Giorgio Morandi non ha mai abbandonato Grizzana. Smontare un luogo comune
A dialogo con la storica dell’arte Marilena Pasquali, già fondatrice e prima direttrice del Museo Morandi di Bologna. Da venticinque anni è presidente del Centro Studi Morandi, con il quale sta organizzando un convegno sull’artista in programma a Bologna il 25 e 26 novembre prossimi
“La prima cosa che vorrei dire riguarda il rapporto tra Giorgio Morandi e il Comune di Grizzana Morandi. Pur lavorando a Bologna, ho sempre seguito i grizzanesi: tutte le amministrazioni hanno sempre avuto come punto centrale, e non solo della loro politica culturale, la casa, la vita, la figura di Giorgio Morandi.” A parlare è Marilena Pasquali, storica dell’arte, già fondatrice e prima direttrice del Museo Morandi di Bologna, da venticinque anni presidente del Centro Studi Morandi. Il riferimento è alla frase pubblicata nell’articolo di Artribune dedicato al progetto, recentemente annunciato, Abitare Morandi: “Nel suo articolo, fa riferimento al ‘rilancio’ del rapporto tra Morandi e Grizzana Morandi. Ma occorre rettificare: l’artista è sempre stato estremamente connesso al Comune. È un rapporto costante, prima con lui da vivo, poi con le sue sorelle e in questi ultimi trent’anni con decine di iniziative culturali”, indica Pasquali.
Morandi e Grizzana Morandi: a dialogo con la storica dell’arte Marilena Pasquali
“Morandi aveva scelto questo paese dell’Appennino come suo luogo di villeggiatura, ma non solo. Per lui Grizzana è stato un luogo di lavoro, di riflessione. Ha cominciato a frequentarlo nel 1913” prosegue Pasquali, che spiega come su sua richiesta dall’ultima sorella dell’artista – Maria Teresa Morandi – abbia avuto un documento calligrafico con l’elenco di tutte le “stagioni grizzanesi”: un appunto cartaceo conservato nel Centro Studi Morandi e più volte pubblicato (è presente nel catalogo della mostra Morandi. Ritorno a Grizzana, datata 2023 e curata dalla stessa Pasquali). “Abbiamo le date esatte. In questo foglio Maria Teresa elenca, in maniera molto ordinata come erano loro, tutte le cosiddette villeggiature. Si evince che per undici estati Casa Veggetti ha ospitato la famiglia Morandi (le prime dal 1929 al 1933); ci sono poi quattro estati in cui l’intera famiglia si reca a Rocca di Roffeno, che si trova sempre sull’Appennino, tra Bologna e Firenze. Dal 1939 al 1944, i Morandi tornano a Grizzana, stando a Casa Veggetti. Per vari motivi, per 13 anni, Morandi non va a Grizzana: accade dall’estate del 1945 e fino al 1958. Dopodiché per due anni sta in una pensione e, nella primavera del 1960, dopo aver acquistato un terreno, si fa costruire la sua casa.”
La casa di Morandi a Grizzana Morandi
Il ruolo della nuova abitazione è dettagliatamente spiegato dalla dottoressa Pasquali. “Per lui questa casa è molto importante, ne è felicissimo. Lui stesso lo dice in una lettera. È la prima volta in tutta la sua vita che ha uno studio.” Ed è qui che Morandi vive non solo le quattro estati che gli restano (morirà a Bologna, il 18 giugno 1964). “Ci resta volentieri per mesi, fino a Natale: a Bologna va quando gli serve” sottolinea Pasquali, che soffermandosi ancora sul legame con questo luogo racconta un episodio accaduto dopo la scomparsa dell’artista. “Per volontà testamentaria di Maria Teresa, la sorella più giovane di Morandi, dal 1994 la casa è proprietà del Comune di Grizzana, con il suo intero contenuto. La certezza che lei avrebbe lasciato tutto al Comune salvò in parte anche il piano regolatore. Sotto la casa era prevista una lottizzazione, ma sapendo che l’immobile sarebbe rimasto al Comune, la lottizzazione non venne autorizzata e quindi il paesaggio si è salvato”.
Una biografia per contestare le false leggende attorno alla vita di Morandi
Lo scorso anno Pasquali ha pubblicato Morandi Vivo. Vita e pensiero di un artista (Pistoia, Gli Ori, 2025). Si tratta della prima biografia approfondita sull’artista; fa seguito alla precedente monografia a sua firma Giorgio Morandi. Il sentimento delle cose (Pistoia, Gli Ori, 2019). Sollecitata in merito al più recente dei suoi volumi, spiega di essersi accorta a un certo punto che “non era mai stata scritta una biografia su Giorgio Morandi. Intendo una vera biografia, anche per contestare e chiarire le false leggende che ci sono intorno a lui. Non è un testo critico. Qui si racconta la sua vita, dalla sua famiglia di provenienza fino alla morte. Scompare il 18 giugno 1964, mentre è in pieno svolgimento l’inaugurazione della 32esima Biennale di Venezia, la grande biennale del ‘64 in cui arriva in Italia tutta la Pop Art. Un vero spartiacque”. Per la stesura del volume – 590 pagine, diviso in 12 capitoli –, oltre all’attività di consultazione in archivi e biblioteche, essenziali sono stati i documenti morandiani conservati nel Centro Studi Morandi: “Si tratta di lettere, fotografie, materiali dei suoi corrispondenti” continua Pasquali, che su un punto è molto chiara. “Morandi era in contatto con personalità della cultura e dell’arte di mezzo mondo, sempre. Quindi la leggenda del monaco di Fondazza è una stupidaggine solenne. Un conto è il fatto che lui si difendesse da chi lo disturbava; un conto che non avesse rapporti. Ne aveva invece moltissimi, continui.”
Verso il congresso su Morandi a Bologna nel novembre 2026
Nella seconda parte del libro sono raccolte le parole di Morandi, un artista che “parla pochissimo in pubblico; nella sua vita rilascia in tutto cinque interviste. Su Morandi se ne raccontano davvero troppo. Quindi nel mio libro ogni affermazione è documentata” conclude la storica. Da lei fondato nel 2001, il Centro Studi Morandi è un luogo di ricerca e di studio, che conserva il materiale documentario affidatole personalmente da Maria Teresa Morandi. Negli anni ha prodotto appunto tante pubblicazioni, mostre, conferenze, lezioni universitarie. In occasione del venticinquennale, è in progress l’organizzazione di un convegno di studi di due giorni a Bologna; in collaborazione con il Comune di Bologna e con il Museo Morandi, si terrà a Palazzo Pepoli (prima giornata) e al MamBo (giornata conclusiva). Sono previste venti relazioni, ciascuna dedicata ad aspetti meno noti o fin qui poco indagati della vita e dell’opera di Giorgio Morandi. Pasquali anticipa che nel suo intervento si concentrerà sul 1957: “Attraverso i miei studi lo considero un anno di grazia, particolarmente importante per la sua opera e per la sua arte.”
Valentina Silvestrini
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