Nella Stazione di Parma è nato uno spazio espositivo indipendente. La storia

Fondato nel 2025, Spina intende porsi come un presidio culturale andando a riattivare spazi commerciali inutilizzati che mettono in comunicazione il piano – 2 della stazione ferroviaria di Parma. Ecco tutte le mostre ospitate


Cosa succede quando l’arte contemporanea smette di aspettare il pubblico e decide di andargli incontro? A Parma la risposta passa dalla stazione ferroviaria, e precisamente dal suo piano -2. Qui, dentro alcune vetrine nate per ospitare attività commerciali e rimaste inutilizzate, Spina costruisce dal 2025 un programma espositivo che mette in relazione artisti, opere e un pubblico difficilmente più trasversale: pendolari, viaggiatori, cittadini, turisti.

La storia e gli intenti dello spazio “Spina” a Parma

Spina nasce da ESTATICO ETS, associazione impegnata nella ricerca e nello sviluppo culturale (e in dialogo con l’Amministrazione comunale di Parma) per colmare l’esigenza di “riattivare” spazi commerciali non locati all’interno della stazione, trasformandoli in luoghi per la produzione e la fruizione dell’arte contemporanea.

Il progetto ha una durata iniziale prevista di cinque anni e si articola principalmente attraverso due dispositivi espositivi, Teca e Gabinetto, rispettivamente le vetrine che affacciano su Via Bolgona e sull’area taxi di Via Milano.
L’idea è quella di costruire una programmazione continuativa, capace di alternare installazioni di grande formato, interventi più concentrati, progetti site specific e momenti di confronto. Un microcosmo metropolitano nel quale convivono, spesso senza incontrarsi davvero, persone provenienti da contesti differenti.

Tutte le mostre ospitate alla stazione ferroviaria

La prima stagione ha portato negli spazi della stazione progetti che attraversano fotografia, installazione, pittura, performance, tessile, poster e pratiche sonore. Tra i primi appuntamenti This Is Not a Commercial di Veli Silver & Amos Angeles, progetto che mette in relazione graffiti, attivismo e spazio pubblico, e Fuck It di Michele Sibiloni, serie fotografica realizzata a Kampala tra il 2012 e il 2014 e curata da Andrea Tinterri. A questi si sono aggiunti interventi come Geografie di Passaggio di John Blond, installazione permanente nel Tunnel Ovest, O.T. di Florian Thate, costruita attraverso corde e materiali raccolti a Parma, e Il battito del cuore, il rombo del tuono di Tomoe Daiko. Il programma ha poi attraversato approcci differenti, passando dai poster di Reto Leuthold in Ahoi Poster alla dimensione vegetale di EDEN – Stati di Natura di Giacomo Cossio, dalla ricerca pittorica di Pablo Bösch e Stefanie Kägi fino a Piante migranti, progetto con Xavier Morales, Ricardo Nugra e Jamie Pazmiño a cura di Giada Lusardi.
Più recentemente, Marco Russo ha presentato No more miserable Monday mornings, mentre Labirinti di Fabio Iemmi e Guido Lusetti ha intrecciato arazzo e installazione sonora.

Tra geometria e paesaggio. La mostra di Sabina Oehninger da Spina

È in questo contesto che si inserisce Olympia di Sabina Oehninger, progetto presentato negli spazi di Gabinetto visibile sino al 18 ottobre 2026. L’artista porta in stazione due serie di lavori realizzati utilizzando tessuti di seconda mano e una macchina per scrivere, materiali apparentemente ordinari che vengono sottoposti a un processo di organizzazione rigoroso.
Le opere costruiscono immagini sospese tra geometria e paesaggio, tra forme statiche e dinamiche, prospettive ambigue e composizioni che sembrano sfidare la possibilità stessa di essere lette secondo un unico punto di vista.
Ad avvalorare questa “doppia lettura” l’allestimento delle opere, disposte su piani differenti e sovrapponibili nello spazio. Con Olympia, dunque, il pubblico della stazione diventa parte involontaria dell’opera perché, muovendosi, modifica l’immagine.

Valentina Muzi

Olympia – Sabina Oehninger // fino al 18 ottobre 2026
Tunnel della Stazione di Parma
Viale Paolo Borsellino 27, piano – 2
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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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