Esiste una cantina nel Chianti dove il vino incontra una collezione d’arte. Il video
Nel 2012 inaugurava la cantina Antinori Chianti Classico, su progetto dell’architetto Marco Casamonti. In parallelo nasceva l’esperienza Antinori Art Project, per mettere in relazione vino, arte e territorio, come nella tradizione di famiglia, con la collaborazione di artisti italiani e internazionali
Tra Firenze e Siena, le colline del Chianti Classico sono da secoli vocate alla viticoltura. Una storia in gran parte condivisa dalla famiglia Antinori, che il suo legame con il territorio l’ha tessuto sin dalla fine del Trecento, portando avanti la tradizione vinicola e al contempo circondandosi d’arte (lo stemma della casata fu, non a caso, ideato agli inizi del Cinquecento nella bottega fiorentina di Giovanni Della Robbia).
La cantina Antinori Chianti Classico: un progetto di architettura integrato nel territorio
Così, quando nel 2012 è stata inaugurata la cantina Antinori Chianti Classico – costruita interamente con materiali locali e con grande rispetto per l’ambiente e per il paesaggio toscano, su progetto di Marco Casamonti di Archea Associati – è nato contestualmente, su impulso di Alessia Antinori, l’Antinori Art Project, capace di trasformare la cantina, anno dopo anno, in un museo d’arte contemporanea.
Cos’è Antinori Art Project
Concepito come la naturale prosecuzione della secolare attività di collezionismo della famiglia, Antinori Art Project si è proposto da subito come piattaforma volta a intercettare i linguaggi artistici contemporanei, tramite un programma di commissioni annuali site-specific rivolto a giovani protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale, in collaborazione con apprezzati curatori. Dopo l’avvio sotto la curatela di Chiara Parisi (2012-2013), dal 2014 a oggi il testimone è stato raccolto da Ilaria Bonacossa.
Opere e artisti di Antinori Art Project
Oggi il percorso espositivo tocca, tra spazi interni ed esterni della cantina, 11 installazioni. L’ultima arrivata è Sampling the Vineyard, opera di Armin Linke (Milano, 1966), che da Antinori ha seguito le stagioni, la produzione e i momenti fondamentali del processo del vino, ispirandosi per realizzare una serie di immagini che si fanno scultura, montate su cavalletti, in dialogo con le grandi vetrate, le vigne e il paesaggio del Chianti Classico. Ma la collezione comprende anche l’Altorilievo (2017) di Stefano Arienti (Asola, 1961), rielaborazione de La resurrezione di Cristo commissionata a Giovanni Della Robbia dagli Antinori nel Cinquecento. E una riflessione sul cambiamento climatico di Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973), che per la cantina ha realizzato Biosphere 06. Cluster of 3, biosfere sospese che custodiscono piante di tillandsia, come fossero giardini volanti. Poi opere di Rosa Barba (Agrigento, 1972) – prima artista di Antinori Art Project, con Sun Clock – Sam Falls, Elisabetta Benassi, Giorgio Andreotta Calò, Jorge Peris, Nicolas Party, Jean-Baptiste Decavèle, Yona Friedman. Un ecosistema in cui vino, arte e territorio coesistono organicamente in profondità.
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