un solido bagaglio maturato all’interno della galleria di Massimo De Carlo e prima ancora alla Fondazione Trussardi, Del Monte punta ad impostare una curatela istituzionale internazionale, ma saldamente radicata nel territorio.

Che cos’è la Fondazione Vezza

Questo retroterra culturale spiega perfettamente la natura della Fondazione Vezza sul Colle San Pietro a Monforte d’Alba: non una fondazione museale accademica, ma un progetto che unisce l’alfabeto visivo non convenzionale dei Vezza (già sperimentato tra i vigneti dei Cannubi con L’Astemia Pentita) al rispetto profondo per la memoria storica, offrendo un’esperienza d’arte pubblica immersiva, pop e accessibile, totalmente “fuori dagli schemi” tradizionali del cubo bianco. La sua architettura, infatti, coincide interamente con il paesaggio. Non c’è un edificio ad accogliere le opere, bensì un bosco: il Colle San Pietro.

Colle San Pietro, Monforte d'Alba. Photo Maurizio Beucci
Colle San Pietro, Monforte d’Alba. Photo Maurizio Beucci

La storia del Colle San Pietro

Inserito all’interno del celebre cru Bricco San Pietro — dominato dai geometrici vigneti di Nebbiolo —, il bosco del colle è rivestito da una vegetazione spontanea e incontaminata. Sulla sua sommità si conservano le rovine dell’antico Monastero di San Pietro, la cui prima attestazione risale al 1014 in una bolla di Papa Benedetto VIII (Cellam Sancti Petri). Passato nel XV secolo al Vescovado di Alba e poi al Seminario, il complesso viene trasformato in residenza estiva episcopale prima di conoscere un lento declino e diventare rudere (documentato come “diruto” già nel 1919).

Il format decennale e in progress della Fondazione Vezza

È proprio attorno a queste stratificazioni storiche e botaniche che nasce la Fondazione: un invito alla salita, all’attraversamento a piedi e alla scoperta lenta, dove le opere d’arte non sono allestite in sale chiuse ma emergono tra i sentieri, gli alberi e i resti medievali, offrendo una sequenza di apparizioni inattese e mutate dalla luce delle stagioni. La Fondazione Vezza consiste in un format aperto e in progressivo divenire: ogni anno uno o più artisti internazionali saranno chiamati a confrontarsi con il bosco, la storia locale e i resti architettonici, i cui lavori di conservazione e restauro sono affidati allo Studio Simonetti Architettura (già noto per i cantieri dei Castelli di Cannero e della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme). Nell’arco di circa dieci anni, gli interventi andranno a comporre una collezione outdoor integrata.

Colle San Pietro, Monforte d'Alba. Photo Maurizio Beucci
Colle San Pietro, Monforte d’Alba. Photo Maurizio Beucci

Fondazione Vezza: i primi due artisti invitati

L’inaugurazione ufficiale avverrà a settembre 2027, incrociando due nomi di primo piano della scena contemporanea mondiale: Kathleen Ryan (Santa Monica, California, 1984, vive a New York) è nota per le sue sculture che sfidano il significato simbolico e affettivo degli oggetti di uso quotidiano; Alessandro Pessoli (Cervia, 1963, vive a Los Angeles) realizza, invece, opere che nascono dal cortocircuito tra l’iconografia classica e l’immaginario contemporaneo.

Fondazione Vezza: un nuovo polo d’arte per Langhe, Roero e Monferrato siti Unesco

La nascita della Fondazione a Monforte d’Alba contribuisce in modo decisivo al palinsesto e al programma diffuso sul territorio durante l’anno di Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, arricchendo l’offerta del territorio con una nuova istituzione permanente che potrebbe dare vita a un vero e proprio polo del contemporaneo di Langhe Roero e Monferrato siti Unesco. Non mancano di certo gli interlocutori in zona, tra la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (attiva con la sua sede storica e i progetti d’arte pubblica a Guarene), Lunetta 11, uno spazio d’arte contemporanea indipendente fondato in un’antica borgata rurale dell’Alta Langa da Claudia Zunino e Francesco Pistoi, la rassegna annuale itinerante nel Monferrato Germinale, e le celebri esperienze di arte ambientale sparse tra i vigneti (come la Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett) promosse dai Ceretto, altra celebre famiglia di imprenditori del vino e mecenate dell’arte.

Claudia Giraud

Monforte d’Alba (Cuneo) // da settembre 2027
Fondazione Vezza, Colle San Pietro
https://www.fondazionevezza.com/

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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