Da Barilla ai giovani designer: da vedere a Parma una mostra racconta l’incontro tra moda e cibo

Al Laboratorio Aperto nel Complesso Monumentale di San Paolo, il progetto della Fondazione Gentili Mosconi mette in dialogo due eccellenze del Made in Italy. Come? Attraverso opere contemporanee, ricerca tessile e memoria visiva

Che cosa accade quando la cultura gastronomica incontra il linguaggio della moda? A Parma, la risposta prende forma in Food Culture | Food Couture. La Cucina attraverso la lente della Moda: linguaggi, identità e Made in Italy, la mostra ideata dalla Fondazione Gentili Mosconi e curata da Costanza Ferrarini con la collaborazione di Chiara Ghizzoni, visitabile fino al 4 novembre 2026 al Laboratorio Aperto, nel Complesso Monumentale di San Paolo. Il progetto parte da un’affinità che va oltre la dimensione del prodotto: cucina e moda condividono una cultura del fare. Fatta di saperi artigianali, ricerca sui materiali, identità territoriali, capacità di trasformare la materia in espressione creativa. Due ambiti solo apparentemente distanti, che raccontano il Made in Italy attraverso forme e immaginari differenti. Non è un caso che il percorso metta in relazione Parma, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, e Como, riconosciuta per l’Artigianato e le Arti Popolari e storicamente legata alla produzione tessile.

Dalla cultura gastronomica alla sperimentazione artistica

Al centro della mostra c’è una collezione di opere inedite realizzate da sette giovani creativi under 35. Ossia, Giulia Gentili, Esteban Frigerio, Caterina Blengino Francoli, Silvia Tancredi, Pollution Art, Pietro Fadda e Daniele Cappellato. Attraverso fotografia, disegno, grafica, video, ricerca tessile, persino upcycling, gli artisti e designer rileggono la tradizione gastronomica parmense traducendola in forme e suggestioni visive. Il cibo diventa così materia da reinterpretare, mentre il tessuto si trasforma in uno strumento di narrazione. Tra le sperimentazioni, Come un foulard di Pollution Art utilizza la pasta secca per costruire una trama modulare su un quadro da stampa tessile, convertendo un elemento quotidiano in un pattern che richiama il disegno per la seta. Un esempio del modo in cui il progetto supera i confini disciplinari per generare nuovi immaginari. Non solo, la ricerca coinvolge anche oltre cento studenti del Centro Studi Casnati di Como e del Setificio Paolo Carcano, chiamati a confrontarsi con il rapporto tra cultura gastronomica, progettazione e manifattura. Un’apertura alla formazione che fa della mostra non soltanto una restituzione espositiva, ma anche un laboratorio di idee e competenze.

Tra moda, grafica e identità italiana

Accanto alle opere contemporanee, Food Culture | Food Couture recupera materiali e testimonianze del Novecento grazie alla collaborazione con gli archivi partner. Il percorso riporta l’attenzione su figure che hanno contribuito a definire l’immaginario visivo italiano, dimostrando quanto la comunicazione di un prodotto possa diventare parte integrante della sua identità culturale. Tra queste, Erberto Carboni, protagonista della grafica pubblicitaria e autore di celebri campagne per Barilla, è affiancato da Brunetta, illustratrice legata al mondo della moda e del costume, e da Alvaro Molteni, artista e disegnatore tessile formatosi nell’ambiente dell’Astrattismo comasco. Le loro ricerche entrano in dialogo con quelle dei creativi contemporanei, mettendo in luce la continuità tra memoria e innovazione, tra patrimonio produttivo e nuove possibilità espressive.

L’allestimento della mostra Food Culture | Food Couture

L’allestimento, articolato negli spazi del complesso monumentale, comprende installazioni, fotografie e approfondimenti dedicati al graphic design e alla visual art. Ne emerge una riflessione sulla creatività come processo di trasformazione, in cui tradizione e sperimentazione non si escludono, ma alimentano reciprocamente nuove interpretazioni. Promossa con il patrocinio del Comune di Parma, la mostra si inserisce nel programma della Fondazione Gentili Mosconi dedicato alla valorizzazione del patrimonio tessile e creativo italiano. E diventa, a tutti gli effetti, un invito a guardare alla cucina come patrimonio di forme, simboli e saperi da cui continuare a immaginare il futuro. Quello, anche, del Made in Italy.

Giulio Solfrizzi

Food Culture | Food Couture. La Cucina attraverso la lente della Moda: linguaggi, identità e Made in Italy
Laboratorio Aperto, Complesso Monumentale di San Paolo, Vicolo delle Asse 5, Parma.

Fino al 4 novembre 2026. Orari: lunedì-venerdì, 9-13.30 e 14.30-19
Ingresso gratuito

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Giulio Solfrizzi

Giulio Solfrizzi

Barese trapiantato a Milano, da sempre ammaliato dall’arte del vestire e del sapersi vestire. Successivamente appassionato di arte a tutto tondo, perseguendo il motto “l’arte per l’arte”. Studente, giornalista di moda e costume, ma anche esperto di comunicazione in crescita.

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